Mantra ATSMM
I partenopei Mantra, formazione dallo stile particolare, che mixa elementi indie rock, ambient, electro, wave e psichedelici, fresca della pubblicazione dell'EP “Rooms” -comprendente quattro brani- con l'etichetta inglese “Rare Noise Records”, rispondono per noi di Alone Music a tutte le domande sulla loro carriera e sul loro futuro, e ci svelano i segreti dei loro brani e del loro enigmatico nome.
Partiamo allora con l'intervista: ragazzi, essendo la vostra una band che si è affacciata da poco sul mercato discografico, questa domanda è d'obbligo: come vi siete incontrati e come è nato il vostro progetto?
Da dove iniziare...i Mantra prima di essere musicisti sono quattro grandi amici che si conoscono praticamente da sempre. Abbiamo vissuto gioie e drammi dell'adolescenza insieme e questo ci ha legati molto. La decisione di formare i Mantra e di farne il nostro futuro è stata quindi molto naturale quando tutti i diversi complessi di cui facevamo parte ai tempi del liceo si sono sciolti.
Avete scelto un nome molto particolare: Mantra ATSMM, cioè "Above The Spotless Melt Moon": potreste illustrarne il significato ai nostri lettori.
E' vero il nostro nome è particolare, è un melting pot ( da qui la parola melt ) di tutte quelle che sono le nostre influenze, ma non vogliamo subito scioglierne l'enigma..la parola “spotless” non ti fa pensare a qualche film? (in effetti si, ma lasciamo ai lettori la risoluzione dell'engima. n.d.r.).
Ascoltando il vostro EP, non si può fare a meno di notare la particolarità della vostra musica, un misto di rock, ambient, elettronica e psichedelia: ritenete di potervi inquadrare in un genere o in una scena particolare?
In realtà risulta molto difficile, forse soprattutto per noi, inquadrare un genere preciso che possa racchiudere le caratteristiche della nostra musica, è una cosa legata al processo creativo/emotivo che ci spinge a comporre. Intervengono, talvolta a nostra insaputa, immagini, situazioni ordinarie o straordinarie che ci capitano, la nostra musica è un riflesso delle nostre sensazioni. Non ci va quindi di inserirci in una particolare scena musicale, anche in questo caso, come dicevo prima, si tratta di un melting pot del nostro vissuto.
Quali sono stati e sono tuttora i vostri artisti di riferimento, dai quali avete tratto ispirazione e influenza?
Ascoltiamo ogni giorno molti dischi, forse l'unico gruppo che piace davvero tantissimo a tutti e quattro sono i Radiohead, potrei farti decine e decine di nomi ai quali siamo legati, dai Genesis all'intera scena new wave, dai Beatles a Billie Holiday, da Franco Battiato a Luigi Tenco: come ti dicevo, siamo appassionati di musica e andiamo sempre alla ricerca di nuovi stimoli.
Dei brani dell'EP, uno in particolare mi ha incuriosita:"Helder Pedro Moreira". Potreste illustrarmene la nascita e il significato?
Helder Pedro Moreira è il nome dell'artista portoghese che cura i nostri artwork, è una sorta di dedica musicale. Il pezzo è ispirato ai suoi lavori, come le opere di Helder potrebbe apparire in un primo momento confusionario, ma se ci si ferma un attimo e lo si ascolta attentamente affiorano man mano tanti piccoli particolari che alla fine riescono a dare un significato globale dell'espressione artistica.
E cosa mi dite a proposito della cover dell'EP?Che significato ha quell'immagine?
La cover dell'EP è l'immagine di una stanza vista dall'interno, invece dei mobili però ci sono alberi, nuvole,emozioni..un po come in una canzone di Gino Paoli...
Un altro bel brano dell'EP, "The Fog", è accompagnato da un videoclip: ci parlereste della sua nascita e del suo significato?
Certo..l'autore del video è un amico rumeno, Anton Octavian. “The Fog” nasce da un testo sul mito della torre di Babele, solo che invece di utilizzare il testo in maniera canonica abbiamo deciso di lasciare il brano strumentale e di usarlo come ''sceneggiatura'' del video. L'idea delle formiche è invece tutta di Anton.
Nell'ultimo suggestivo brano dell'EP, "A Friend With A Knife", vi siete avvalsi della collaborazione di Eugene Robinson, forntman degli Oxbow, che qui si cimenta con un racconto noir: come è nata quest'idea?
L'ultimo disco degli Oxbow mi è piaciuto molto e sono andato con Adriana (la vocalist della band, n.d.r.) a vederli dal vivo a Roma. Lì ho conosciuto Eugene e gli ho proposto di lavorare ad un pezzo insieme, quando ha sentito il pezzo ha accettato subito e cosi' è nata la nostra collaborazione.
Voi siete partenopei, e come altre band della vostra città suonate un genere "alternativo", lontano dai clichés della musica napoletana: essendo campana anche io, vi chiedo: cosa si prova a proporre questo tipo di musica in una città che apprezza per tradizione generi completamente differenti (vedi neomelodici, ecc.)?
Non bisogna denigrare la tradizione, Napoli è una grande città e c'è spazio per ogni forma artistica, credo che il problema della nostra città stia nella diffusione della cultura, ci dovrebbero essere semplicemente più opportunità in modo da permettere al pubblico valide alternative.
Ultima domanda di routine: quali sono i vostri progetti per il futuro, e soprattutto avremo l'occasione di vedervi presto in versione live?
A febbraio uscirà il nostro primo album e per ora stiamo lavorando duramente alla sua realizzazione, sicuramente non mancherà occasione per vederci dal vivo una volta riarrangiati i brani registrati: aggiorniamo costantemente My Space e blog sulle future esibizioni, quindi date un'occhiata ogni tanto! Grazie mille per la possibilità offertaci e per la bella intervista.
Grazie mille a voi per la disponibilità, e speriamo di ritrovarvi presto su Alone Music, o magari di assistere ad un vostro concerto: nel frattempo, in bocca al lupo per tutto!
http://www.myspace.com/themantraabovethespotlessmeltmoon