Sezione recensioni
recensioni02/09/2012A cura di: Hyrule
Elvenking
Era
aEra

Tracklist

  • 1. The Loser
  • 2. I Am the Monster
  • 3. Midnight Skies, Winter Sighs
  • 4. A Song for the People
  • 5. We, Animals
  • 6. Through Wolf's Eyes
  • 7. Walking Dead
  • 8. Forget-me-not
  • 9. Poor Little Baroness
  • 10. The Time of Your Life
  • 11. Chronicle of a Frozen Era
  • 12. Ophale

Genere

Metal

Etichetta

AFM records

Voto

7 su 10

Dopo il contrastante “Red Silent Tides”, i nostrani Elvenking tornano sulla scena dopo due anni con “Era” promettendo un ritorno all’antico sound, più folk e meno “melodico” (se può passare questo termine contando la svolta che ci fu ai tempi del precedente album).

Musicalmente i nostri hanno svolto un buon lavoro e mantenuto le promesse: dimenticatevi sonorità ammorbite del precedente full lenght,  il sound è decisamente tornato verso territori più folk e power grazie soprattutto all’utilizzo di riff e melodie tipiche del genere,  parti più medievaleggianti, violini, flauti e tastiere, che non brilleranno in fatto di originalità ma sono decisamente necessarie per ridefinire un genere che sembravano avere totalmente abbandonato. Una cosa che non è mai stata di mio gusto (ma è solo la mia personalissima opinione) è lo stile di cantato, troppo pulito, sobrio che poco si conforma al sound, tutto ciò però potrebbe essere vista come una sorta di originalità della proposta (visto che bene o male il genere non permette grandiose incursioni sotto un punto di vista di songwriting). Per me è stato un piacere constatare questo ritorno al vecchio sound in un certo senso “modernizzato”, la vera anima della band come eravamo abituati a conoscerla.

In quanto ad aspetti negativi oltre al mio personalissimo parere sulla vocalità, l’album è molto omogeneo e non ha nessun barlume di originalità, a parte il già citato “stile” della band che però sotto questo punto di vista non ha affrontato nessun cambiamento significativo ma solo un semplice ritorno al vecchio sound.

Consiglio questo lavoro a tutti gli appassionati del power che si sono stancati dei dischi fotocopia del genere e che non disdegnano le incursioni nel folk.