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recensioni18/04/2012A cura di: Monica Alagna
Lighea
Temeraria
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Tracklist

  • 1. L'attesa
  • 2. Un giorno qualunque
  • 3. Le viole
  • 4. Senza garanzie
  • 5. In un angolo
  • 6. Mario è una rivoluzione
  • 7. Le cose che non riusciamo a terminare mai (Festivalbar 95)
  • 8. Ho
  • 9. Rivoglio la mia vita (Sanremo 95)
  • 10. Miele e veleno

Genere

Pop

Etichetta

Edel

Sito Ufficiale

www.lighea.it

Voto

6,5 su 10

 

Quando si parla di Lighea non si può non pensare al palco di un Sanremo di diciassette anni fa e al ritornello "... Porta via il tuo cuore / il nostro futuro / prima che lo schiacci lì contro quel muro...". Io sono andata a ripescare il video su Youtube e devo dire che mi sono emozionata. Ma la Lighea (vero nome Tania Montelpore) che troviamo oggi è una donna matura, carica di esperienze e consapevole di sé stessa, tanto da riferirsi al proprio album, dal titolo chiarificatore "Temeraria", come ad una rinascita:

"Questo album segna i passi più importanti del mio percorso discografico e della mia vita. Rappresenta il frutto di pensieri, riflessioni, incontri, condivisioni, avvenimenti che hanno intriso, a volte investito, la mia vita; è un album che scandisce i miei anni, che pulsa, respira, esplode, pensa, gode."

Capito? E fa piacere sentire come la voce sia rimasta sempre bella, pulita, chiara... Sembra ieri.

La tracklist potrebbe essere divisa in due parti: la prima composta dagli inediti, la seconda da brani tratti da lavori precendenti. La prima traccia, “L’attesa“, sembra vivere di qualche reminiscenza sanremese; la seconda, “Un giorno qualunque“, è uno dei migliori brani del disco e si muove su di una atmosfera sospesa che ben si sposa con il testo. “Le viole“ ondeggia tra i violini e lo xylofono per descrivere la voglia di cambiare il tempo in cui stiamo vivendo per tornare alle cose semplici; “Senza garanzie” spiazza un attimo per la sua base elettronica molto interessante e ci riporta la vecchia Lighea (almeno a livello vocale) mentre il testo sembra un pò troppo complesso.

Siamo quasi alla fine dei brani inediti (è stato scelto infatti di mettere tutte le canzoni note in fondo al disco) e arriviamo alla quinta canzone, “In un angolo“, brano delicato la cui musica ricorda in alcuni passaggi quella dei Negramaro. L’ultimo inedito, “Mario è una rivoluzione“, è un rock molto ritmato e parla di rivoluzione interiore e di rinascita personale.

La prima delle canzoni scelte dal vasto repertorio di Lighea è “Le cose che non riusciamo a terminare mai“, brano portato a Festivalbar nel 1995 e che colpisce con la sua magia. La sensazione di magia prosegue con l’ottavo brano del disco, “Ho“, tratto dal disco “Tania” del 2006, un brano molto autobiografico che viene qui proposto nella sua prima versione e non in quella definitiva che vide l’apporto di Beppe Dati.

Il penultimo brano del disco è la celeberrima “Rivoglio la mia vita“, che portò allora Lighea al successo e che anche a distanza di anni non perde nulla del suo fascino. Il disco, dopo questa carrellata, si chiude con “Miele e veleno“, una canzone che parla della violenza familiare e che è stata scelta dalla Regione Marche per la campagna contro la violenza sulle donne, campagna di cui Lighea è stata anche testimonial.

L’album rappresenta un’occasione di visibilità per i giovani artisti: il booklet del disco contiene infatti una serie di immagini realizzate da alcuni studenti di arte, che nelle loro opere si sono ispirati ai testi dei brani.