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recensioni16/11/2011A cura di: Monica Alagna
Valeria Frontone e Assia Fiorillo
Ossimora
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Genere

Varie

Etichetta

FullHeads

Voto

8 su 10

Una bellissima sopresa.

Apro la cartella relativa a questo progetto ed inizio ad ascoltare le tracce.

La voce di Assia Fiorillo è stupenda: pulita, melodiosa, carezzevole... Avete presente Simona Molinari? Meglio. Per non parlare delle composizioni di Valeria Frontone, così delicate, eleganti, raffinate. Gli elementi si completano e migliorano a vicenda...

Ossimora è un manifesto dei sentimenti al femminile. Esplorando i rapporti e le relazioni della vita, Valeria Frontone, autrice e compositrice
napoletana, individua una discriminazione positiva tra i generi. Le incompatibilità uomo-donna, le differenze intrinseche tra interiorità
distanti, i mille interrogativi dei rapporti a due suggeriscono al progetto discografico l’ispirazione essenziale.
Ossimora è volutamente declinato al femminile per connotare sessualmente a forza creativa delle donne nel calibrare il dualismo e le contraddizioni tra spiriti opposti.

Un equilibrio tra le contrapposizioni espresso attraverso la ricercatezza del linguaggio e dei suoni,
stretti intorno al motivo principale: l’amore. Passionalità e romanticismo spogliati nell’intimo in un disco di travolgente matrice jazz che rifiuta di
trincerarsi in un’unica natura. Pur rimanendo fedele al beat irrequieto e imprevedibile del genere, il sound dell’album si appropria di melodie pop,
battiti reggae e reminiscenze rock.

Sulle tonalità fresche e trasparenti del timbro di Assia Fiorillo che interpreta le composizioni firmate da Valeria Frontone accompagnata da Marco
Corcione (piano e tastiere), Lorenzo Federici (tromba e flicorno), Luciano Bellico (sax alto e tenore), Vincenzo Palumbo (chitarre), Salvatore Ponte (contrabbasso), Corrado Calignano (basso), Domenico Benvenuto (batteria e percussioni) e Massimo Salzano (batteria e percussioni). Emozioni che sfiorano le profondità dell’animo come un’avvolgente e rilassante carezza (“Ballad”), confessioni deliziosamente ritmate a descrivere le effusioni o le dinamiche di un’attrazione (“Exoting feeling”). Il pathos sognante che attinge a piene mani dalle suggestioni della musica leggera in “Falco” e l’ironica descrizione delle mille paranoie da smania di possesso della divertente “Gelosia”: "E poi chi è/Quella gallina tutta pelle e ossa?/Lui si da una mossa/E poi chi è/quell’altra cavallona bionda?/E lui si fionda." Non solo i legami sensuali, Ossimora svela l’indissolubile e devoto affetto materno e l’attaccamento alla Terra Madre nella toccante ode “My old geo”: "Con le mani affondo piano/Le tue radici nella mano/E l’umus caldo sotto il sole/Che prende vita fiorendo così tra le dita."

Davvero una bella sorpresa...