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recensioni11/02/2012A cura di: Monica Alagna
Chiara Ragnini
Il giardino di rose
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Tracklist

  • 1. Quello che ho
  • 2. Gli scoiattoli nel bosco
  • 3. Il giardino di rose
  • 4. Ogni mia poesia
  • 5. Acqua da bere
  • 6. Guardami
  • 7. Oltre le nuvole
  • 8. La neve non fa più rumore
  • 9. Di terra e mare
  • 10. Aria

Genere

Pop

Etichetta

Autoprodotto

Sito Ufficiale

www.chiararagnini.it

Voto

6,5 su 10

 

Ultimamente ho recensito lavori molto lontani dai miei gusti e dalle cose che ascolto di solito (per essere davvero in estasi mi dovrebbero capitare una nuova Bjork o un nuovo album dei Led Zeppelin con un Bonzo 2.0 alla batteria. Impossibile.), quindi all'apertura del lavoro di Chiara Ragnini ho tirato un sospiro di sollievo. L'acustico è una modalità che apprezzo molto perchè spesso, anche solo una chitarra ed una voce, accompagnandosi reciprocamente, riescono ad essere emotivamente importanti come potrebbe esserlo una formazione al completo.

La cadenza pop-melodica mi fa sempre storcere un po' il naso dal momento che ci sono talmente tanti artisti e tanti album in giro che, vuoi o non vuoi, più o meno inconsciamente, fai dei collegamenti e dei rimandi continui con quel brano famoso di quell'artista famoso piuttosto che un altro; voglio dire, in un macro genere così vasto, per l'appunto, è difficile riuscire ad essere originali al 100%.

Però Chiara Ragnini, entrando comunque all'interno delle considerazioni che ho scritto, risulta molto gradevole e i già citati collegamenti passano in secondo piano. La cosa che colpisce nell'immediato è la sua voce pulita, intonata e – tenetevi forte – chiara (ahah) cosa che, negli ultimi anni, non si incontra facilmente perchè si tende a promuovere un timbro di voce più sporco e graffiato (e qui gli esempi si sprecano: da Giusy Ferreri a Loredana Errore, passando da Emma Marrone). I testi raccontano episodi in cui ci si può facilmente immedesimare poiché, in un modo o nell'altro, ognuno di noi vi è passato attraverso; una bella chitarra accompagna per mano la voce narrante che, come ho detto prima, è molto piacevole da ascoltare.

L'unica cosa che non mi è piaciuta (e spero che Chiara mi perdoni, sono davvero pignola ogni tanto ma da collega cantante è una sorta di deformazione professionale, eheh) i cori de “Il giardino di rose” mi sono sembrati fuori sincro e troppo alti rispetto alla voce e al ruolo di “tappeto” che dovrebbero avere; in compenso ho apprezzato tantissimo la foto di copertina e le altre foto promozionali.