Airway
a cura di: Ana
2013-02-14

 

Il 9 febbraio 2013 abbiamo incontrato gli Airway, prima del concerto al Bierbauch di Cologne (BS).

 

 

Per iniziare, rompiamo il ghiaccio. A turno scegliete  uno degli altri componenti e presentatecelo. 

Sandro: Io presento Izzy! È l’ultimo arrivato, 5 anni fa. Artisticamente parlando è un chitarrista poco tradizionale e nerd. Nerd nel senso che vuole conoscere lo strumento a fondo: le sonorità, l’amplificazione, tutto; poco tradizionale nel senso che conosce la tecnica, ma sa anche che questa non è indispensabile. Caratterialmente, invece, è una persona buona, ma anche permalosa e incostante. Ha dedizione per ciò in cui crede.  

 

Izzi: Beh, io per non fare lo scambio, descrivo Ale. Ale è un artista a tutti gli effetti. Con la batteria esprime solo parte del suo vero essere, non tutto ciò che realmente è e sente. Io e lui abbiamo un feeling altissimo; caratterialmente è educato, ogni tanto ha dei picchi di bontà e un gran senso della compagnia. Può darsi anche che, perché magari ha avuto una giornata strana, si chiuda nel suo mondo e, magari, può succedere qualcosa, e lui ritorna quello che era prima. Voto: 8.

 

Ale: beh, io faccio Valerio allora! È una persona complicata.  Offende spesso [speriamo che sia una battuta], ma in un modo o nell’altro andiamo sempre d’accordo. È una persona particolare, riesce sempre a stupirti in un modo o nell’altro. Ha delle doti melodiche, riesce a raggruppare le idee e a ordinarle. 

 

Valerio: Manca solo Sandro. Lui è il più “vecchio” dei membri, sia come età che come tempo passato nella band. E’ una persona importante, perché è l’autore dei nostri testi. Oltre a questo, però, fa anche da collante, ci tiene uniti. E’ molto sociale, e si trova bene con le persone. Nella musica ci mette molto impegno e dedizione. 

 

 

Bene, ora che sappiamo chi siete voi in persona, fateci un riassunto della storia della band! Dagli inizi a oggi.

Gli Airway nascono ufficialmente nel 2005 e fino ad adesso abbiamo rilasciato 2 EP e 3 album: “Light House” (EP),  “Faded Lights”, “Respira”, “L’urlo” (EP) e, l’ultimo uscito, “Questa Notte Non Sono Morto”.  Agli inizi eravamo solo io (Sandro) e Valerio, con un altro batterista e un altro nome. Poi, dal 2008 abbiamo aggiunto il quarto componente. Dagli inizi a ora abbiamo fatto due tour europei e abbiamo aperto diverse band di alto rango, sia italiane che estere. Musicalmente parlando, siamo una band che cambia spesso le sonorità, ci evolviamo man mano. E ci troviamo molto meglio nei live.

 

 

Parlando di live: la musica si trova in un clima orrendo: invidia e odio tra persone che dovrebbero aiutarsi. Voi come vivete questa situazione?

Parlando de “la scena” cerchiamo di starne fuori, di non parlare male degli altri, di comportarci bene e più professionalmente possibile. 

 

 

E ora, parlateci dell’ ultimo album uscito, che siete qui stasera a presentare.

Stasera presentiamo “Questa Notte Non Sono Morto” l’ultimo album, e il più maturo.  E’ diviso in due parti: una parte rappresenta il “buio” e una “la luce”. Rappresenta un tunnel buio, dove però c’è sempre un barlume di speranza: la luce che c’è al fondo. Ecco, questo album non parla solo della luce in fondo, ma anche di tutto il buio, del tunnel che devi percorrere per arrivare alla luce. 

 

 

Per ultimo, parlateci del tour che state facendo: prime impressioni, aspettative.

 

Quella di stasera a Brescia è solo la quarta data di un tour che durerà un paio di anni. Fin ora ci siamo solo resi conto del peggioramento della situazione della musica live: ad esempio, ci hanno chiesto sei noi avevamo i microfoni. Dopo 5 album e 2 tour europei, mi aspetto che il locale dove suono me li dia i microfoni. [stendiamo un velo pietoso].  Ma visto che ormai non si comprano più neanche i dischi, noi puntiamo sui concerti per farci conoscere. Cerchiamo di essere fisicamente ovunque, di arrivare in ogni posto.  Le aspettative sono alte, ma la situazione della musica italiana alternativa è veramente brutta: non come pubblico eh, ma come gestione. Non c’è più voglia di far conoscere le band emergenti, non c’è più interesse nell’ascoltare la musica nuova.

 

 

Un saluto ai lettori di Alone Music?

Non è molto originale, però vi ringrazio per il tempo. E a chi sta leggendo chiedo di venirci a sentire live e se non volete ascoltare per 38 minuti un disco, mettendoci attenzione, non fatelo proprio. 

 

Ringraziamo tanto anche noi la band e speriamo che mantengano la promessa di tornare dalle nostre parti in primavera! Nel frattempo andate a sentire voi, per noi.