Apro la presentazione dei FOXHOUND e mi ritrovo davanti questo (scusate, copio e incollo perchè io non avrei saputo scrivere di meglio...):
“E QUESTI CHI SONO?

basso, chitarre, batteria, 3 voci e no formaggio
Potremmo spacciarli per un gruppo inglese. O tedesco. O australiano. Ma non lo faremo.
Vuoi perché loro ci pensano da soli; vuoi perché in fondo non gliene importa molto.
I Foxhound sono quattro ragazzi di diciannove anni, che alla loro età ne hanno trenta.
Sono quattro musicisti stranieri con cittadinanza italiana.
Un live che attraversa a sguardo fisso il mare di gruppi emergenti, puntando altrove, oltre
confine, attraversandolo e arrivando a dimostrarci che si può essere stranieri in mezzo
ai nostri simili senza rischiare di affogare.
Si svegliano in Polinesia e c’è tanto sole, a mezzogiorno pranzano sulle cime
dell’Himalaya, verso le cinque un the’ a St. James e dopo aver cenato con i beduini nel
deserto si adagiano su un letto di foglie, aspettando la sera.
Ma fanno tutto quanto con beata Concordia.
I Foxhound ci ricordano soprattutto che si può fare a meno di classificare in
categorie di sorta tutto ciò che raggiunge il nostro orecchio.
Potremmo inventarci storie, ma non lo faremo. Ascoltateli, poi pensateci voi.”
Poi continuo, e trovo la “scheda album”. Clicco due volte e leggo:
“concordia è un disco indie perchè la produzione artistica spetta al gruppo
concordia ha imparato dal pop perchè si fonda sulla componente ritmico-melodica
concordia ha imparato dal rock: due chitarre, basso, batteria, no tastiere, no formaggio
concordia ha imparato dall’r’n’b: sinuosità, nitidezza
concordia ha imparato dal noise la gioa della sporcizia, dal math la rigidità geometrica
concordia ha imparato dalla techno la potenza della cassa in faccia e dalla house la freschezza del sincopato
concordia ha imparato dal rock’n’roll: culo in fuori, stivaletti e ballare
concordia ha imparato dall’hip hop la schiettezza sbattuta in faccia
concordia ha imparato dal dub: basso ciccio, delay, riverbero
concordia ha imparato dal funk la dolcezza e la leggerezza dietro alla ritmica serrata
concordia ha imparato dalla musica industriale: prendi una sbarra di metallo, suona la sbarra di metallo
concordia ha imparato dal dubstep la pienezza del suono e l’instabilità del barcollare
concordia ha imparato dalla drum’n’bass la frenesia del correre
concordia ha imparato dalla musica concreta: do it yoursellf
concordia è un disco in inglese perchè le canzoni sono in inglese
concordia non è un disco pop perchè non vuole piacere a tutti
concordia non è un disco rock perché non vuole esserlo
concordia non è un disco r’n’b: due chitarre, basso, batteria, sudore
concordia non è un disco noise, nè grunge, nè hardcore, nè math rock perchè vuole essere rotondo e seducente
concordia non è un disco techno e non e’un disco house: due chitarre, basso, batteria, no tastiere, no formaggio
concordia non è un disco rock’n’roll perchè i musicisti sono nati nel 1992
concordia non è un disco hip hop perchè nulla è stato campionato
concordia non è un disco dub nè reggae: nei testi non si legge mai “marijuana” o “babylon”
concordia non è un disco funk per mancata abilità tecnica degli esecutori
concordia non è un disco industrial perchè la copertina del disco non è la ciminiera di Auschwitz
concordia non è un disco dubstep, nè drum’n’bass perchè c’è una (almeno ricercata) variazione ritmica
concordia non è un disco di musica concreta perchè non prescinde dalla ritmica
concordia non è un disco blues: nessun accordo di settima è stato suonato
concordia non è un disco inglese perchè il titolo e’in italiano
concordia non è un disco metal perchè i musicisti non hanno abbastanza peli”
Ora, mi spiegate cosa mi resta da dire?
“Concordia” è un disco ben composto e ben suonato, non c'è che dire. La giovane età dei Fouxhound lì per lì ti fa pensare “mmmh...”, poi inizi l'ascolto dell'album e alla quarta traccia (“Movin' back”) inizi a saltellare per la stanza e a muoverti a tempo di musica. Ultima – inutilissima – nota: sono pure dei bei ragazzi, carini abbastanza da farmi sentire a disagio. Ehy tu, Fouxhound biondo a destra: COPRITI!