Settimo album in studio per lo svedese Simon Heath, che con il nome di Atrium Carceri ha dato vita a una serie di album dall'anima nera, popolati da incubi di ogni sorta e da sonorità dark ambient incrociate con campionamenti di stampo industrial, il tutto coeso da un gusto per le atmosfere cupe e minimaliste. "Reliqiuae", il nuovo lavoro dell'artista scandinavo, non è da meno, e propone ben diciannove tracce, completamente strumentali e caratterizzate da arrangiamenti scarni, scenari calustrofobici e tinte decisamente fosche. L'artowrk del CD, completamente in nero, è accompagnato da uno scritto di Heath, in cui visionariamente il musicista teorizza sul caos e sulla falsità del mondo che ci circonda. Nonostante in alcuni momenti il tono piuttosto monocorde e fin troppo minimal del disco possa rendere l'ascolto piuttosto ostico, "Reliquiae" rimane una buona prova nell'ambito del genere, ben equilibrato tra suono e silenzio e non privo della giusta dose di rumore.