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recensioni04/05/2015A cura di: Serena
Bologna Violenta, Dogs for Breakfast
Split
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Tracklist

  • 1. Allegro Drammatico
  • 2. Andante con Moto
  • 3. Scherzone
  • 4. Allegro per Modo di Dire
  • 5. Gadea
  • 6. Muhos

Genere

Metal

Etichetta

Dischi Bervisti, Escape From Today, Overdrive Records

Voto

8,5 su 10

 

Split di Bologna Violenta con i Dogs for Breakfast. Parliamone.

 

Bologna Violenta non è un’artista semplice. Lo dimostrano le sue opere discografiche, la struttura delle canzoni, la violenta dinamicità di contrasti dissonanti e coraggiosi, la musica al limite del rumore. Egli definisce il cosiddetto ‘brano’ quasi come opera futurista, dove non importa il formalismo o l’equilibrio ‘sonoro’, ma il saper esprimere complicate e intime sensazioni.

 

A metà fra Contagious Orgasm e Teatro Satanico, la prima parte di questo split si crogiola in una sorta di ambient strumentale, di noise a stampo industriale, rifinito con i momenti catartici delle semplici melodie di piano o da note lunghe, liberate nella vacuità del silenzio. Nell’ultimo brano, Allegro per Modo di Dire (Nicola Manzan gioca scherzosamente con la terminologia della musica elevata, così come si diverte a stravolgere le regole della composizione musicale) sentiamo anche una voce brutale, che porta alla degna chiusura della prima parte dell’album, in un crescendo di aggressività.

 

I Dogs for Breakfast sono un trio di Cuneo e suonano hardcore. Possiamo definirli così, mentre mi scorrono nelle orecchie Gadea e Muhos, i due brani che si trovano sul lato “B”. Molto più lineari rispetto ai primi brani di questo lavoro, in un certo senso. I nostri mostrano una sorta di energia primitiva, che incarnano nelle pennate pesanti e nella voce dura e forte. Più classici nel loro posthardcore, i DFB sono sicuramente da approfondire.

 

Non apprezzo molto l’idea dello split in generale, nonostante questo sia sicuramente un buon prodotto. L’idea di mescolare sonorità e idee troppo diverse mi fa perdere il filo in un certo senso. Per il resto, molto bene: da due progetti come questi non ci si poteva aspettare niente di peggio.