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recensioni19/07/2011A cura di: Filomena Rubino
Testing Vault
Connect, I Cut Ep
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Tracklist

  • 1. Cloud 74
  • 2. Colimbli Space
  • 3. Illumination / Implosion
  • 4. Amigdala (Damaged Audio Version)
  • 5. Organ Tunnel. Speak In Unbelief

Genere

Dark

Etichetta

Sounds Behind The Corner Production

Voto

5 su 10

Immaginate un'inesauribile protrarsi di figure e suoni,immaginate di viaggiare su di un treno ad alta velocità fissando un punto fermo fuori dal finestrino, e immaginate quanti soggetti al secondo  potrebbero catturare in quel momento i vostri occhi. Immaginate se fossero suoni. Immaginate se fossero parole. Immaginate una specie di automatismo psichico.

 

Ho pensato subito al cortometraggio surrealista di Bunuel e Dalì:“Un chien andalou”. Un fluire di rappresentazioni inquietanti che a prima vista sembrano non seguire una logica.(A prima vista...) L'obiettivo primario di Dalì fu quello di suscitare, come ha fatto DanI/alVO, un impatto emotivo allo spettatore/ascoltatore. E' la catarsi dell'eccentricità e della creatività che, il signor Testing Vault, in questo ep che anticiperà il suo nuovo album, ha saputo sfogare con destrezza sperimentando e scomponendo ogni tecnica accademica con ricerche avanguardiste. Proprio come il surrealismo rifiutava qualsiasi convenzione sociale, Daniele Santagiuliana rifiuta qualsiasi convenzione tecnica musicale, mettendosi totalmente in gioco andando oltre la razionalità. Se a tutto ciò uniamo anche una personalissima registrazione di reading stile “dead city radio”, dello scrittore Beat William S. Burroughs, si arriva davvero a qualcosa di estremamente inquietante. Questo stato d'agitazione torna in maniera esplicita a causa del drone che inala effetti monofonici assecondati da note perpetue e voci disordinate e scomposte, scomposte come le chitarre che troviamo in “Cloud 74”, analogiche come le sequenze dei sogni, con percezioni ed emozioni che nella realtà sono impossibili a verificarsi, definendo così le sue composizioni “esorcismi sonori”; sradicati da qualche sogno che  scuoteva il suo sonno. “Colimbli Space” è invece un leitmotiv di ben quattordici minuti, un detonante che rompe ogni silenzio con bisbigli dissociati che accordano la funesta voce di Alvo, che pian piano si dissocia dall'atmosfera noise, lasciandoci in compagnia di registrazioni d'ambiente che non ci danno tregua; come avviene in “Illumination – Implosion” che anticipa la successiva “Amigdala”, dove avviene il totale ribaltamento della nostra dimensione. Qui ci ritroviamo nel pieno delirio del rumore, così sottile da esasperare ancor di più quest'atmosfera fredda. Un lamentoso rito sacrale, incombe con rintocchi di forbici e altri oggetti in metallo pronti all'uso, il sacrificio dei sogni in cui la brama demoniaca riempie di tremolii. Ritorna Alvo con la sua voce fastidiosa e struggente simile al grido recondito dell'umano dolore. Adesso potete scappare…ma attenti... , nell'atrio della fine incontrerete “Organ Tunnel. Speak Unbelief”: melodie smembrate che scivolano su un monotono organo filtrato ossessivamente.

 

Ha fatto bene Testing Vault ad aprire le porte dell'irrazionale facendo entrare in "Connect, I Cut" solo immagini che lo hanno persuaso nel sogno senza capire perché, per poi tramutarle in sensazioni uditive, quindi un racconto discontinuo portato avanti solo ed esclusivamente da liberissime associazioni mentali. Non chiedetevi il motivo. Guardatevi bene dalle situazioni irreali che sanno venir bene se ci abbandonassimo totalmente alle allucinazioni.