Sezione Live Reports
CARMEN CONSOLI :ELETTRA
CARMEN CONSOLI :ELETTRA__

Quando Federica mi ha proposto di accompagnarla al concerto di Carmen ho subito accettato, dal momento che apprezzo la sua musica anche se non sono una vera e propria fan. Non sapevo a che tipo di spettacolo avrei assistito, pensando che le numerose lodi che le mie orecchie avevano sentito fossero solo faziose. Ed invece…
Prima di lasciare la parola a Federica che, da vera appassionata della musica della signora cantantessa più di me può descrivere il tutto, vorrei solo dire che come “battesimo consoliano” non mi posso proprio lamentare: lei è stata veramente stupenda, con una capacità di tenere il palco –anche completamente da sola- eccezionale. Le sue canzoni ascoltate in un live ti colpiscono come uno schiaffo in piena faccia, sei lì, non puoi saltare le tracce, ma alla fine ti rendi conto che la cosa potrebbe risultare piuttosto catartico e rigenerante. Chapeau alla signorina Consoli.

C’è una parola chiave …. Condivisione.
Un ritmo percussivo incalzante scandisce gli attimi in cui Carmen arriva sul palco, le prime consuete note pizzicate sulle corde della chitarra a luci spente e comincia lo spettacolo.
Un’altalena musicale che dondola tra un nuovo e il “vecchio”, un incastro perfetto di personaggi e storie, di sonorità e armonie.
Aspra, imperante, diretta, bisbigliante e amorevole, decisa e un pizzico irriverente oggi lei è la trasfigurazione delle parole delle sue canzoni che sono suoni, sapori, odori, immagini ….Ci raccontano qualcosa di reale, di tangibile, acre come il fumo dell’Etna, forte e persistente come i fiori d’arancio.

Un vestito nero scollato e alti tacchi in velluto verde ai piedi, capelli ribelli, rossetto rosso e la sua chitarra acustica tra le braccia, così si presenta a noi e così la cantantessa sfila una dopo l’altra le sue perle.
Arrangiamenti semplici, chitarre ben presenti, ritmica perfetta, suoni equilibrati e simbiotici.
Un insieme musicale, armonico e fluido accompagna Carmen, che non rinuncia in questo spettacolo a presentare due collaborazioni importanti dei suoi ultimi album.
La prima è “Marie ti amiamo” dell’ultimo lavoro, “Elettra” cantata insieme a Franco Battiato; la seconda tratta da “Eva contro Eva” cantata con Angelique Kidjo, “Madre Terra”; per entrambi i pezzi la presenza dei due artisti è stata determinata dalla proiezione sulle quinte del teatro, proprio alle spalle dei musicisti, di una mezza luna bianca dalla quale i due “duettano” con Carmen.
E’ presente la cantantessa nello scambio il suo pubblico, e da buona siciliana, e da ottima catanese non si lascia scappare un piccolo spettacolo da cabaret per sfuggire ad un inaspettato momento di disagio tecnico al jack della sua chitarra […]“scusate picciotti devo portare la chitarra dal ginecologo”[…].
Ride, interagisce con i suoi musicisti che rende partecipi e protagonisti, parte integrante della sua musica.
Il pubblico è caldo ed energico, attento alla sua cantantessa come sempre, ogni singola parola scandita, canzoni riconosciute alle prime note e quindi boati d’esaltazione e grida di incitazione. Si canta, sussurrando ed urlando, si battono le mani a tempo, si grida qualcosa in un palermitano stretto dal fondo del teatro e lei sul palco sorride continuando a cantare.
La passione è condivisone, sul palco e per tutta la sala, un’unica armonia composta da centinaia di persone, che non si placa neanche quando, all’abbassarsi delle luci, Carmen rimane da sola con la sua chitarra sul palco, chitarra e voce “soltanto” per raccontarci un piccolo pezzo del suo cammino musicale, che come lei ci svela comincia proprio da Palermo.
Condivisione…. E ad aprire “Elettra Tour” troviamo il bravissimo Fabio Abate che ci presenta quattro delle ballate folk del suo nuovo lavoro “Itinerario precario”, prodotto proprio da Carmen Consoli.
Dopo poco più di due ore e mezza lo spettacolo volge al termine, ed è ancora una volta sorpresa.
Niente distorsioni assordanti, niente valvolari incandescenti, niente svisate sulle tastiere delle chitarre, niente piatti scroscianti nè luci psichedeliche accecanti, ne fumo ad inondare il palco… tutto questo lascia spazio a mandolini, cajon, triangoli, cimbali, spazzole sulla batteria, chitarre acustiche e contrabbasso… e con “A finestra” si scatena l’inferno. La gente si alza dalle comode poltroncine (finalmente!) e canta in un catenese che forse non gli appartiene molto, ma si sprigiona energia…
Un lungo e scrosciante applauso firma definitivamente l’eccellenza e la qualità di questo spettacolo, confermando che il cammino, non poco criticato (anche dai FAN stessi) di Carmen ha avuto ragion d’essere.
Una maturità diversa, continuo studio su tecnica e sonorità la hanno portata a confermarsi ancora una volta.