23/09/2010
La Scenè de la Suite

La Scenè de la Suite è il progetto musicale di Fabrizio Greco (aka Scene), e Chiara Suite nato nei primi mesi del 2009, disponibile per il momento solo in formato digitale sui più importanti sistemi di download, tra cui itunes alla pagina http://itunes.apple.com/it/album/spectacula/id332956185. Il progetto nasce dall'idea creativa di Fabrizio Greco, la cui ispirazione Dark è unita ai diversi generi che inevitabilmente hanno influenzato la band, non a caso Fabrizio, con un passato nella Dark music, (l'età del suo debutto risale all'adolescenza, che lo vede batterista del gruppo Dark "Second Rate Actors") è anche un sound engineer/composer, con attivi altri due progetti "Scene" e il più recente "Waxflatter", vicini al panorama della Psychedelic Trance, Minimal Techno, IDM il primo e all'Ambient sperimentale il secondo. Un artista poliedrico da anni nell'ambiente musicale e di cui ancora sentiremo parlare. Chiara Suite, invece, proveniente da un background di matrice classica, inizia la sua carriera nel 2009 al fianco di Fabrizio, il quale la introduce nel mondo discografico della "Dootrecords" rendendola partecipe come vocalist negli ultimi lavori di "Scene" e collaboratrice nella composizione di "Spectacula".

“Spectacula”, dall'omonimo testo di Pellegrino Prisciano, (astrologo e bibliotecario di corte, Ferrara-1488), si fonde in un insieme di musica e misticismo mescolato in uno sfondo di melodia esoterica. Ha inizio con note profonde dal grande potere evocativo, in memoria di un passato che ritorna come un sentimento di malinconia, la stessa che il romantico John Keates celebrava come un piacevole ricordo “Sì, nel tempio stesso del Diletto ha il suo santuario sovrano la velata Melanconia (...)” (1819, Ode alla Malinconia). “Femminile” e “Maschile”, brani con lo stesso tempo di durata, un equilibrio espresso tra le parti, il concetto dello Ying e Yang, la fusione armonica degli opposti, la lotta tra il principio attivo e passivo, Luce e Tenebre, una congiunzione alchemica che dà vita ad una poesia musicale di alto spessore nonché di eloquente profondità. “Homo ad circulum”, celebre disegno leonardesco, riprende in una veste rinnovata l'idea portante del mondo astrologico ed alchemico, la teoria del micro e macrocosmo, una realtà ove le parti sono in rapporto ad un Tutto, immagine simbolica ove l'uomo è al centro dell'Universo quale motore del cosmo. Ed è allora che una musica semplice, quasi “rituale” trova espressione e rifugio nelle sue radici primordiali ove canti sacrali riposano in una poesia senza tempo. “Evp” (Electronic Voice Phenomenon), si discosta volutamente da un'essenza immanente per avvicinarsi ad una realtà di comunicazione spirituale in un'atmosfera di magica inquietudine ove le singole note sono in contatto con il soprannaturale, quale sollievo dell'uomo, preda della ragione e di irrefrenabili istinti. “Flauto en la plaza de azabacheria”, la fine di un viaggio, quasi in una sospensione contemplativa, un flauto dolce ci accompagna per le strade di Santiago de Compostela, luogo da cui ripartire, in costante esplorazione, alla ricerca di quell'intima essenza senza la quale ogni esistenza umana non avrebbe ragion d'essere, poiché una nuova luce attende un nuovo viaggio. Un album da non perdere, consigliato ai buoni amanti della musica, poiché essenziale nella sua profondità, da esplorare nelle sue ombre più nascoste ove i segreti di “Spectacula” sfumano come d'incanto.

Intervista a Fabrizio Greco, compositore ed ingegnere del suono, e Chiara Suite vocalist.

Da cosa deriva la scelta del nome del duo "La Scenè de la Suite"?

F. Il nome trae origine dal semplice connubio e congiunzione del mio nome d'arte "Scene" ed il nome di Chiara cioè "Suite",in riferimento alle Suite di Bach. La nostra intenzione è stata quella di dare un tono "Classico" al progetto.

Parliamo dell'ispirazione dell'album e soprattutto del riferimento all'Ode to Melancholy di J.Keats?

F. L'ispirazione musicale sottintesa in Spectacula ha matrice letteraria. Siamo andati a tradurre in musica i concetti e la saggistica riferita ad esempio ad "Homo Ad Circulum" e all'"Ode To Melancholy", intesa come piacevole ricordo dell'arcaico passato. Abbiamo affrontato la tematica della contrapposizione tra bene e male, maschile e femminile, l'alchimia del tutto e del serpente che si morde la coda, dello ying e yang, della forza di attrazione dell'una e dissoluzione dell'altra per rinascere in un tutto sempre in movimento, in costante agitazione dove si muove l'essere che evaporando diviene evanescente, molecola quantica che si confonde nell'universo. Questo è ciò che ancora non è stato detto su "Spectacula".
C. Aggiungo una "citazione" a ciò che è stato appena riferito dicendo che Keats suggerisce al lettore quale è il rimedio che considera giusto: la malinconia può essere allo stesso tempo piacevole e dolorosa, e dare vita e morte; la migliore cura è di gettarsi nelle forti impressioni sensuali che ci rendono consapevoli che il rimedio contro la malinconia non è soporifico ma stimolante, e può essere fatto di piacere e dolore ma deve essere acuto e totalmente coinvolgente. Ma nonostante l’inevitabile vittoria della malinconia sul piacere, l’esperienza stessa, piacevole o dolorosa che sia, è di grande valore perché è Vita. In qualche modo nell'album abbiamo cercato di tirare fuori uno stato coinvolgente ed acuto.

Cosa vorreste dire su Spectacula che ancora non è stato detto?
C. E' un album indubbiamente "Romantico", intendendo il movimento culturale sviluppatosi nell'800, quindi a mio avviso abbraccia quelle che sono le correnti proprie di quel contesto storico post-illuminista.

Avete qualche dettaglio tecnico su Spectacula da svelare?
F. Tecnicamente l'album è una summa di strumenti atti a ricreare la stasi e il movimento dell'essere, grazie a sintetizzatori modulari e a registrazioni lavorate con tecniche binaurali che rappresentano l'incipit che preannuncia un mondo sonoro in ripresa di una malinconica classica con violini e string, il tutto mescolato alla voce soave e decisa di Chiara.

Quali sono le influenze musicali che vi hanno portato all'idea di Spectacula?
F. Le influenze sono state molte, ne cito qualcuna, senza dubbio i Dead Can Dance, This Mortal Coil, Current 93, la musica IDM, le sperimentazioni della Type rec. e non svelo altro..
C. Anche io posso citare i Dead Can Dance ed aggiungo Badalamenti e i Lycia.

Possiamo già parlare di progetti futuri?
F. Sì stiamo lavorando ad un nuovo album con sonorità differenti ma teniamo ancora il tutto in segreto..
C. Spero che questo progetto possa consolidarsi e andare avanti.

Ci sono concerti in programma? Dove vi possiamo ascoltare?
F. Sì, stiamo organizzando una serie di date, dopo il riscontro positivo dei Magazzini generali
di Roma.. ci stiamo dando da fare.
 

Spectacula - 2009