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recensioni17/10/2011A cura di: Susanna Gattuso
Cenere Muto
GiamBattista Vico
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Tracklist

  • 1. 1
  • 2. _Crede’io ch’eo credette ch’io credessi
  • 3. 1349-1353_Summertime
  • 4. 15
  • 5. Venezia
  • 6. 18
  • 7. Deaf
  • 8. 19
  • 9. Architexture Of Languages

Genere

Pop

Etichetta

Frohike Records

Voto

8 su 10

Sicuramente questo album è semplicemente curiosità, un opera contemporanea che caratterizza il primo progetto di Cenere Muto

Ciò che colpisce immediatamente è senz’altro la ricerca sui suoni: rumori a volte retrò mixati alla musica elettroacustica dei giorni nostri,sperimentazioni e improvvisazioni,un'intensa miscela di stili e generi, dal folk al jazz al noise.

apprezzabile anche la scelta "ecologica" del formato e del packaging: Frohike fa uscire Gianbattista Vico su tape c40 con custodia in carta riciclata e rafia da commercio equo&solidale, rigorosamente fatta a mano.

Il disco è, inoltre, gratuitamente scaricabile dal sito della Frohike records. Il progetto si divide in cinque parti: cinque tracce scandite, per mezzo di date precise, dal fluire del tempo storico e si assiste così all’evoluzione del linguaggio verbale e  musicale con il passaggio da un suono acustico-elettrico-analogico al suono digitale e all'elettronica.

Si parte con ”1298 _Crede’io ch’eo credette ch’io credessi”. Dante rappresenta  la prima tappa italiana per eccellenza , la data si riferisce al presumibile anno di scrittura della Divina Commedia e il titolo della traccia al canto XIII dell’Inferno. Il brano è un blues, disarmonico, punto di svolta della musica contemporanea.

Si procede con ”1349-1353_Summertime”, la data si riferisce probabilmente alla  data di stesura del Decameron di Boccaccio.E' il brano standard jazz stavolta registrato dal vivo, senza overdub, su vecchio nastro magnetico, il risultato è un'atmosfera fumosa e rarefatta. Il titolo è veramente ironico: la bella estate di Summertime è in contrasto con la tremenda estate pestilenziale del Boccaccio che costringe i protagonisti a fuggire da Firenze e rifugiarsi in campagna.

Il terzo brano è ”1525: Venezia”, data di pubblicazione delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo, il brano ha, questa volta, un'impostazione rock e post-rock, a tratti progressive, con una strumentazione anni 60, chitarra, batteria acustica ed elettronica e organo elettrico.

Il brano seguente è ”1864: Deaf”, anno in cui fu approvata la riforma scolastica che segnò il primo tentativo di alfabetizzazione dell'Italia post-unitaria e Manzoni faceva parte della commissione che scrisse la riforma, siispira al trip hop e richiama elementi jazz, si introduce in modo prepotente l'elettronica, un elemento sonoro caratterizzante per la musica contemporanea.


Il cd si chiude con ”1920: Architexture Of Languages”. La data si riferisce all’anno in cui James Joyce comincia, a Trieste, la stesura di alcuni capitoli del suo Ulysses. Joyce segna un passaggio tra la letteratura precedente e quella successiva,è un brano che raccoglie un miscuglio di linguaggi, dal metal all'ambient, dal noise allo ska, passando per la dodecafonia ed altro ancora. . E' il nuovo linguaggio della Storia e della realtà umana.