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recensioni25/03/2011A cura di: Monica Alagna
Paui
Non piango per le cipolle (Storie di abbandono in cucina)
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Tracklist

  • 1. Distributore Automatico d'Amore
  • 2. Gelsomina & Giovanna D'Arco
  • 3. Dolceforno Harbert
  • 4. History of Violence
  • 5. Raccolta Differenziata
  • 6. Dolcissimo in Sol
  • 7. 20
  • 8. Leghe Sotto i Mali
  • 9. Faccia di Melone

Genere

Pop

Etichetta

Recycled Music

Voto

5 su 10

Nella nostra sezione In Pillole si legge: “Paui, al secolo Patrizia Dall'Argine, canta canzoni in italiano che raccontano storie d'amore romantico a non-lieto fine. Lei stessa le definisce 'storie di abbandono in cucina', raccontate nella forma di un cantautorato poetico e naif. La cucina è l'ambiente naturale dove vengono concepite queste fiabe, musicate e messe insieme come vere e proprie ricette; nate per affogare i dispiaceri, insieme a dolci al cioccolato e alla panna montata”.

Lo stile compositivo di Paui è molto semplice e diretto, niente orpelli e acuti fine a sé stessi, nessun assolo protagonista: solo lei, la sua voce e la chitarra (ogni tanto un strumento diverso qui e lì, ma niente di eclatante). Anche i testi, scritti dalla stessa Patrizia, sono elementari, quasi banali, tanto da sembrare, ad intervalli, delle "canzoni per bambini"; chiaramente uno stile di scrittura di questo tipo può anche essere voluto, e allora in questo caso l'obiettivo è stato raggiunto.

Sinceramente non capisco come Giorgio Borgatti (che ha registrato e mixato il disco) non si sia reso conto delle note stonate (letteralmente), perchè l'album sembra essere stato realizzato in casa senza avere la minima idea di cosa andasse fatto, con voce spesso calante e strumenti che cominciano a “gracchiare”, come una registrazione fatta al box durante una prova. Mi dispiace, ma la cosa è troppo evidente per non notarla e scriverne.

Purtroppo ci sono troppi elementi che disturbano, eliminando i quali si avrebbe un lavoro piacevole e leggero (ricordate la Valeria Rossi di “Tre Parole” che, per quanto banale, aveva riscosso un successone? Ecco, Paui potrebbe ottenere la stessa cosa); sommando la semplicità dei testi, la voce imprecisa e la parte strumentale che alle volte c'è e altre no, non posso valutarlo positivamente ma, come ho detto, il disco ha un potenziale da non sottovalutare.