I Mittageisen sono un trio svizzero nato agli inizi degli anni '80. Il curioso nome Mittageisen è stato ispirato da un fotomontaggio fatto dal dadaista John Heartfield nel 1934 intitolato "Hurrah, the butter is out!", nel quale erano rappresentate delle persone che mangiavano oggetti di metallo. La stessa foto è stata ripresa come copertina del loro primo disco.
Questo doppio digipack il cui nome è semplicemente "1981 - 1986" non è altro che la rimasterizzazione delle diciannove canzoni riprese dai loro dischi; una commemorazione se vogliamo, della breve vita della band, che ha comunque riscosso un notevole successo in quegli anni. I Mittageisen hanno sperimentato i primi momenti della Darkwave e l'influenza Post Punk introdotta dal primo componente, nonchè creatore del gruppo Bruno W. Le caratteristiche elettroniche di quel periodo si sentono vivamente, come i primi suoni sintetizzati mischiati a semplici chitarre distorte; la progressione e la velocità dei ritmi non era ancora stata sperimentata. Tra i due dischi non c'è molta differenza stilistica, i suoni rimangono sempre minimali e semplici, le tracce per lo più strumentali, come "Anfang", oppure cantate sottovoce come "Wir"; fino ad arrivare alla deleteria "237 Tage". Solo nel secondo disco vi è una canzone più ritmata ed elettronica intitolata "Automaten", una delle più interessanti dell'album. La visione futuristica e metropolitana dei ragazzi viene saggiamente rappresentata dalle loro tracks, le quali, trasmettono una sensazione piuttosto metallica e urbana. Anche se molto semplici queste songs, rendono l'ascolto del disco piacevole e interessante, senza avere il bisogno di suoni e ritmi troppo rimbombanti. L'aspetto retrò e vintage dal carattere punkeggiante è dato anche dalla copertina, che raffigura una pittura in stile impressionista.
"1981 -1986" è un interessante ritorno al passato, che segna l'anno di svolta e di esordio di molte band SYnth Pop e Darkwave come i famosi Depeche Mode e i Grauzone, con i quali attualmente lavora Bruno. "1981 - 1986" fa ricordare com'era il sound di quel tempo in uno spazio di una ventina di canzoni.