THE FROZEN AUTUMN
a cura di: Princess Vampire
2012-08-02

 A pochi mesi dall'uscita del nuovo album "Chirality" i Frozen Autumn, formazione cult della scena darkwave italiana, rivelano ad Alone Music tutti i risvolti della genesi del disco e ci parlano dei loro progetti futuri. Partiamo dal titolo dell’album, “Chirality”, che gioca con il concetto di “uguale ma opposto, simile eppure diverso”: a cosa si riferisce questo concetto di “immagine speculare”? E’ una metafora dell’uguaglianza/differenza tra gli esseri umani o una condizione nella quale vi sentite in qualità di artisti, “uguali” agli altri solo in apparenza?
The Frozen Autumn: E` una metafora dell' identitá solo apparente, della compatibilitá ingannevole fra esseri umani, riferita anche a situazioni e stati d'animo, ma no, non abbiamo pensato di riferirlo alla contrapposizione artisti/non artisti.
Nel videoclip della titletrack gli scacchi si rifanno a questo concetto, con il loro contrasto speculare bianco/nero?
TFA: Sí, proprio cosí. E in piú, trattandosi di un gioco che é l'allegoria di una battaglia fra due eserciti, trasmette anche il senso di una certa conflittualitá.
L’aspetto grafico, come spesso accade per i vostri lavori, presenta un’immagine evanescente e “sfocata”: a cosa è dovuta la vostra predilezione per questo tipo di visioni?
TFA: Sicuramente è stato cosí per Chirality, ma per esempio non lo è stato affatto per il 10" Rallentears che ne era l'anticipazione, anche se in entrambi casi le grafiche le ha fatte Diego. In questo caso le grafiche volevano sottolineare l'ineffabilitá del concetto di fondo, la difficoltá di mettere a fuoco uno stato d'animo o a capire chi si è veramente quando si è in preda ad emozioni...chirali.
I Frozen Autumn sono una band che ha ormai sviluppato un suo stile inconfondibile, nelle voci e negli arrangiamenti, sempre fedele a se stesso ma in questo nuovo album più marcatamente personale e ancora più indipendente rispetto alle influenze delle band storiche del genere synth e darkwave. Siete d’accordo e se sì, cosa vi ha portato e ispirato a questa ulteriore maturazione artistica?
TFA: Ci sentiamo di essere d'accordo con la tua osservazione che per noi è l'espressione di un grande traguardo stilistico: per questo ti ringraziamo. Quello che tecnicamente ci ha portati a questa maturazione è la continuata pratica musicale in sé, gli anni passati a sperimentare sui synth. Poi l'ispirazione in sé, a livello emotivo, è arrivata da una serie di accadimenti occorsi nelle nostre vite. Non ultimi, i diversi spostamenti di cittá in cittá.
Nelle liriche dei brani, sempre molto emozionali, si nota un parallelismo tra stato d'animo interiore e visioni esterne – nelle immagini di tempesta di “Before The Storm” o nella quiete intergalattica di “Sidereal Solitude”, ma anche nella figura misteriosa nella foresta di “Breathtaking Beauty”, che ricorda un po' nel testo “A Forest” dei Cure. Cosa vi ispira nella composizione dei testi, potete dire, considerando anche la scelta del vostro nome, che il vostro immaginario sia legato a talune manifestazioni o ambientazioni naturali?
TFA: Sí, sicuramente. Questo è un tema ricorrente nella nostra produzione, guarda anche "Polar Plateau", "Emotional Screening Device", "Silence Is Talking", "Outside The Line" ecc. ecc. Certi paesaggi, o visioni di paesaggi ipoteci o immaginari ("Visionary Landscapes" album che abbiamo fatto a nome Static Movement, non ha quel titolo per caso) stimolano molto la nostra fantasia e diventano poi metafore per qualcos'altro: stati d'animo, auspici, speranze, vie d'uscita.
Siete, in generale, una band che comunica nelle immagini proposte, nei testi e nei suoni ricchi e onirici un'idea di romanticismo: vi sentite dei “romantici” e oltre alla musica c'è qualche altra forma d'arte che vi ispira? Quali pittori, scrittori o poeti fanno parte del vostro universo?
TFA: In un certo senso sí, e in generale ci ispirano tutte le arti figurative vecchie e nuove ma fare un elenco di artisti in questo senso sarebbe un'impresa ardua...
Ci parlereste della nascita dell’etichetta Calembour Records e dei suoi progetti?
Froxeanne: Ho fondato la Calembour Records due anni fa, mossa dalla volontá di stampare autonomamente i lavori di TFA.
Da subito, fra le mie conoscenze, si è formata la volontá di volerne fare parte, quindi ho iniziato a mettere sotto contratto anche altri artisti. Due mesi fa ho fatto uscire il nuovo album di Femina Faber "Amplexum Mentis" e la ristampa del nostro vecchio album "Emotional Screening Device". Per l'autunno faró uscire il nuovo album degli Hidden Place e quanto prima l'album di Nabla Operator, progetto solista del nostro tastierista Mirco Dean alias The Count. Ovviamente anche altre cose bollono in pentola, ma è ancora presto per parlarne. Calembour Records comunque vuole essere una realtá discografica indipendente dedicata agli artisti italiani di base elettronica e/o wave, in modo da contribuire a diffondere un sound molto peculiare e che in molti devono ancora scoprire. Comunque tutte le produzioni sono elencate qui: www.calembourrecords.com/works.htm
 Ultima domanda: siete una band con un’immagine molto affascinante e particolare: nella vostra estetica spiccano i capelli cotonati, tipici delle darkwave bands soprattutto negli anni ’80 e ’90, il look molto essenziale e androgino, il trucco. Cosa vi ispira nell’immagine e quale ruolo pensate che abbia nel vostro messaggio artistico?
TFA: L'immagine è importante, ne è la prova che amiamo fare i videoclip. Dopodiché l'immagine non è tutto e a suo sostegno deve esserci della buona musica. Il fatto di aver scelto questo e non un altro look è perché esso appartiene a noi quanto alla musica che facciamo e a quella a cui rifacciamo.