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recensioni17/12/2010A cura di: Dea Ortolani
8Fulstrike
Leave Yourself Behind
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Tracklist

  • 1. Farewell
  • 2. I don' t care
  • 3. Perseverance Fiend
  • 4. Pacman
  • 5. War
  • 6. The Sniper
  • 7. Queen of Lies
  • 8. Requiem for a True Friend
  • 9. 8Fulstrike
  • 10. Alone
  • 11. Wake Up
  • 12. Black Idols
  • 13. Portrait of A Dying Nation

Genere

Metal

Etichetta

Jetglow Recordings

Sito Ufficiale

www.8fulstrike.it

Voto

8,5 su 10

“I didn’t choose what I am. In the whole creation, I just spread my sin. The real essence of humanity”. Questa frase riassume benissimo il concetto portante di questo disco degli 8Fulstrike, “Leave yourself behind”. Il viaggio nel peccato è una discesa veloce ed inarrestabile dove le tonalità più oscure ed estreme  prendono forma rimanendo nella loro nudità e mostrandosi per la loro violenza.

Si inizia sulle note distorte ed inquietanti di “Farewell” un addio al mondo reale per immergersi nella melma del peccato, unico comune denominatore dell’attuale umanità. “Perseverance Fiend” (uno dei pezzi che mi fa delirare!) ci sputa in faccia con un alternanza di growling e screaming, con guitars e basso distorto che ci tritano per bene le ossa e sputano i nostri resti nel pezzo “War”, scandito da un drumming a mò di marcia “militare”, con synth di base accattivante e chitarre sempre presenti a sparare senza sbagliare un colpo. Si placano all’ apparenza i toni nella track “Requiem For a True Friend” mentre la title track “8Fulstrike” viene battezzata sotto il segno di una sezione di batteria martellante oltre linee vocali profondissime e maledettamente incazzate! Negli ultimi anelli del girone dei dannati troviamo pezzi come: “Wake up” che spinge il piede sull’acceleratore; “Black Idols” nel quale aleggia un ombra pitch black resa interessante dalla percezione del basso e “Portrait of a Dying Nation” che non lascia alcuna via di fuga dalla realtà: siamo una nazione in declino, logorata fino al midollo dalle tentazioni che ci circondano ogni giorno e che ci allontano sempre più dalla possibilità di redenzione.

Bruciarsi o salvarsi? Come diceva Oscar Wilde “Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni”. Che dire degli 8Fusltrike? Già l’artwork di copertina mi aveva colpito: un miscuglio di corpi nudi, affollati e disperati che mi hanno ricordato le descrizioni dei gironi peccaminosi della Divina Commedia (uno dei miei libri preferiti!). I ragazzi (ognuno con il nome dei sette peccati capitali)  la sanno lunga su come far colpo già al primo ascolto di questo project ben raffinato e cotto a puntino a dovere. Una nota: il synth non si rintraccia con molta decisione nella tracklist anche se poi è presente nella line up del gruppo (per la precisione sotto il nome di Lust!). However, la sperimentazione serve anche per questo, cioè per affilare le proprie armi e scendere sempre più armati!

Consigliato come regalo per chi a NATALE è sempre più atroce! (Like me) \m/

 

LINE UP:

 

Gluttony – vocals

Envy – vocals

Greed – guitar

Wrath – guitar

Pride – bass

Lust – synth

Sloth – drums