08/02/2010
Blume

I Blume nascono nel 2008, e sono una band composta da Enrico Filisetti, Ivan Savino e Daniele De Fabritiis. Le loro sonorità risentono dell'influenza della New Wave, e dell’elettronica alternativa odierna, e confluiscono in un personale e moderno Synthpop. La band si caratterizza per le atmosfere malinconiche, e per le liriche profondamente ispirate dal Decadentismo e dal Romanticismo Europeo. Tra i vari temi trattati: il sentimento di solitudine e di alienazione, l'esaltazione estetica dell'arte, la decandenza dell'occidente e la fuga romantica dalla realtà. Nel Febbraio del 2009 la band firma un contratto con la Label Statunitense “A Different Drum”. Nel dicembre 2009 viene pubblicato l'album di debutto "Rise From Grey".
 

I Blume, a solo un anno dalla loro unione firmano con l'etichetta discografica statunitense "A Different Drum", che nel dicembre 2009 li porta davanti al grande pubblico con "Rise From Grey", album di debutto. L'inizio con la open track "Fallen Horizon", spalanca le porte ad un sound Ambient, quasi onirico, nascosto nell'ombra, che dal basso emerge con una forza spettrale dando spazio ad impulsi elettronici, gli stessi che possiamo ascoltare nell'intero disco, insieme a sonorità New Wave accompagnate da una moderna rivisitazione Synth Pop firmata dal trio milanese. Prosegue un ritmo elettronico, convolgente, a tratti malinconico e capace di trasmettere quelle emozioni che gli stessi Blume traggono dalle loro fonti di ispirazione quali il sentimento di profonda solitudine e di alienazione, l'esaltazione dell'arte, la fuga romantica dalla realtà. Un trasporto inafferrabile emerge chiaramente dall'impeto e dal calore della voce di Enrico, capace di accogliere e trascinare conquistando non solo con la profondità dei testi ma anche grazie ad una melodia coinvolgente. Con "Across The Bridge" e "Der Einzige" aumentano i beats, l'atmosfera romantica ancora ci scuote e vibra con noi in "Desperate Love", e il sogno continua fino alla fine con l'ultima traccia intitolata "Bright Light" che ci porta lontano, in uno spazio assoluto dove solo l'immaginazione arriva, scavalcando ogni limite con una melodia rassicurante, come se una voce angelica chiamasse all'ascolto.

Intervista fatta a Ivan Savino, tastierista e sound engineer.

L'influenza elettronica e il richiamo alla New Wave caratterizza il vostro sound, sembra forte la matrice romantica, vorrei sapere il punto di vista di Ivan sull'ispirazione dell'album!
Le influenze sono molteplici. A livello sonoro, abbiamo cercato una sintesi tra alcune sonorità New Wave, la nostra personale creatività, e le sonorità più moderne legate all'elettronica alternativa Nord Europea. Estendendo il discorso, i fatti personali non possono che non incidere nel suond, nelle nostre melodie ed armonie, o nelle liriche stesse. Mentre per i primi tre casi c'è una diretta espressione dello stato d'animo comunicato nel "linguaggio musicale" per quanto concerne i testi, prediligiamo la simbologia, e l'intimità viene espressa sottoforma di metafora. I riferimenti maggiori però arrivano dalla letteratura, dalla filosofia e anche dal cinema.

"Bright Light" e "Fallen Horizon" sono i due pezzi strumentali del disco, danno una sensazione eterna e glaciale, che cosa racchiudono in sè questi brani?
Le sensazioni da te descritte, erano tra quelle che avrei voluto trasmettere! L'intro dell'album "Fallen Horizon" è volutamente glaciale e anche piuttosto tetra, intesa a rappresentare la caduta delle certezze, la distruzione, anche nichilista, della morale comune e non solo. Un tramonto dell'orizzonte che porta con sè tanta malinconia, però necessaria per affrontare il cammino, che riporta alla luce. Questo concetto viene approfondito in alcuni testi, nel corso dell'album. Il disco si conclude con "Bright Light", quindi metaforicamente con un ritorno alla luce, appunto eterna ed infinita. Un percorso che può essere accostato, a quello dell'oltreuomo di Nietzsche.

Chi è tra voi l'autore dei brani, chi sceglie i testi, lavorate sempre insieme?
Del songwriting ci occupiamo io ed Enrico. Alcuni brani sono stati composti completamente da me, altri completamente da lui. Nella musica elettronica, il ruolo del compositore può essere avvicinato, con le dovute differenze, a quello del compositore di musica classica, in quanto in autonomia si è perfettamente in grado di comporre musica, ideando sia la struttura del brano, sia la "partitura" di ogni singolo strumento. Ovviamente, avviene anche un lavoro di gruppo, infatti alcuni brani dell'album sono stati composti insieme. Infine si lavora sugli arrangiamenti, dove contribuisce e ci supporta anche la creatività di Daniele. I testi sono in gran parte scritti da Enrico, e sono l'ultimo procedimento della fase compositiva.

C'è un pezzo a cui siete particolarmente legati e che vi rappresenta in particolar modo? Se sì perchè.
Ogni brano rappresenta una parte di noi. Forse siamo particolarmente legati a "Der Einzige". Questo testo è nato, dopo alcuni dibattiti sul filosofo Tedesco, Max Stirner. E' un brano che parla dell'Unico, una filosofia esistenziale improntata sullo scontro-incontro, tra l'io e la società. La tematica dello scontro tra l'individualità e la società è molto presente nei nostri brani, e si può accostare ad un'altra importante influenza, rappresentata dal soggettivismo estremo dell'eroe decadente.

Qual'è il gruppo che vi ha ispirato maggiormente per la vostra musica?
Ascoltiamo molta musica, e non necessariamente vicina a ciò che artisticamente proponiamo. Sicuramente subiamo un grande fascino dalla New Wave, apprezzando band come gli Ultravox, The Cure, New Order e Depeche Mode. Soprattutto a livello inconscio non nascondo che siano una fonte di notevole ispirazione. Adoriamo la musica elettronica, a partire da certa sperimentazione d'avanguardia dei primi anni ‘80 fino ad arrivare ai diversi generi dell'Electro moderna, senza dimenticare la Darkwave o il Gothic Rock di Clan of Xymox e The Sisters Of Mercy. A mio avviso la musica elettronica si è evoluta di pari passo con la tecnologia, e a differenza di altri generi che si ripropongono uguali a sè stessi da decenni, ha ancora notevoli margini di miglioramento, a patto però, che non si perda il gusto per la melodia. Come fonte d'ispirazione invece più vicina al nostro tempo, cito ad esempio le straordinarie produzioni, dei Covenant, o le atmosfere ed il suond di Vnv Nation, Diary Of Dreams ed Apoptygma Berzerk.

Che tipo di obiettivi vi siete prefissati in questo progetto e per il futuro?
Sicuramente la promozione, anche in chiave live, dell'album appena pubblicato. Sarebbe molto bello poi, poter suonare anche fuori dai nostri confini, e partecipare a qualche festival internazionale di genere. Infine la realizzazione del secondo album. Abbiamo ancora molto da dire, rispetto a quanto già fatto con "Rise From Grey".

Da cosa deriva la scelta del vostro nome Blume?
Nulla di particolare. Cercavamo qualcosa che suonasse bene, e soprattutto che non fosse abusato. In Inglese non riuscivamo a trovare qualcosa d'originale, e abbiamo optato per il Tedesco. Cercavamo una parola Tedesca, ma che non suonasse tipicamente Tedesca! Un brano degli Einsturzende Neubauten, “Blume” appunto, ci è giunto in soccorso. Anche il significato, romantico, puro ed incontaminato del fiore (del male) non ci dispiaceva, e lo abbiamo fatto nostro.

Le persone che vogliono conoscere voi e la vostra musica si possono collegare al vostro MySpace, il vostro sito web quando sarà attivo?
Sì, utilizziamo il nostro MySpace come sito ufficiale. Su www.myspace.com/blumeofficial è inoltre possibile ascoltare alcuni brani, e sono presenti i vari link, sia per acquistare l'album, sia per connettersi ad altri social network della band. A breve sarà online anche un sito web. (www.blumeofficial.com).

Volete aggiungere qualcosa sull'album e su di voi che ancora non è stato detto o scritto? Se sì in questa domanda siete liberi di farlo!
Innalzatevi dal grigio!

- Rise From Grey