Album di debutto per questa formazione italiana,che dopo alcuni demo aprono il loro esordio con Nothin' but death,che oltre ad essere il titolo del disco è il primo brano che può risultare fuorviante rispetto alle altre tracce,perchè rimanda ad una vocalità che ricorda i Lordi aggiunta alla musicalità dei 30 seconds to mars,poi smentita già in A" Cold Summer Day" che ha un andamento power metal supportata da una batteria incalzante,in cui però il riferimento orecchiabile viene sottolineato da una malinconia propria di Ville Valo(in cui ho ritrovato alcuni accenni vocali) e dei suoi Him,peccato per la chiusura del brano un po' abbozzata e sprecata."Dimenticherai",brano che chiude il disco,non mi ha entusiasmata molto,è in inglese con il ritornello in italiano e proprio questo divario linguistico, non è stato ammortizzato e valorizzato dal passaggio ritornello - verso,inoltre la struttura musicale è precaria e l'assolo scontato noioso e lungo.Un disco ben realizzato,immediato di facile ascolto,che piacerà a molti,proprio per la sua semplicità.I Lycaion si sono affidati per le registrazioni e il mixaggio al " 16th Cellar Studios" con Stefano “Saul” Morabito (Fleshgod Apocalypse, Adimiron, Hour Of Penance)per il mastering al " Fascination Street Studios" con Jens Borgren (Opeth, Symphony X, Paradise Lost) mentre per la grafica a Sergio Monfrinotti (Adhiira Art)