Sezione Live Reports
WILLIE PEYOTE
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Willie Peyote, all'anagrafe Guglielmo Bruno, è un artista difficile da etichettare e partecipare ad un suo live lo rende ancora più incatalogabile, una cosa invece risulta chiarissima: il suo è un concerto che va assolutamente visto, non importa che siate appassionati di rap, di ska o che passiate le vostre giornate ad ascoltare cantautori italiani, lui mette tutto insieme e vi restituisce un concerto che difficilmente riuscirete a dimenticare, a distanza di una settimana io canticchio ancora le sue canzoni, giusto per dare un'idea. Il concerto al Jam Rock Festival di Vicenza è stato aperto dal duo Era Serenase che hanno contribuito con il loro ironico rap e la loro spensieratezza a scaldare un pubblico già sufficientemente carico. Verso le 23  salgono sul palco i componenti della Sadauda Orchestra Precaria e Willie e già dalle prime note di "C'hai ragione tu" il pubblico diventa suo: si scatena balla, canta e sorride. Si diceva che Peyote sia difficile da catalogare perchè pur dichiarandosi un rapper scrive testi cantautoriali  aggiungendo una forte dose di ironia e sarcasmo e impreziosendoli con fiati e armonica, inserendo poi nelle performance live citazioni, come ad esempio "Come Down” di Anderson Paak in "C'hai ragione tu", in “Turismi” “Bitch Don’t Kill My Vibe” di Kendrick Lamar e trasformando “L’una di notte” in  un mash-up con “Via con Me” di Paolo Conte. Le prime canzoni che Peyote ci fa ascoltare affrontano temi leggeri come può essere il calcio o più classici come l'amore ne " Le chiavi in borsa" o " "Willie Pooh" su cui ironizza " togliamoci dal caz**o le canzoni d'amore" per poi spostarsi su argomenti più impegnati come il razzismo" Io non sono un razzista ma..."Dal palco arriva un flusso di energia continua, il concerto non perde mai d'intensità e il pubblico sembra quasi stregato, nessuno è fermo, tutti, alla propria  maniera, stanno ballando, con " Effetto sbagliato" singolo fresco di pubblicazione che contesta  la battaglia alla movida della città di Willie (Torino) il pubblico si scatena e con " C'era una Vodka" ( " Pezzo sempre molto apprezzato in Veneto" fa notare lo stesso Peyote) e le sue sonorità ska gli spettatori diventano un'unica massa informe che salta. I 25 brani della scaletta si susseguono veloci ma c'è spazio anche per qualche riflessione " E' il momento di prendere posizione, siete liberi di cambiare le cose e potete provarci se ne avete voglia" dice Willie riferendosi all'attuale situazione politica italiana. L'energia è al massimo e sotto palco si canta strettissimi, il dialogo con i pubblico è serrato intervellato da qualche commento sul palco e qualche botta e risposta tra musicisti. I brani martellano in testa e non appena finiscono ti verrebbe voglia di riascoltarli all'infinito, ma non c'è spazio per la nostalgia sta già iniziando un altro pezzo da ballare e cantare a squarciagola. Il concerto termina con " E allora ciao" che ci ricorda che Peyote è un rapper e che  " se saltiamo tutti insieme il pavimento non ci tiene e viene giù". Fatevi un regalo, andate a sentire Willie Peyote e la band che lo accompagna.