Sezione Live Reports
ARRIVEDERCI MOSTRO, CIAO SAN SIRO
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65mila persone ad attenderlo, era la prima volta che mettevo piede a San Siro,
e vederlo soldout dal secondo anello fa decisamente un certo effetto.
Il sole è caldo, l'attesa è faticosa, sul palco si alternano band emergenti
scelte tramite concorso indetto dallo stesso Ligabue, si esibiscono anche i
Rio, band capeggiata dal fratello, Marco Ligabue, tanti applausi anche per
loro, ma il pubblico inneggia solo un nome: Luciano.
Alle 21.10 in punto, l'orologio che riempie i megaschermi sparisce, e lascia
spazio a lui, ingresso tranquillo, non come una rockstar ai suoi livelli, lo si
vede camminare, arriva sul palco lateralmente, sotto gli occhi di
tutti, prende il microfono e intonando Tacabanda comincia il suo spettacolo.
Dopo 3 brani tratti dal suo nuovo album ricomincia come faceva ai vecchi tempi:
Balliamo sul mondo e tutti i suoi più grandi successi come Tra
palco e realtà, Marlon Brando, Urlando contro il cielo.

Abbandona la sua band per concedersi a qualche parentesi in tono acustico, ed utilizzando la
passerella disposta in mezzo al parterre, delizia il suo pubblico con Ho messo via.
Ligabue con la sua musica vuole raccontare delle storie, ma il momento più bello è quanto ogni singola persona per un motivo o per l'altro si intendifica nelle sue canzoni, ed è proprio questo che dice prima di cantare Il giorno di
dolore che uno ha.
Ed il pubblico si commuove cantando assieme a lui Certe Notti e Piccola stella senza cielo.
Prima di concludere queste due intense ore di musica ed emozioni Ligabue vuole parlare ancora una volta al suo pubblico, "vivete il presente con una speranza nel futuro", potendo così dire che Il meglio deve ancora arrivare, proprio il titolo dell'ultimo brano.
Saluta i fan nelle prime file, stringendo la mano un pò a tutti e se ne va.
Soddisfatta si, rendendomi piacevolmente conto che anche senza troppa esagerazione di scena si può ottenere uno spettacolo di ottimo livello.