"Thousand of men without any faith, thousand of heads without any pride, fulfilling the beasts every night. Millions of souls caged with sloth, millions of bodies raped with greed, wishing the end is coming near."
Nichilisti puri, un' attitudine che dimostra presenza di carattere, possenza e padronanza della situazione, i Grimness69 presentano The Bridge, un lavoro intriso di suggestionanti e salienti venature Black Metal, intarsiate in un Grind/Death portante. Le condizioni sono due, o li si ama o li si odia. Il loro incedere cadenzato, dimostra di discostarsi dal filone Grind nudo e crudo, ispido e frenetico, e di fiondarsi così su di un Death che dimostra una notevole tecnica, pur restando nel criterio della rude presenza. Spicca, infatti, la situazione in cui il mood corposo e mastodontico viene brutalmente sostituito dal blast frenetico e dai taglienti riffs, resi un'unica essenza dal growl cavernoso e gutturale, che si fa strada tra le viscere e, ancora sanguinante, mostra la sua cruenta animosità. E' una ricerca frenetica di una via d'uscita, l'incedere lento e ostacolato, tra le vicissitudini di un'esistenza dilaniata dall'umanità stessa, cieca e ostinata, è vivo in quel fill sinistro e avvolgente, penetrante, soffocante che viene polverizzato dall'ira fuoricontrollo che viene emanata senza sosta [ Chariot Of Acrimony ]. Seguono otto tracce di puro silenzio. Otto tracce in numeri romani, recanti i secondi di respiro corrispondendi alla cifra proposta. Secondi di silenzio che permettono di riprender fiato, o magari di riflettere o semplicemente di capire in che situazione ci troviamo.
This is my existence, surrounded by emptiness...Nailed to anything, smell of claustrophobia!