And Also The Trees
a cura di: Princess Vampire
2012-06-19

"Hunter Not The Hunted" è il nuovo, splendido album degli And Also The Trees, storica formazione britannica che ha fatto la storia del genere darkwave. L'originalità e la purissima vena creativa e compositiva di Simon Huw Jones e compagni vanno, però, oltre qualsiasi ingabbiamento in un genere musicale ben definito e trovano la loro espressione in un disco struggente, romantico e ricco di suggestive atmosfere. Ma lasciamo che sia la band a illustrarci nei dettagli le tematiche e le ispirazioni che hanno fatto nascere questo nuovo capolavoro. Benveuti su Alone Music! Potreste parlarci delle influenze e ispirazioni che hanno generato il vostro nuovo album “Hunter Not The Hunted”?
Simon Huw Jones: Il nostro progetto acustico 'When the rains come' ha avuto una grande influenza su come abbiamo composto 'Hunter not the Hunted'. Rielaborare per quel progetto brani già esistenti degli AATT in modo molto minimalista e intimo e rirpoporli dal vivo, spesso in location molto raccolte e suggestive, ha mutato il nostro modo di lavorare… l'uso dello spazio e del silenzio, e lo spazio intorno ai singoli suoni, anche il mio modo di cantare è diventato molto più sottile. Di solito non iniziamo un progetto con un programma specifico, non decidiamo di scrivere un disco influenzato dalla nostra esperienza acustica, né prendiamo una decisione su quale tipo di atmosfera vogliamo che abbia il disco. Accade invece che Justin, Ian e Paul sperimentano insieme temi musicali che Justin ha scritto - sono solo i semi di un'idea e da qui queste idee iniziano a crescere...o a morire. Ad un certo punto io inizio ad aggiungere linee vocali ed Emer aggiunge altre melodie o suoni con i vari strumenti che suona. Con questo disco abbiamo perso molte delle idee primarie per ragioni che non sempre abbiamo capito: forse semplicemente non era quello che cercavamo...o semplicemente non ci ha colpito in modo particolare.  Ma alla fine una o due canzoni hanno preso forma e hanno iniziato a dare vita all'album, una forza creativa è venuta fuori e abbiamo fatto del nostro meglio per renderla sempre più viva.
Ho letto che il disco è stato registrato nella campagna francese: potreste parlarci di questa esperienza? Come ha influenzato il vostro sound e come sono stati registrati i brani?
Justin Jones: Parti considerevoli del disco sono state registrate lontano dall'Inghilterra, una cosa che non facevamo da quando abbiamo registrato 'The Critical Distance' a Roma nella metà degli anni '80. Credo che sia una sfida cambiare i propri punti di riferimento, anche se sono una persona a cui piace la stabilità. Il posto in cui abbiamo registrato era in aperta campagna e questo ha giovato molto a Simon: è importante che un cantante si trovi in un luogo in cui si sente rilassato. Avevamo la possibilità di lavorare fino a tarda notte e questo è stato ottimo per l'atmosfera, considerando anche che non c'era una vera elettricità (ad eccezione che per le nostre attrezzature), così ci trovavamo alla luce delle candele in una vecchia casa di campagna. Una bella esperienza. Abbiamo anche avuto problemi inaspettati, come le tempeste, il canto dei galli, la pioggia che filtrava dal tetto, i blackout, problemi elettrici vari, la polvere che cadeva dal soffitto e il fatto di non essere vicino a nulla!
La vostra vena creativa vi porta al di là di ogni genere musicale. Ma per voi potrebbero esserci una o due parole per descrivere la vostra musica?
SHJ - No, credo che sia abbastanza difficile descriverla anche con un migliaio di parole.
Simon, cosa puoi dirci invece dei testi? Cosa ti ispira?
SHJ - La musica stessa è sempre una grandissima fonte d'ispirazione per le mie parole, provo a trovarle attraverso di essa e loro vengono fuori - ma naturalmente anche altre cose colorano le mie interpretazioni. Ho letto molti libri scritti da naturalisti - è una nuova scoperta per me...alcune di queste persone scrivono in maniera davvero bellissima, in un modo che non mi aspettavo, e così ho iniziato a vedere le cose in maniera diversa. Se dovessi dire a cosa in generale le parole di 'Hunter not the Hunted' si ispirino, potrei affermare che in generale sono ispirate ai paesaggi, alle persone che si muovono nei paesaggi e alla relazione tra il paesaggio e le persone che lo attraversano.
Cosa ha ispirato le suggestive liriche di “Angel, Devil, Man And Beast”?
SHJ- La natura umana l'ha ispirate.
Chi è invece "il ragazzo con un coltello in mano" in "Black Handled Knife"?
SHJ: Si tratta di un'immagine venuta fuori dalla musica, non sono stato io a cercarla, è arrivato e mi ha portato via con lui. Questa è una delle cose che fanno sì che io ami moltissimo lavorare con la musica e con gli AATT, non so chi siano i personaggi delle canzoni né dove siano, ma quando la musica inizia loro sono lì. Quando si ferma sono andati via.
Avete iniziato a suonare nel 1979. Com'è cambiata la vostra musica in questi anni?
JJ: Posso dirti che per me è pazzesco pensare che le stesse persone (o quantomeno le stesse due persone) hanno composto sia il primo disco che degli AATT che quest'ultimo, anche se alcuni dicono che c'è un legame. Le persone spesso ci chiedono di suonare dal vivo i nostri vecchi successi, ma per noi è difficile tornare ad essere i giovani che eravamo una volta conservando la nostra dignità. Quelle erano davvero idee e performance molto giovanili, non sono sicuro che possano essere reinterpretate in modo convincente adesso. Al di là di questo, però, penso che il primo disco in fondo sia connnesso in qualche modo con gli altri. Si può sentire il sound evolversi nel secondo album ("Virus Meadow") e questo è diventato poi il nostro segno distintivo. Pochi album dopo abbiamo iniziato a provare qualche sperimentazione e ad esplorare nuovi suoni e atmosfere che non erano molto popolari tra i tipici ascoltatori degli AATT. Non rimpiango queste deviazioni, erano interessanti da seguire per un musicista creativo. Più recentemente siamo stati attenti a creare dei dischi che fossero dei lavori completi, coerenti nella forma. Penso che la gente abbia reagito in maniera positiva a questo. Probabilmente questo concetto va in senso contrario rispetto alla musica contemporanea, che è più concentrata sull'ascolto immediato che sulla durata del messaggio. Ma noi siamo testardi e forse, per certi aspetti, anche un po' affascinati dalle poetiche del passato.