7 fiori d'acciaio e 12 racconti tratti dalla vita di Mr. Qualcuno: una band milanese “in giro da un po'” alle prese con l'ultima fatica discografica presentata al grande pubblico il 6 giugno del 2009 al Blues House (Mi).
Stiamo parlando di un album hardrock old school, nulla di innovativo, ma un ripescaggio del meglio dei mitici anni ottanta come capita di immaginarseli: schitarrate virtuose, vocalizzi eccentrici e un drumming dritto e triggerato.
12 tales è un disco che si lascia ascoltare, spaziando da brani più tosti e pesanti, a vere e proprie ballate che comunicano un'atmosfera sognante e rarefatta.
I sette componenti della band non sono affatto dei ragazzini alle prime armi e di gavetta ne hanno fatta parecchia sino ad oggi; apprezzabile la produzione, di pregio, curata dagli stessi, tuttavia ci sono alcuni punti che ancora non convincono.
Musicalmente gli Steel Flowers sono ineccepibili, piacevoli e vari, ma la voce non riesce a tratti a comunicare forti emozioni, nonostante il timbro intrigante, rimanendo per lo più mediosa; talvolta, quando tenta di spingersi un po' troppo oltre i propri limiti, scade nella stonatura. Un vero peccato che sa tanto di occasione persa per un album che con qualche piccolo accorgimento in più avrebbe potuto risultare decisamente migliore.
Punti di forza invece sono certamente le liriche interessanti e non scontate, la comparsa di piano e hammond qua e là, e l'artwork curioso e azzeccato.
Sono certa che troveremo più grintosi e attenti questi 7 fiori di ragazzi alla prossima occasione discografica.
Infine una lode particolare è da attribuir loro perchè fanno musica originale dal 1999, non è da tutti, continuate così!