Palermitani, talentuosi e vasti. Un post-rock dal sapore decisamente internazionale... Forse un po' islandese.
Chi ha nomitato i Sigur Ròs ?
I Cinema Noir sono:
Giuseppe D'Angelo _ Basso & Elettronica
Gery Mallia _ Batteria
Marco Manzella _ Chitarra
Alex Valenti _ Chitarra
Leonardo Vetrano _ Chitarra
Ho scoperto i Cinema Noir e la loro musica da poco, molto poco, ma la potenza e lo spirito di questi ragazzi non hanno bisogno di grandi lassi di tempo per essere recepiti ed apprezzati. Sono immediati. Lo sono ancora di più se prima di ascoltare il disco si è riusciti a vederli su un palco, tipo quello dell'ItaliaWave qui a Palermo. Credo che se avessi la possibilità di assistere almeno ad una performance degli artisti di cui scrivo, forse i miei resoconti sarebbero da rivedere. Ma così è.
Sono dell'idea che esistano diversi modi di approcciarsi e fruire la musica live, ed io mi ritengo una fruitrice “attiva”. Ciò non significa che urli, schiamazzi, canti a squarciagola o applauda anche dove motivo non c'è (in realtà è raro che lo faccia; mi sono resa conto, invece, di sorridere accondiscendente), ma partecipo attivamente al flusso emozionale che si crea tra il palco fisico, sul quale i musicisti si esibiscono e sono protagonisti, e il palco platonico in cui io, come spettatore, contribuisco a rendere reale e palpabile ciò che accade intorno, divento destinatario di un messaggio ma anche il suo mezzo, sono protagonista con loro.
Questa premessa perchè? Serve. Serve come termine di comparazione con quello che poi è il disco fisico che sto ascoltando in questo momento, e la conclusione è che, sebbene “live sempre e per sempre” e l'energia sia diversa, la forza della musica resiste, c'è.
Il loro primo Ep si chiama “Children kill ants” (Nostress Netlabel, 2012) e le cinque tracce di cui è composto si inseriscono perfettamente all'interno della scena post rock, senza alcuna traccia in incursioni vocali. “Solo” strumenti. Così l'altra sera, un po' per un esperimento indotto, un po' perché la musica strumentale vuoi o non vuoi ti porta a farlo, confrontavo con degli amici le visioni che si palesavano davanti agli occhi durante l'ascolto della musica dei Cinema Noir e, per esempio, della prima traccia, “Forget Reality”: ad A. ha fatto venire in mente un uomo che guida tra i boschi, pensando alla storia d'amore appena finita e, nonostante questo, sereno; a me sempre un uomo, ma questa volta in piedi sulla terrazza di un di grande palazzo in città, al tramonto... Inquadratura di spalle, la luce che entra dritta in camera creando dei flare cangianti, poi di profilo, e negli occhi di lui un misto di forza, serenità, consapevolezza acquisita e ritrovata. Un film? Può darsi. (Sarebbe il massimo scoprire che in realtà 'narra' di un comodino e della frustrazione che prova quando qualcuno ci sbatte contro il mignolo del piede. Aspetta: sarebbe poetico anche in quel caso).
Invece da una conversazione con un'altra persona è venuto fuori il concetto, quasi scontato ma non per questo meno vero e condivisibile, che la musica strumentale non avendo un testo al quale aggrapparsi riesce ad essere completo quando riempito dalle emozioni e dalle intenzioni di chi ascolta, che non saranno mai uguali a quelli della mente che la hanno creata e, proprio per questo, si da vita ad un puzzle infinito. Infinito e magico.
C'è una costante nella composizione dei brani, una costante che funziona molto bene. Dopo un inizio placido, che assolve alla sua funzione di introduttore nel migliore dei modi, dopo il tema principale, che evoca, che tinge, che plasma, arriva sempre un'apertura che ti da il colpo di grazia, che ti colma, e comprendi che ogni strumento musicale, ogni suono campionato, ogni effetto è stato posizionato dov'era giusto che fosse.
TRACKLIST
Forget Reality
Alice
Children Kill Ants
Hopelandic
My Last Goodbye
Alone Music: Prima domanda, banalissima, ma propedeutica a tutto il resto... "Cinema Noir": riferimento al genere cinematografico o un velato omaggio, data l'assonanza, ad una formazione come i "Cinematic Orchestra"?
Cinema Noir: Cinema noir è semplicemente un'espressione che secondo noi si accosta molto bene a ciò che siamo. Dei film noir mi è sempre piaciuta la fotografia, con quel contrasto esasperato tra bianco e nero. Credo che questo contrasto si riscontri anche nelle nostre composizioni.
A.M.: "Children kill ants" è il vostro primo Ep e contiene cinque tracce dal chiaro stampo post-rock. A questo proposito ci sono diverse scuole di pensiero, ovvero, quelli che inseriscono un tappeto vocale qui e là o vere e proprie canzoni tra una composizione e l'altra, e quelli che invece preferiscono far sì che siano gli strumenti stessi a rappresentare la voce solista. Voi fate parte di quest'ultima categoria. Quindi mi chiedo: cosa c'è dietro la scelta di non utilizzare voci "umane"?
C.N.:La mancanza della voce è stata una scelta iniziale. La voce inevitabilmente da un senso ben preciso a ciò che senti, le parole di un testo danno un volto chiaro a ciò che gli sta attorno, noi invece preferiamo lasciare all'ascoltatore il compito di dare un significato a ciò che sente. Ci piace anche l'idea che non ci sia un solista all'interno dei Cinema noir, ogni suono è essenziale per l'armonia finale.
A.M.: La domanda successiva sorge spontanea: qual è il processo che porta alla nascita di un brano dei Cinema Noir?
C.N.: Nelle nostre composizioni diamo molta importanza alla parte elettronica; magari si parte da un giro accordi, da una linea di basso, semplicemente da un motivo che ti viene in testa per caso, e allora la si butta giù e gli si da uno scheletro con drum machine, sintetizzatori e quant'altro. Tirata fuori una base ci si suona sopra in assoluta libertà fin quando non escono le giuste armonie, fin quando il pezzo non è esattamente ciò che ognuno di noi vuole vederci dentro.
A.M.:Ho avuto il piacere di vedervi dal vivo e di notare un gruppo travolgente ed eterogeneo, anche nel modo di vivere il palco: c'è il bassista / maghetto dell'elettronica (Giuseppe D'Angelo) posato e contenuto dei movimenti, il batterista (Gery Mallia) preciso e trascinante, il primo chitarrista (Alex Valenti) quasi impassibile e attento, il secondo (Leonardo Vetrano) scende dal palco nel bel mezzo del concerto per poi risalire col cappuccio della felpa su (accompagnato dal punto interrogativo gigante e luminescente sulla mia testa), e il terzo chitarrista (Marco Manzella) energico nel suo isolamento estatico. Bisogna ammettere che l'impatto è molto interessante. Come vi siete incontrati (musicalmente e non)? Qual è il vostro background?
C.N.:Ciò che siamo e facciamo sul palco non è stabilito a priori, ognuno fa ciò che vuole e ciò che sente in quel preciso istante. L'incontro risale a parecchi anni fa: io (Giuseppe D'Angelo, ndr), Alex e Leonardo suonavamo assieme nei Brilliants at Breakfast, successivamente il chitarrista ci ha lasciato ed è entrato in quella formazione Marco. Dopo un disco e un po' di live il progetto è finito. Ci siamo rivisti dopo qualche di tempo e parlando durante una cena io, Alex e Leo abbiamo tirato giù l'idea di unire l'elettronica al post rock, così abbiamo ricontattato Marco in quanto si era creato un feeling particolare. Successivamente per dare più spinta ai pezzi abbiamo deciso di contattare un batterista e quindi Gery, già batterista dei Sinapsi, che è subito entrato in sintonia con il progetto.
Come background il nostro è molto vario c'è chi ascolta jazz, classica, dubstep, anche sulla visione del post rock abbiamo anche idee un po' diverse, chi è più classico e chi è invece orientato verso filoni più violenti e d'impatto.
A.M.: Abbiamo iniziato con una domanda banale... Non mi resta che chiudere il cerchio. Quali sono gli impegni futuri? Sicuramente (e spero) tanti live... E un album?
C.N.: L'EP sta andando molto bene, è anche distribuito in digitale dalla Nostress Netlabel ed è possibile scaricarlo gratuitamente. Se la prossima produzione sarà un LP non lo sappiamo bene ancora, al momento siamo impegnati a scrivere nuovi brani e suonare in giro, per il resto si vedrà.
A.M.:Grazie ai CINEMA NOIR... In bocca al lupo e complimenti!
C.N.: Grazie a te . Ciao!