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recensioni19/06/2009A cura di: Maria Rita Pugliesi
Thunderwheel
Credo
aThunderwheel - Credo.JPG

Tracklist

  • 1.
  • 2. Seeing Trough The Wheel
  • 3. Into The Pure Land
  • 4. Credo
  • 5. Emptiness
  • 6. Harmless Song
  • 7. Nothing Achieved
  • 8. Grief
  • 9. Mindstream

Genere

Varie

Etichetta

The Eastern Front

Voto

6,5/10
L'israeliano Vladim Gusis, che ha già all'attivo i progetti Chaos As Shelter e Agnivolok, di stampo ambient industrial, si affaccia nuovamente sul mercato discografico con il nome Thunderwheel, e con le otto tracce di “Credo”, pubblicato con la label The Eastern Front, in collaborazione con Igor Krutogolov, già con lui negli Agnivolok, e Slava Smelovsky, già nei Grundik + Slava And The Crossfishes.
Come affermato dallo stesso compostiore, questo incredibile lavoro va al di là di tutti i dettami del genere dark ambient, per dare vita a qualcosa di estremo, misterioso, irrazionale e di difficile ascolto, definito dalla label come “surrealistic industrial intsrumental romance”.
In realtà, dare una definizione a questo album e catalogarlo in un genere preciso è estremamente difficile, essendo le tracce proposte concepite in modo originalissimo, al di fuori di ogni schema e di difficile ascolto: nell'album, prevalentemente strumentale - solo in “Harmless Song” si odono cupi e inquietanti sussurri, mentre in altri brani, di tanto in tanto, appaiono flebili voci sparse -, vengono utilizzati campionamenti di ogni genere, oltre a “strumenti inusuali”, come dichiarato dallo stesso Vladim, uniti ad una cabala di voci, percussioni e suoni sinistri e acuti, spesso volutamente fastidiosi e reiterati, che spiazzano completamente l'ascoltatore, lasciandolo in un incubo surreale e decisamente poco rassicurante.
Si passa dalla totale follia del brano di apertura, “Seeing Trough The Wheel”, alla lentezza onirica, ma decisamente inquietante di “Nothing Achieved”, a “Grief”, che sembra un brano scritto da un alieno, tanto va al di là di ogni genere musicale a noi conosciuto.
Difficile ascoltare questo album, difficile giudicarlo: senz'altro apprezzabilissime la sperimentazione estrema e l'indubbia originalità del progetto, oltre alla varietà e particolarità dei suoni proposti, tuttavia l'ascolto dei brani è davvero ostico.
Senz'altro la scelta stilistica di Vladim Gusis è stata quella di scioccare e spiazzare l'ascoltatore, non certo di dilettarlo, ed a mio avviso ci è riuscito benissimo!