Sezione recensioni
recensioni26/05/2011A cura di: Monica Alagna
Piccola Orchestra Karasciò
Made in Italy
a2011_05_26_01_11_11_230883_10150158630401659_35625746658_6902224_3256935_s.jpg

Tracklist

  • 1. Il Nuovo Circo
  • 2. La Ballata Del Creato
  • 3. Settanta Estati
  • 4. Il Tempo Dei Villani
  • 5. Grappa e Fogli di Giornale
  • 6. E Noi Sempre Più Uomini
  • 7. Beshir

Genere

Varie

Etichetta

Autoprodotto

Voto

6,5 su 10

La Piccola Orchestra Karasciò (il termine Karasciò è preso dal film “Arancia Meccanica” e vuol dire “tutto bene”) nasce nel 2007 ed è composta da Paolo Piccoli (voce e chitarra acustica), Fabio Bertasa (chitarra elettrica), Roberto Nicoli (basso), Michele Mologno (batteria), Diego Camozzi (mandolino), Alessio La Chioma (tromba) e Ilaria Colleoni (violino). Con all'attivo numerosi live, la formazione bergamasca è riuscita a farsi notare in diverse manifestazioni tra le quali il contest Different Music per la Costituzione organizzato dall’ARCI di Carpi nel 2008, il Festival Verdi 2010 a Parma, il Barezzi Live 2008, fino ad arrivare all'importante primo premio “Una canzone per Amnesty – Emergenti 2010” al Festival Voci per la Libertà (prossimamente la recensione della raccolta qui su Alone Music, ndr). Il brano premitato è “Beshir”, contenuto proprio nel primo lavoro in studio dal titolo Made in Italy.

Come lo stesso Paolo Piccoli ha detto durante una trasmissione televisiva, il titolo Made in Italy vuole parlare dei problemi, dei vizi e delle contraddizioni del nostro bel paese, e quindi per far riconoscere il tutto il mondo l'Italia pensavamo fosse la cosa migliore”; oltretutto c'è da sottolineare una caratteristica divertente: si rimane incuriositi da questo lavoro non appena lo si ha tra le mani perchè non si tratta del classico packaging con la custodia di plastica col booklet al suo interno, ma di una vera e propria scatola per la pizza da asporto che racchiude il cd pizza-style che poggia su un tagliere completo di posate, la tracklist presentata come un menù e le varie informazioni divise tra un tovagliolo ed un pieghevole a forma di lattina di spuma (sotto ho allegato una foto...).

Il disco contiene sette tracce che prendono come punto di riferimento i nomi del grande cantautorato italiano, raccontando ciò che accade oggigiorno nella nostra società, partendo dalle classi più alte (e, devo dire, c'è di che scrivere di questi tempi) fino ad arrivare ai problemi più comuni delle gente “normale”. Il sound è molto allegro e “festaiolo” o da manifestazione in piazza, ska e folk in primis, per approdare alla più classica ballata rock di “E noi sempre più uomini” e alla malinconia di “Beshir”.

E' un buon lavoro, ma il mio timore è che si percorrano strade già battute da altri e che si ricada nel déjà senti. Sono curiosa di sentire un prossimo lavoro (augurando, con l'occasione, di farne altri) per capire se si può guardare oltre ed arricchire ancora di più il quadro generale.

<a target='_blank' title='ImageShack - Image And Video Hosting' href='http://imageshack.us/photo/my-images/804/mg0002k.jpg/'><img src='http://img804.imageshack.us/img804/2236/mg0002k.jpg' border='0'/></a>