Cinque ragazzi alessandrini, i Duffy Punk, ed il loro ultimo lavoro “Tesi in Attesa” nello stile di un genuino hardcore punk italiano. Uscito nell’Aprile del 2008, Tesi in Attesa è il frutto del lavoro della band hardcore dopo ben tre anni di distanza dal precedente album “Improvvisamente distorti”; una ricerca, quella dei Duffy Punk, che porta ad un lavoro ben fatto e meditato con attenzione. Le prime due tracce di Tesi in attesa, Sordo e Scacco, sembrano abbastanza somiglianti, quasi una la prosecuzione dell’altra. Vado avanti, a rompere la linea melodica è Cicatrice ( più sullo stile Blink 182 che hardcore melodico ), track decisa e allo stesso tempo orecchiabile. Fulcro dell’intero cd è senza dubbio la quarta traccia che da il titolo all’album, Tesi in Attesa: rapida, urlata e tuttavia con una linea melodica ben definita. Mi colpisce persino un passaggio del testo: “ E’ il tuo momento perché rinunciare / non azzerarti ma impara a reagire / sai riprendere gestione totale, controllo mentale / usa la capacità di giustiziare un errore / sospeso in aria ritrovo il mio aspetto, sembrava cambiato e invece è lo stesso ”. Finalmente ci siamo, anche se la mia track preferita rimane Impronte, un po’ per le tematiche del testo, un po’ per l’approccio più aggressivo e graffiante. Passando agli aspetti tecnici, azzeccata la scelta di cantare in italiano sia per i testi che per il sound complessivo evitando così imbarazzanti imitazioni della lingua inglese. La doppia voce poi, una costante in tutto il cd, riempie i vuoti che in questo genere sebbene scarseggino, quando presenti si sentono in maniera inequivocabile. Ottimo a questo proposito anche l’uso di intermezzi urlati, costante dell’hardcore punk nudo e crudo e i testi in cui la fa da padrone una rabbia pungente urlata in faccia all’ascoltatore senza troppe remore. Buona inoltre la combinazione fra chitarre veloci e distorte e una batteria pesante a fare da architrave di tutti i pezzi del gruppo (sebbene la bassline forse avrebbe bisogno di un ulteriore rafforzamento da parte del basso, poco presente un po’ in tutto il cd ). E’ comunque evidente che dietro i Duffy Punk si celino dieci anni di carriera, tre album all’attivo e una continuata esperienza live che ne fanno senza dubbio un gruppo compatto che funziona; per certi versi mi ricordano l’hardcore punk dei Wretched, con qualche venatura prog rock ( venatura, non vera e propria influenza per troppi motivi uno su tutti la lunghezza dei brani e le incursioni in altri generi che mancano in Tesi in Attesa ). Tuttavia, forse perché inseriti in un contesto musicale che di band simili è ormai saturo, i Duffy Punk più che sul virtuosismo musicale ( che, per carità, non guasta mai ma non è l’unico elemento necessario a sfondare ) dovrebbero sforzarsi di concentrarsi maggiormente sull’originalità dei suoni e sulla sperimentazione, magari prendendo spunto da altri stili musicali. Rimaniamo in attesa del prossimo lavoro della band alessandrina , sicuri che possano ulteriormente migliorarsi e stupirci.