Sezione Live Reports
TOKIO HOTEL-“Humanoid City Tour”_Milano
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L’ultima data italiana dei quattro ragazzi tedeschi che stanno facendo impazzire le teenager si è svolta a Milano, e dopo aver riempito i palazzetti di Torino, Padova e Roma, riempiono senza fatica anche il Dach Forum di Assago, scegliendo questa data per registrare il loro prossimo DVD live. Questo per la loro riconoscenza, una sorta di ringraziamento speciale per tutti coloro che li seguono con grande passione e dedizione.
E i loro fan sono davvero affiatat; già una settimana prima del concerto cominciano ad arrivare gruppetti di ragazzine, pronte ad una lunga, quasi infinita attesa. Tende, sacchi a pelo, numeri che segnano l’ordine di arrivo, genitori che portano cambi e cibi, per molti tutto questo può sembrare surreale, quasi come se fosse una malattia,ma non la vedo in questo modo. Quando si parla dei Tokio Hotel si sottolinea sempre l’aspetto delle loro fan decisamente scatenate, ma per fortuna non tutte sono uguali. C’è chi esagera, come in tutte le situazioni, è ovvio, ma la maggior parte delle ragazze sono li davanti a quel palazzetto per vedere i loro beniamini. Li seguono per la musica, e poi che problema potrebbe esserci se li trovano anche dei bei ragazzi? Molto spesso la gente cade nei soliti luoghi comuni, troppo facili.
Sul palco del Forum è stata ricostruita una città ultraterrena, misteriosa e futuristica. Tutto inizia con l’apertura di un uovo gigante, da dove escono Bill, cantante del gruppo e il batterista Gustav. Altro aspetto fondamentale della scenografia sono i vestiti dei ragazzi, ma in particolare quelli di Bill, firmati da Dean e Dan Caten. Sono 5 i cambi d’abito del cantante, praticamente è lui la scenografia.
Aprono con “Noise” tratta dal loro ultimo lavoro “Humanoid”, oltre ai successi più recenti non dimenticano le prime hit che li hanno portati alle vette delle classifiche italiane, come “Monsoon” ,” Ready set go” e “Break away”.
Sul palco non se la cavano affatto male, attirano l’attenzione di ogni singola persona, anche chi come i genitori che sono presenti in veste di accompagnatori.
Questi ragazzi hanno talento, se tutti non si fermassero a guardare la messa in piega di Bill, se ne accorgerebbero di certo.
Ormai i Tokio Hotel vengono associati sempre ai soliti discorsi volti all’omosessualità di Bill, o al suo trucco, o ai suoi capelli: superficialità e decisamente troppa. La gente dovrebbe cominciare ad andare oltre, e soprattutto rendersi conto che se un gruppo piace alle ragazzine non vuol dire che non siano in grado di fare musica.