Sezione interviste
CHIARASTELLA
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ALONE-Iniziamo proprio dall'album: come mai questo titolo, "Pianeta Venere"?
CHiarastella -Mi serviva un nome che da solo potesse essere un contenitore per elementi diversi presenti nel disco. Quando ho pensato a Venere ho avuto una folgorazione, poiché il pianeta è associato tanto al mondo del femminile, quanto a quello della bellezza estetica e dei sentimenti, esattamente le tematiche che si intrecciano nei testi e le atmosfere di quest'album. In particolare, quando ho letto che il simbolo astronomico di Venere, lo stesso che si usa per il genere femminile, è l'immagine stilizzata della Dea che sorregge uno specchio, la figura mi ha molto suggestionata, ed ho pensato subito al personaggio che descrivo nel testo della canzone “La Regina”, una ragazza sempre allo specchio, ossessionata dalla sua immagine.
ALONE- Il tuo è un disco molto sperimentale, è difficile trovare questo sound in Italia e, soprattutto, in un disco di debutto. Pensi di aver rischiato proponendo dei brani così particolari?
C -Se ho rischiato non l'ho fatto apposta. Quello che cerco di fare da anni è delineare uno stile che mi appartenga, in cui far confluire le diverse sfaccettature del mio gusto e il mio modo di esprimermi. In questo devo molto al produttore artistico Francesco Tosoni, che mi ha seguita passo passo in questo percorso. Non penso che il mio album sia così tanto sperimentale, ma molto del giudizio dipende dal contesto, quindi credo hai ragione a sottolineare il fatto che siamo in Italia. In realtà proprio in Italia abbiamo, a mio parere, un movimento indie ricco e interessante, fatto di tante band che propongono davvero bella musica, una ricchezza che andrebbe salvaguardata e valorizzata ma che invece troppo spesso resta nel più profondo underground. Forse in un caso come il mio, che pubblico un album dopo aver partecipato ad un talent show molto popolare, risulta più strano che la mia musica non segua strettamente i canoni mainstream. Ribadisco comunque il contesto. Credo che, per quanto forti possano essere le venature indie, il mio sia per molti aspetti un album pop, che in paesi con una cultura differente risulterebbe sicuramente più commerciale. Mi ritengo fortunata perchè il mio produttore esecutivo, Alberto Angeli, ha avuto il coraggio e l'entusiasmo di pubblicarlo, senza cercare di forzare la mia natura.
ALONE-Il palco che ti ha fatto conoscere ai più è quello di X Factor. Come descriveresti questa esperienza e il tuo rapporto con Morgan e con gli altri colleghi di categoria? (Ricordiamo che Chiarastella è entrata in gara alla settima puntata)
C-Essendo stato il mio un passaggio rapido non c'è stato il tempo di approfondire quanto avrei voluto, anche se devo dire che da subito Noemi, Matteo, Enrico ed il bravissimo vocal coach Andrea Rodini sono stati davvero fantastici e mi hanno fatto sentire a casa. Questo ha contribuito molto a fare della mia permanenza una bellissima esperienza. Anche con Morgan mi sarebbe piaciuto lavorare di più, quando sono uscita mi ha parlato delle bellissime canzoni che aveva in mente di farmi cantare. Comunque non ho tanti rimpianti, mi ha incoraggiata ed ha continuato a sostenermi. L'ho sempre stimato moltissimo e il fatto che m'abbia scelta rimarrà una soddisfazione enorme.
ALONE-Ad essere sincera, al primo ascolto del tuo disco ho avuto l'impressione di avere davanti una Chiarastella diversa, più matura e grintosa rispetto alle esibizioni di X Factor, nelle quali sembravi un po' intimorita. Mi sbaglio o è davvero cambiato qualcosa? Sei una cantautrice,
quindi potrebbe essere che avere a che fare con dei brani originali (parlo dell'album) ti abbia dato modo di concedere più a te stessa?

C-Posso darti ragione. Quello che mi spiazzava ad Xfactor era soprattutto la velocità. Ti davano un pezzo da cantare e pochi giorni dopo eri in diretta. Oltre a cantare principalmente pezzi scritti da me, sono abituata a passare moltissimo tempo sui brani, cucirmeli addosso, permeare le atmosfere sulla mia voce e lì chiaramente non era possibile più di tanto, anche se su True Colors in parte me l'hanno lasciato fare. E' stato un ottimo modo comunque di mettermi alla prova, forse anche in discussione, e sento di essere uscita fortificata da quell'esperienza.
ALONE-Ultima domanda:non posso esimermi dal chiederti che progetti hai per questo 2010 appena iniziato... Buoni propositi?
C-Spero di riuscire ad esibirmi live il più possibile e nel frattempo sto già riempendo un bauletto di canzoni nuove. Ho tante idee, spero di realizzarle col tempo e che questo sia un anno di ulteriore crescita. Inoltre mi piacerebbe collaborare di nuovo con il teatro... chissà...