Stormcrow
a cura di: Hyrule
2012-06-24

 

 

Ciao ragazzi e benvenuti nella nostra webzine Alone Music.  Per cominciare, potete presentare la band ai nostri lettori?           

ZEDAR: Ciao a tutti e grazie per l'invito. Noi siamo gli Stormcrow, band black metal di Milano e dintorni attivi nella scena underground da una decina di anni. Dopo essere passati attraverso diversi cambi di line-up, la formazione attuale, ormai stabile da parecchio tempo, vede Zedar al basso, Goraath alla batteria e alla seconda voce, Narchost alla chitarra solista, Vastis alla prima voce e Astaroth alla chitarra ritmica.

 

 

"Disposition To Tyranny" è il vostro debutto dopo molti anni di gavetta.  Quanto il tempo ha influenzato la vostra maturazione dal punto di vista artistico?

 ZEDAR: Si, Disposition To Tyranny è il nostro debutto sulla “lunga distanza“. Il primo lavoro edito da una label è però il precedente mini-CD Wounded Skies uscito per l'americana Dwell Records. Senza dubbio gli anni che abbiamo passato insieme a fare musica, così come il confronto continuo con le band grandi e piccole con le quali abbiamo diviso il palco, ci hanno spinto nella direzione che stiamo seguendo, e questo lavoro non può che essere la summa delle esperienze, musicali e non, vissute. Il tempo è sempre l'elemento fondamentale della maturazione di un gruppo così come di un individuo,

 

 

Un aspetto che mi ha particolarmente colpito all’interno del vostro album sono le tematiche affrontate in ogni singolo pezzo. Volete parlarci delle riflessioni dalle quali sono scaturiti i testi ed il songwriting in generale?

GORAATH:   Ti ringrazio del complimento, sicuramente i temi che ispirano la nostra musica ed i nostri testi sono una parte molto importante della nostra identità di band, la nostra affinità agli ambienti alpini ci ha fornito e ci fornisce sensazioni e consapevolezze uniche che si sono sviluppate in simbiosi con il nostro universo musicale. Ciò che vedono gli occhi, ciò che vivono gli arti e la mente di un alpinista, o di un montanaro, sono architetture inimitabili per la fiera operosità umana, che marchiano e modificano profondamente la mente ed il corpo di chi in questi ambienti si “regge”. Credo che i nostri testi ben rappresentino un’idea che il buon Nietzsche esprime in vari testi fra cui “Aldilà del Bene e del Male”, la sua filosofia lo portava a considerare malandato e sterile qualsiasi pensiero figlio di una condizione psico-fisica statica, che non fosse stato partorito in movimento. Egli affermò che le migliori intuizioni di tutta la sua vita le ebbe risalendo i pendii e le pietraie della Val Engadina, così noi vogliamo che sia i testi che la nostra musica scaturiscano sempre dinamicamente dal nostro vissuto. Le montagne cantate dal basso creano mostri e demoni, le montagne cantate dal didentro creano Dei.

La prospettiva è tutto…

 

 

Avete intenzione di lavorare su scelte stilistiche nuove per i prossimi lavori o siete una band che non ama "pianificare" e si affida all'ispirazione?

GORAATH:   Personalmente trovo l’idea di dover lavorare su una cosa come lo stile abbastanza raccapricciante. Per noi è tutto molto più spontaneo nel senso che sono la crescita della nostra sensibilità e delle nostre capacità tecniche e di composizione a tracciare le direzioni su cui si muove una composizione e non idee preordinate. Parlando a livello batteristico sfioro addirittura l’estremismo in questo frangente, cerco spesso di non pensare a quello che dovrò suonare l’istante dopo, ma di suonare come attingendo da un flusso preesistente e in qualche modo imprevedibile, anche se sempre simile a se stesso.

 

 

State già lavorando ad un nuovo disco? Come si svolge nella vostra band il processo di composizione?

GORAATH:   La risposta è si, un nuovo disco è già in lavorazione e abbiamo davanti un buon ventaglio di pezzi sia dal punto di vista della quantità che, a mia opinione, della qualità. Per ora comunque vogliamo fare in modo che gli Stormcrow e Disposition To Tyranny acquisiscano un grado di visibilità superiore, crediamo nella nostra  musica e vogliamo che giri il più possibile. Proprio con questo obiettivo abbiamo da poco pubblicato online il nostro nuovo sito internet www.stormcrow.it, un blog e allo stesso tempo un sito dove le persone potranno seguire l’attività della band, ascoltare i nostri pezzi e visitare le gallerie di foto e video dove troveranno numerosi frammenti dal mondo delle pareti di roccia e dei ghiacciai. Il processo di composizione nella nostra band ha inizio normalmente da un’idea di un singolo, un embrione che funge da matrice per la crescita della canzone a livello strumentale. L’ultimo passaggio è di solito la creazione dei testi e dei cantati che possono così beneficiare della struttura solida del brano già formato.

 

 

Quali sono le band e le esperienze che vi hanno più influenzato dal punto di vista musicale?

ZEDAR: Tra le nostre influenze conscie spiccano indubbiamente quei gruppi, come Dissection, Sacramentum e Keep of Kalessin, che hanno cercato di evolvere il genere con l'inserimento della tecnica musicale nelle proprie composizioni, ma senza scadere nella sindrome del „guitar hero“ dove la capacità di suonare viene posta davanti a tutto e tutti. Il nostro obiettivo è quello di rendere la tecnica qualcosa di funzionale all'espressione delle nostre idee e composizioni e non l'elemento prevalente e ossessivamente predominante della nostra musica. Ho parlato di influenze conscie perché insieme a queste ritengo siano molto importanti quelle inconscie che derivano proprio dalla musica che ogni musicista ascolta, per quanto lontana possa sembrare da quello che poi suona, ma anche dalle esperienze extra musicali: ad esempio, per gli Stormcrow, la communione con la Natura, ed in particolare con la montagna, resta una fonte che per quanto possa sembrare indiretta rispetto alla composizione musicale, in realtà non lo è affatto.

 

 

Avete in programma dei live per questa estate? Cosa ne pensate inoltre del black metal dal vivo? Molti sostengono che non sia la sua dimensione più naturale.

NARCHOST: L'atmosfera di un concerto ha sempre qualcosa di magico, per quanto mi riguarda. E' in questi momenti che la radice “vera” ed “arcaica” di questa forma d'arte si sviluppa appieno, e non importa quanto essa sia vicina a cio' che si puo' trovare sul disco. Personalmente, non ho mai guardato alla dimensione live come al luogo dove poter semplicemente ri-presentare al pubblico la propria musica il piu’ fedelmente possibile all'originale, essendo questo qualcosa di chiaramente irrealizzabile in linea di principio. Sarebbe come tentare di trovare due fili d'erba identici. In questo senso, il live per noi Stormcrow assume sicuramente un valore aggiunto, che è dato dalla ricerca del superamento, e non dell'eguagliamento dell'opera registrata: mirare a creare qualcosa che, pur partendo da essa, si sviluppi poi comunque nel solco specifico della propria “differenza”, e attraverso di essa, vada al di la' dell'opera originale, ogni volta, di nuovo... Come disse un amico tempo fa, si parte sempre dalle proprie rovine, per gettarsi oltre...

 

 

Siete sulla scena da numerosi anni, cosa ne pensate della situazione attuale del metal in Italia? Pensate che l'interesse sia più alto? Ci sono band che stimate?

ZEDAR: Purtroppo l'Italia, a differenza di molti altri paesi europei, non ha mai avuto una grande dedizione alla scena underground. Gli unici concerti in grado di muovere un pò di gente, nel mondo dell'estremo, sono quelli dei grandi vecchi, affermati e inossidabili (o quasi). Sono pochi quelli che ancora vogliono andare ad un concerto a sentire un nuovo gruppo per valutarne le capacità; prima si deve aspettare che sia lodato ed incensato sulle diverse riviste e webzine di turno e che, dopo una triste gavetta fatta di locali mezzi vuoti, approdi finalmente a suonare con qualche nome più conosciuto... Altro aspetto piuttosto avvilente è quello che un disco autoprodotto viene scartato a priori rispetto ad uno prodotto da una label quando è ormai un dato di fatto che anche la maggior parte delle bands sotto major sono costrette a finanziarsi le registrazioni e, spesso, anche la promozione. Fortunatamente, da quello che abbiamo visto in questi ultimi periodi, la cosa sembra stia leggermente cambiando: un pò l'ascoltatore di metal estremo inizia a rendersi conto che il mercato musicale non è più quello di qualche anno fa e con la possibilità di poter reperire on-line i dischi, la curiosità di sentire poi quegli stessi gruppi dal vivo aumenta.

Questo dovrebbe essere il processo di un nuovo modo di ascoltare la musica, conoscere attraverso internet, apprezzare su CD (la perdita della capacità di distinguere la qualità di un pezzo in formato CD da uno in mp3 è una delle conseguenze più decadenti di questo sistema) e godere dello spettacolo della musica dal vivo. Ed è proprio dal vivo che bands come Nefarium, Antropofagus e Hour of Penance danno il meglio di sè... se ne avete l'occasione andate a vederli!

 

 

Grazie mille ragazzi, è l'ora dei saluti! Vi lascio questo spazio per salutare i nostri lettori e dire ciò che volete.

 Grazie a voi e un saluto ai lettori di Alone Music, vorrei chiudere con una parte del testo di  Kingdom of Vertical, il primo singolo di Disposition To Tyranny:

 

“In this place of white and death,

of black and beginning,

the fury has come.

I fall in this wide cosmic vortex

as I let my humanity behind me,

as known stars and galaxies…”