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recensioni26/04/2012A cura di: Dea Ortolani
Buffalo Grillz
Manzo Criminale
aManzo Criminale

Tracklist

  • 1. Intro
  • 2. Linkin Pork
  • 3. Forrest Grind
  • 4. Lapo El Grind
  • 5. Manzo Criminale
  • 6. Gux e Gabbana
  • 7. Bufalismo
  • 8. Sacro e Scrofano
  • 9. Dawson Crick
  • 10. Impovvisation intuition casaccium
  • 11. Dimmu Burger
  • 12. Grind Sasso
  • 13. Il Marchese del Grill
  • 14. Vision Divan
  • 15. Delitto al Blue Grind
  • 16. Sermoneta Chainsaw Massacre
  • 17. Eau de Vergogne
  • 18. Pig Floyd
  • 19. The Truffer
  • 20. La canzone del sale
  • 21. Ountro

Genere

Metal

Etichetta

Subsound Records

Voto

8,5 su 10

 

“Io sono simile a Dio e Dio è simile a me. Io sono grande quanto Dio ed Egli è piccolo quanto me. Egli non può essere al di sopra di me nè io al di sotto di Lui.” [Robert de Niro, Cape Fear]

 

Cosi parte l’intro di “Manzo Criminale”, nuovo album dei Buffalo Grillz,  che già dal titolo ha tutto fuorché impartire delle buone intenzioni. Irriverenti, incazzati e decisamente pronti a triturare tutto ciò che si frappone lungo il loro cammino, la band pecca di genialità nella scelta della tracklist. Sì perché ogni singolo pezzo rende in parte tributo e in parte presa per il culo a personaggi/gruppi/film con riferimenti specifici: o al grind oppure a quello della carne (w la ciccia, sempre e cmq!).

 

Dopo l’intro, si parte subito con “Linkin Pork” riferito alla celebre quanto discutibile band Linkin Park al quale i Buffalo hanno voluto cambiare in “porco” il nome. Per la serie: del maiale non si butta via niente! Ancora una volta, la struttura della batteria che macina a tappeto i blast, le chitarre che creano il disagio e gli insulti sparati a manetta ci ricordano che per fare grind ci vogliono le palle altrimenti quella è la porta, “ e te ne poi anche annà”. Segue “Forrest Grind” dove il piccolo Forrest Gump se ne corre a suono di grind sulle sue gambe mentre in "Manzo Criminale" ,sullo sfondo di un cinguettio da cartone Disney, esplode la violenza più estrema concentrata in soli 50 secondi tra gutturali, scream e qualche pig squeal.

 

Sacro e Scrofano” vede la partecipazione di Gordo dei Ratos de Porao che quando si tratta di fare a brandelli ci mettono sempre lo zampino (e li adoro per questo). E che dire di “Delitto al Blue Grind” che rifà il verso al mitico film del Monnezza “Delitto al Blue Gay”? Un apertura da jam session sotto mentite spoglie tranquille che schizzano in riff brutali per ritornare a posto una volta fatto il loro dovere. Ma una tra le mie preferite rimane “Sermoneta Chainsaw Massacre” che parte alla ricerca di vittime da scuoiare : qui non c’è Leatherface ma vi basta se vi dico che i nostri si chiamano Cinghio, Mastino, Tombinor e Gux? Ecco, ci siamo capiti.

 

Ogni testo è crudo come una fiorentina, come una palata che arriva nei denti quando meno te l’aspetti. Oltre il gioco ironico che viene messo in scena, il nuovo album dei Buffalo Grillz dimostra che in Italia almeno un genere lo sappiamo fare senza dover ricopiare da altri gruppi! E ricordate: STAY HUNGRY, STAY FOOLISH, STAY GRIND! 

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