Gli Anni Novanta hanno visto l’esplosione del grunge/alternative rock in tutto il mondo. Il grunge, quel genere che urlava libertà e si opponeva al conformismo adolescenziale che si andava divulgando sempre più. Quel genere che è terminato con la scomparsa del loro leader primario. Scena di cui i gruppi più significativi sono nati e cresciuti in america, nella città di Seattle. Qui in Italia,la scena è sempre stata carente. Ma non mancano quei gruppi che ancora oggi sognano quella libertà, sognano quell’epoca dai suoni distorti. Rabbia e Malinconia, sentimenti che caratterizzarono la generazione X. Sentimenti che si provano, ascoltando i siciliani Bohemian Karma.
I Bohemian Karma, nascono a Messina. Quattro ragazzi uniti dalla passione per la musica. L’attuale formazione vede : Alessandro (voce – chitarra), Mauro( Chitarra) , Tano (Basso), Bruco ( Batteria).
Il primo lavoro della band è una demo omonima, in cui sonorità grunge / rock risaltano all’orecchio.
La Demo si apre con “Girotondo". Il brano parte con riff distorti di chitarra. Il Ritmo è abbastanza ripetuto. La voce ricorda lontanamente il cantante Marco Cocci dei Mulfunk. Un ritmo sporco e distorco caratterizza non solo tutta la durata del brano, ma anche l’intera demo dei Bohemian Karma. Tempi lenti e cupi si alternano a tempi aggressivi ed alquanto ritmici, sottolineati da una quasi ripetitiva batteria. Il secondo brano è “Vagabondo”, in cui si presentano tonalità malinconiche rispetto al resto della demo. Il brano riesce a creare un’atmosfera cupa che ricorda giornate autunnali in cui si passeggia sotto la pioggia calpestando le foglie secche cadute dagli alberi. Questo brano riesce ad evocare i ricordi più nascosti e dimenticati. Vagabondo è forse il pezzo più bello della demo, ricordando i gruppi rock contemporanei. Il riff distorti e le sonorità grezze caratterizzano un po’ tutti i brani, in “Cammina nel vento” si può apprezzare la tonalità vocale alquanto piacevole del cantante sottolineata da uno sfondo cupo in sonorità new wave. Insomma Il lavoro di questi quattro ragazzi messinesi non può che far piacere a chi come la sottoscritta ha tanto amato quel genere che evocava la voglia di vivere, e che veniva suonato soltanto per passione!