Femina Faber
a cura di: Princess Vampire
2012-12-22

"Amplexum Mentis" è il titolo del nuovo album di Femina Faber, nome d'arte della vocalist e musicista Paola Bianchi, abilissima nel creare atmosfere suggestive e intense e nel saper mixare synth ed elettronica con eterei e accorati vocalizzi, il tutto caratterizzato dall'uso del latino per le liriche dei brani, che conferisce un tono solenne e arcano alla musica di questa talentuosa e originale artista. Ciao Paola, benvenuta su Alone Music. Ti va di parlarci di come è nato il progetto Femina Faber? A quali artisti ti sei ispirata e a cosa è dovuta la scelta del tuo suggestivo nome d'arte?
FF: Ciao Maria Rita e grazie per avermi ospitata. Il progetto FF nasce dall'idea di coniugare due aspetti della musica che più mi piacciono, ossia suoni industrial sintetici e ambient alla musicalità della lingua latina,da qui il nome che tradotto letteralmente significa "La Fabbricante"; sicuramente nella mia musica si sentono diverse influenze dall’elettronica trip hop alla dark music ma anche ambient ed experimental wave, ma non mi sono mai ispirata a nessuno in particolare perchè non è un aspetto a cui dò importanza durante il processo creativo. La mia evoluzione artistica e musicale mi ha portata ad oggi alla realizzazione dei brani contenuti nell' album "Amplexum Mentis", in cui confluiscono sicuramente tutte le mie esperienze in ambito concertistico e tutte le collaborazioni musicali intraprese sinora, tanto che l'arrangiamento intero è stato affidato a Fausto Balbo, con cui collaboro da tempo. Il sapiente intuito di Froxeanne, con cui si è creta da subito una splendida sinergia, ha reso possibile la pubblicazione da parte della label Calembour Records (Audioglobe) l'etichetta dei The Frozen Autumn.
Una delle peculiarità che caratterizzano la tua proposta artistica è l'uso esclusivo della lingua latina per le liriche. Quali sono le ragioni che ti hanno portata ad utilizzarla e come sono iniziati per te lo studio e la passione per questo idioma?
FF: La passione per questa lingua come mezzo espressivo musicale è nato dallo studio della musica antica ed in particolare del canto gregoriano; da qui la scelta di utilizzarla per tutte le mie composizioni perchè prima di tutto è la lingua che preferisco cantare e poi perchè trovo che sia molto evocativa e offra molteplici sfumature.
Le sonorità di stampo minimal e industriale creano un profondo contrasto con la lingua antica e musicale che utilizzi per i testi: cosa vuoi comunicare con questa affascinante dicotomia?
FF: Che poli apparentemente opposti si possono attrarre? Che anche ciò che non è sempre immediato lo può diventare? Non saprei: in realtà io non sento tutto questo contrasto anche perchè l'arrangiamento musicale è stato creato proprio intorno al testo e alla voce, forse parlerei piuttosto di due accostamenti magari non proprio scontati ma che in realtà si fondono tra di loro in un ideale connubio tra la voce col suo denso flusso armonico e gli altri strumenti - elettronici e non - ; ho scelto di puntare sulla ricerca sonora, attraverso l’utilizzo della mia voce come centro di attrazione/repulsione gravitazionale di una nebulosa di bitcrash e puntillistiche sequenze sintetiche, con l’obiettivo di ottenere uno stile unico e innovativo rispetto a una mera giustapposizione di una voce su delle basi elettroniche.
Ci racconteresti come prende vita un tuo brano?
FF:  Certo, prima di tutto da un testo che posso aver scritto in diversi momenti della mia vita, poi in un istante la folgorazione, questo testo prende anche un senso musicale nella mia testa, butto giù una bozza, e solo in seguito, dopo averlo analizzato e sviscerato in tutte le sue forme musicali possibili prende la sua direzione...solo quando raggiunge la sua completa potenzialità espressiva allora è pronto per essere pubblicato e cantato dal vivo.
A cosa è ispirata l'enigmatica cover di “Amplexum Mentis”?
FF: Bisognerebbe chiederlo all'autore! :) Ho scelto, insieme a Froxeanne, l'autrice del lavoro di booklet di AM, la foto Isola di Pier Giorgio De Pinto, prima di tutto perchè lo ammiro come artista e stimo profondamente il suo lavoro, poi perchè credo che questa immagine ben rappresenti uno degli aspetti fondamentali contenuti in AM, ossia di qualcosa che se osservato da differenti punti di vista può assumere molteplici significati.
Il titolo del tuo nuovo album, così come il testo della titletrack, suggerisce un legame sensuale che passa attraverso l'identità di pensiero. Come sono nate queste parole?
FF: Il tema dell'album è l'amore rivolto non solo a una persona fisica ma come sentimento universale, da qui il titolo completo "Amplexum Mentis: ut cosmo concordent voces" (Abbraccio Mentale: al cosmo si accordi la voce); ho scelto queste parole perchè mi piace pensare che le vibrazioni delle corde vocali vengano sollecitate non da un movimento meccancio ma dalle emozioni e sensazioni che scaturiscono da un profondo "abbraccio" con il cosmo.
Come vivi la dimensione live e come hai curato la trasposizione dal vivo delle tue nuove composizioni?
F: Ho sempre prestato molta attenzione al momento del live perchè considero l'incontro con il pubblico come qualcosa di molto importante e da curare in tutti i suoi aspetti, per cui mi piace di volta in volta affrontare situazioni e set differenti... i brani dell'album "Amplexum Mentis" possono essere proposti sia in contesti più raccolti e meditativi in versione acustica con solo arpa e voce, oppure anche col set completo di arrangiamento elettronico curato da Fausto Balbo con i visual a cura di Pier Giorgio De Pinto, come recentemente avvenuto al Centro Di Arte Contemporanea Ticinense di Bellinzona CH.