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recensioni22/01/2012A cura di: Monica Alagna
Nemi
Eleanor Rigby
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Tracklist

  • 1. Intro
  • 2. Una Sera Qualunque
  • 3. Numeri Immaginari
  • 4. Paura
  • 5. Non Finisce Mai
  • 6. Sono Solo Dei Pensieri, Niente Di Più'
  • 7. Teresa
  • 8. Piovono Diamanti
  • 9. Contro Tutto e Tutti
  • 10. Flashback
  • 11. She's On Fire
  • 12. I Love You In Everyway
  • 13. Balla Nena
  • 14. Cronaca Nera
  • 15. We Are Ready To Die
  • 16. Eleanor Rigby

Genere

Hip Hop

Etichetta

So Far Away Records

Voto

6 su 10

 

Uno dice "Eleanor Rigby" e chiaramente vengono in mente i Beatles. Da adesso non solo. Potrebbe far pensare anche al giovane rapper Nemi e al suo album che porta il titolo della celebre canzone dei Fab Four di Liverpool.

Nemi, classe 1992, viene fuori da una realtà che, come lui stesso definisce nella sua bio, è "terra di camorra, dove c’è davvero poco spazio per i sogni, dove farsi largo, parlando con franchezza, in una città asfissiante che dà importanza solo ai soldi e all’immagine, diventa davvero difficile." Quella realtà è Caserta ma ascoltandolo nulla lo fa pensare.

"Eleanor Rigby" è il suo secondo lavoro, dopo l'autoprodotto "Fight Mic" del 2008, e presenta 16 tracce; vanta prestigiose collaborazioni con artisti della  scena Hip Hop Italiana e tra i produttori spiccano i nomi di Mondo Marcio e Rayden dei Onemic seguiti da Il Francese, Chebit, Civi, Maddog, Egoprod eBrasca. Al microfono troviamo, invece, Lord Madness, Piratiello, Swelto & Dirty Filter Crew seguiti dalle due vocalist  Teresa Iannello e Barbara De Bonis.

L'Hip Hop potrebbe essere definito come lo stile cantautorale moderno, quello più vicino ai giovani e al loro malessere, alla loro emozioni più viscerali e violente, alla rabbia contro un sistema che lascia tutti alla deriva quando in realtà si è desiderosi di trovare un proprio posto. Io non ascolto questo genere ma credo che Nemi, nonostante la sua giovane età che, anzi, può essere solo un punto a suo favore, abbia intrapreso la strada giusta soprattutto perchè la sente realmente dentro di sè. 

Una cosa ho trovato fastidiosa: i continui rimandi a canzoni già conosciute. Se l'intro che riprende la già citata canzone dei Beatles è qualcosa che ci si aspetta e che fa sorridere, un po' meno "piacevoli" sono le citazioni dell'armonia, della melodia, di parole e ritornelli di pezzi come "Hijo de la Luna" dei Mecano per "Una sera qualunque" o "One night only" di Jennifer Hudson (dal film "Dreamgilrs") per "Paura", per dirne due. Sono sincera, questa scelta mi ha fatto un po' storcere il naso.