AMORPHIS
a cura di: Vale
2013-04-22

 

In occasione dell'uscita di "Circle", rilasciato ufficialmente il 19 aprile in Europa, abbiamo pensato bene di blastare Tomi Koivusaari degli Amorphis con le nostre acute domandine, anche per avere una piccola anteprima del tour mondiale 2013/2014.

 

 

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AM: Partiamo da zero: puoi dirci qualcosa sul titolo? C’è dietro un concetto specifico?

TK: Per me può avere molti significati diversi. Come anche per i testi, penso sia meglio interpretare e immaginare a modo proprio, così diventa tutto più personale senza che qualcuno stia lì a spiegartelo troppo. Siamo stati tanto a ponderare quale titolo rappresentasse meglio l’album, la musica e la storia di fondo. “Circle” ci sembrava una buona opzione perché può rappresentare cose diverse in tanti modi. Può essere il cerchio dell’uomo, la luna, il ciclo della vita, il ciclo del giorno, anche il cd o il vinile stesso. Il protagonista della storia portante ha sempre avuto cattiva sorte sin dalla nascita. Si è sempre sentito emarginato e solo grazie ad un incidente, dopo una crisi, è riuscito finalmente a trovare un nesso con i suoi poteri innati. La vicenda è incentrata sulla sopravvivenza…

 

AM: Ho dato un’occhiata all’artwork ed è piuttosto curioso! Potresti spiegarci un’attimo di cosa si tratta, tanto per chiarirci le idee? Inoltre, quel simbolo sulla mano destra del soggetto ha un significato nella mitologia nordica? Sembra che vi piacciano particolarmente i temi epici e folkloristici dato che ricorrono spessissimo nelle vostre canzoni…

TK: I crediti vanno a Tom Baits che ha realizzato la copertina. Gli abbiamo dato qualche dritta su cosa inserire e gli abbiamo spiegato un po’ il concetto. Già dai lavori precedenti avevamo notato qualche elemento interessante nel suo stile, perciò stavolta abbiamo deciso di lavorare con lui. La cover descrive perfettamente il mood che c’è nell’album, poi ha dei colori e dei toni magnifici… Personalmente credo sia comunque più importante il fatto che la copertina rispecchi lo spirito musicale del disco. Non deve per forza andare a braccetto con la storia portante.
L’episodio principale ha luogo tra il tramonto e l’alba del giorno dopo, e la donna sarebbe la guida che sopraggiunge in aiuto del protagonista. A dire il vero nella storia la guida è, e rimane, un lui – non lei. Tuttavia sulla cover non volevamo un uomo. Il nostro cantante Tomi J. propose di metterci una figura androgina, ma Tom notò giustamente che la gente, confusa dall’aspetto indefinito, avrebbe potuto dubitare della sua competenza professionale, così abbiamo scelto infine una figura femminile. Inoltre volevamo includere qualcosa che avesse a che fare col Kalevala, ovvero quel vecchio simbolo che rappresenta, diciamo, la continuità della vita. Compare anche in “Elegy” e nell’EP “My Kantele”. I temi epici e folk sono naturalmente parte integrante della nostra musica.

 

AM: Quanto ci avete messo a scrivere i pezzi e a registrarli? Vi siete divertiti?

TK: Nel complesso direi un anno intero, considerando dal primo giorno in cui abbiamo cominciato a lavorare sulle nuove canzoni fino alla data di pubblicazione. Sta di fatto che molto materiale era stato già composto prima, un po’ per volta a casa nostra. È sempre bello iniziare a registrare per un nuovo disco, ma allo stesso tempo è anche uno stress perché cominci a pensare sempre e solo a quello, ti ci tuffi dentro completamente. Al momento non possiamo fare altro che aspettare impazientemente il tour e comunque è molto interessante vedere cosa ne pensano i fan. Già abbiamo avuto un po’ di feedback positivo…

 

AM: Dicci qualcosa sul riff preferito della band in “Circle”…

TK: Hmmmm, il riff migliore…Onestamente credo ci siano più riff in questo album che negli ultimi tre messi insieme! Se dovessi scegliere, direi che il riff iniziale di “Shades Of Grey” è abbastanza carino da suonare. Nel corso della nostra carriera abbiamo fatto per lo più  canzoni basate  sulla melodia piuttosto che sui riff.

 

AM: Com’è stato collaborare con Peter Tägtgren (Hypocrisy, PAIN) in veste di produttore? Certamente viene considerato da tutti come un musicista molto aperto di mente, ma in termini di controllo creativo sul vostro stile e sulla vostra musica avete potuto lavorare come d’abitudine o è cambiato qualcosa?

TK: Con lui abbiamo in comune un’esperienza molto simile legata alla scena musicale, e penso che come produttore possiamo benissimo rispettarlo dal momento che lui rispetta le nostre idee e il nostro modo di gestire le cose. Ha anche contribuito mettendo in gioco le sue conoscenze in fatto di chitarre heavy e sound più “lugubri”. Ci siamo divertiti molto. Abbiamo anche gli stessi gusti musicali e siamo d’accordo su come certe cose debbano essere fatte, infatti non ha avuto granchè da ridire né sui nostri arrangiamenti né su come intendevamo suonarli. Praticamente era lì per pulirci il culo quando eravamo stanchi e controllava che tutto fosse a posto. Inoltre ha fatto un ottimo lavoro col sound, ha avuto buone idee su come registrare certi pezzi, ha reso tutto un po’ più aggressivo e pesante. Con la produzione vocale ha avuto filo da torcere, probabilmente perché è la parte più delicata della realizzazione di un album.

 

AM: Ma perché proprio Peter?

TK: Lo conosciamo da decenni… La prima volta che l’abbiamo incontrato fu nel 94-95 quando andammo in tour con gli Hypocrisy e condividemmo lo stesso tourbus. Già allora parlammo del fatto che avrebbe potuto collaborare come nostro produttore in futuro. Poi ci siamo rivisti ogni tanto in tour, ai festival ecc…Quando ci siamo resi conto di voler cambiare un po’, abbiamo pensato a qualche altro produttore e lui è stato il primo che ci è venuto in mente. E stata proprio la scelta giusta dopotutto, con lui abbiamo lavorato tranquillamente e il risultato è fantastico.

 

AM: Hanno partecipato altri artisti in questo nuovo disco?

TK: Sì, Sakari Kukko (Piirpauke) suona il flauto e il sassofono in qualche canzone e Mari M ha registrato qualche backing vocal femminile. Tutti e due sono stati anche ospiti in live session durante il nostro tour acustico in Finlandia lo scorso anno. Sakari aveva già suonato con noi in “Tuonela” e “Am Universum”.

 

AM: Dunque, tornando un attimo indietro nel '92, quanto pensate sia diffrente quest’ultimo album in confronto agli altri? Lo trovate più “tagliente”?

TK: Beh è più maturo, ovviamente. Ogni album che abbiamo fatto è stato a suo tempo un punto di riferimento, una pietra miliare per noi. Sarebbe strano fare sempre la stessa roba nella stessa maniera anno dopo anno, ma in ogni caso si ritrovano in “Circle” alcuni elementi base già presenti per esempio in “Karelian Isthmus”. C’è da dire che l’intero panorama musicale è diventato molto più psichedelico e, per così dire, “3D”. Naturalmente la tecnica, gli impianti, gli strumenti e la registrazione stessa si sono evoluti molto negli ultimi vent’anni. In realtà se prendessi in considerazione tutti questi aspetti troverei più analogie adesso che in tutti gli album degli anni passati!

 

AM: Come sapete certi gruppi sono molto sensibili rispetto all’opinione dei loro ascoltatori, mentre altri se ne fregano altamente. A questo punto della vostra carriera quanto può farvi paura un feedback negativo da parte dei fan? Vi preoccupa il fatto di poterli deludere?

TK: In primis abbiamo sempre fatto musica per noi stessi, in modo da dare vita continuamente un qualcosa di fresco e coinvolgente. Così sei anche più onesto con i fan che probabilmente ti hanno sempre supportato per la musica che scegli di fare e per come la fai. Se sono completamente soddisfatto e contento io stesso del prodotto finale, non me ne importa molto delle critiche. Tuttavia è interessante vedere le diverse reazioni del pubblico - senza offesa per i fan-, anche perché dopotutto è per loro che siamo quel che siamo. Rimane comunque molto difficile soddisfare appieno gli altri, ergo meglio fidarsi dei propri istinti. Questa è gran parte della nostra vita da 23 anni ormai…

 

AM: E ora passiamo ai live! Quest’estate sarete in parecchi festival e avete già pianificato il tour mondiale, che tra l’altro include una data a Milano per il prossimo novembre. Vi siete prefissi qualche obiettivo particolare per queste nuove venues? Avete intenzione di aggiornare le live playlists con del nuovo materiale o terrete la maggior parte dei vecchi pezzi forti?

TK: Sì, sarà fantastico suonare di nuovo a Milano! Il tour ci impegnerà molto sia quest’anno che quello a venire. Dopo i festival estivi cominceremo in autunno i concerti in Europa, Russia, Sud America, Australia, Giappone, e così via fino all’anno prossimo. Comunque non abbiamo dato ancora conferme, forse protremmo farci anche un altro giro in Europa…
Certamente rinfrescheremo le scalette con la roba nuova. Putroppo sta diventando sempre più difficile decidere quali canzoni escludere perché ci portiamo dietro un florido repertorio e vorremmo tanto poter suonare sempre tutto. Includeremo però solo pochi pezzi di “Circle” a meno che non ci venga voglia di cambiare qualcosa nelle playlist durante il tour, mentre invece presenteremo esclusivamente i pezzi del nuovo disco al party d’innaugurazione che terremo a Helsinki tra un paio di settimane. Sarà una buona occasione per vedere quali rendono meglio dal vivo. Penso che abbiano tutti del potenziale.

 

AM: Avete in programma delle date in posti dove non avete mai suonato prima d’ora?

TK: Sì, in Australia per esempio, sarà per noi la prima volta in assoluto liggiù. Non vediamo l’ora! Andremo anche a Tel Aviv in Israele il 19.04, ossìa il giorno in cui uscirà l’album. Anche lì non ci siamo mai stati. Sarà interessante.

 

AM: Ultime due domande, a.k.a. le più strambe:

Se potessi esibirti con qualcuno, sia questi morto, vivo o inattivo, chi sarebbe e per quale motivo.

TK: Pink Floyd. Mi piacerebbe sentirmi in qualche modo partecipe della grandezza e della gloria che hanno avuto.

 

AM: Tre parole per descrivere gli Amorphis.

TK: Malinconia, natura e notte. Queste mi sono venute subito in mente :)

 

AM: Ok, la nostra intervista finisce qui e ringraziamo Tomi per il suo tempo. Ci vediamo in tour ragazzi, in bocca al lupo da parte della webzine e non vediamo l’ora di avervi qui in Italia! Keep on rocking!

TK: Grazie a voi per l’intervista! Ci vediamo in Italia, cheers! 

 

 

 

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AM: Let’s start from scratch: What can you tell us about the title? Is there a specific concept behind that?

TK: To me it can have different meanings. As what comes to lyrics, I think it is best if you can make your own pictures about them, then they'll become more personal, than if someone's explaining those too much for you. We were thinking a lot which title would represent best for whole album, music and the story. Circle was good option because it seemed to represent it in many ways. It can be wise-men's circle, the moon, circle of life, circle of day, or just the cd or vinyl itself. Story is about protagonist, who has been dealt a bad hand at birth. He’s always felt himself an outsider. Through an accident, after a crisis, he finds a connection with his inner powers. It is a story of survival…


AM: I had a look at the artwork and it’s quite curious! Could you explain it a little bit, just to clear up our minds? Also, has that symbol on the right hand a particular meaning in northern mythology? You guys seem to dig epic/folk themes, since they recur pretty often in your songs...

TK: Credits about style goes to Tom Baits, who draw/painted the cover. We gave him some ideas what there could be and opened album's concept for him. I think there is some of that style in his previous works, that's why we wanted to work with him this time. The cover represents well the mood what's on the album, great colors and it's tones. Most important thing to me personally is that cover fits the musical mood of the record. It doesn't have to be necessarily walk by hand in hand with story. Story happens from dusk til dawn -time, and that lady is the guide who came to help the main-character on album's story. At story that guide is he, not she, but we didn't want to put some guy to our cover. Our singer Tomi suggested that well maybe it could be androgynous in cover, but artist said then everybody are wondering if artist was incompetent, if you don't recognize if it is she or he. So we got woman there now, which is nice. Also we wanted to keep some thing which is still related to Kalevala, that symbol is an old Kalevala-symbol and represents pretty much like continuing of life. We had same symbol in our Elegy album and My Kantele EP too. Epic and folk themes just feels natural to being part of  our music.

 

AM: How long did songwriting and recording take? Was it fun?

TK: I could say whole process lasted 1 year from a day we started to check the new songs for the day it will be released. Of course most of compositions were happening earlier than that, little by little at our homes. It is always fun to start with new songs and making a record, but at same time it is kind of stress. The process is going on in your head all the time someway, and you're so  deep in it. But now there's nothing we can do more, just waiting eagerly to get our asses on tour, and of course it is interesting times to hear what our fans are liking about it. We have get some feedback already and it's been very positive.

 

AM: Give us a hint on what’s the best riff in “Circle” according to the band itself…

TK: Hmmmm, best riff.. Actually I think there is more actual riffs on this album than on last three all together! If I have to choose some riff I'd say Shades of Gray's opening riff is fun to play at least. There is lot of songs in our career which are more based on melody than riffs.

AM: How was it to collaborate with Peter Tägtgren (Hypocrisy, PAIN) as producer? I guess he’s clearly an open-minded musician to everyone really, but in terms of creative control over your own music and style, have you had the chance to work as you’re used to or has it actually altered anything?

TK:  We are sharing quite same experience from this whole scene, and we can respect him as producer, as I think he respects our ideas and ways to work. He also bring the table he's knowledge about heavy guitar sounds and darker sound overall. We had good fun together. We also are sharing pretty much same kind of  taste of music and how things need to be done. He didn't have that much to say about our compositions or arrangements or how we wanted to play them. We are quite sure what and how we want to play songs. He was there to wipe our asses when we were tired and checking that everything goes how it should. Also he did great job on sound-wise, he had great ideas how to record certain things and made everything heavier and darker. On vocal producing he worked hard, it is always probably most sensitive part of recordings.

AM: Anyway, how come just Peter?

TK: We have known Peter for decades, first time we got to know him when we toured together and shared tour bus with Hypocrisy back in 94-95. We already had some chat if he could record and produce us in future maybe. We have seen each other  once in a while on tours, festivals and so on. This time we needed a change as well, and when we started to think about producer, Peter was one of the first ideas we had.  It was definitely the right choice, it was relaxed to work with him, and result sounds awesome.

AM: Are other artists participating?

TK: There is 2 guests on record, Sakari Kukko (Piirpauke) is playing some Flute and saxophone on few tracks and Mari M is singing some female backing vocals. They both were guesting our acoustic tour in concert-halls which we did last year here in Finland. Sakari was also playing on Tuonela and Am Universum albums.

AM: So, thinking back to 1992, how much does this last work differ? Don’t you find it more “edgy”?

TK: Well it's more mature, naturally. I think every album we've made are great landmarks of that time they we're done. It would feel odd to do same kind of stuff with same kind of way to do it album after album, years after years. I still can find those basic elements still on Circle than was on Karelian Isthmus album. The whole soundscape has become more trippy and become more like 3D. Naturally whole technique of equipments and to record has changed ultimately during 20 years. In the matter of fact now when you started compairing these too, I find more similarities than for years from our albums!

AM: You know some groups are pretty sensitive when it comes to fans and listeners’ opinion, but some don’t really care. At this point of your career, to which extent are you guys scared by having a negative feedback from fans? Do you normally mind letting someone down?

TK: We have always made music at first place to please ourselves. That way it keeps freshness and it is fun to do. That way it is also more honest to our fans, which has probably liked what we've been doing and how we have been doing it. If I'm totally satisfied and happy what we have been doing with new album, I don't care that much about critics. But it is very interesting to see what other people like it and their reactions, not to mention our fans, of course after all we are doing this because of them. But you could never please everyone anyway, so it's better to trust our own instincts. This is big part of our lives, has been  for 23 years now.

AM: And now to the live action! You’re heading a whole bunch of festival this summer and then you’ve already planned a world tour, including an italian gig in Milan next november. Any special resolutions for the upcoming dates? Are you refreshing live playlists with the new stuff or do you wish to keep most of the good old pieces?

TK: Yes, it's great to play at Milan again! There will be loads of touring for this year and the next as well. On fall after the summer-festivals we're planning to tour in Europe, Russia, South-America, Australia, Japan, Finland... And continuing next year, still unconfirmed information though, probably second leg in Europe as well. Of course we are refreshing the playlist with new ones, it is harder and harder these days to choose which songs we don't play, we have quite rich back-catalog and we would like to play songs from our whole career. But we will play few songs from Circle for sure, probably changing some of them to different songs from Circle when tour is going on. We will play the new album as a whole at our record-releasing party at Helsinki in couple of weeks, that will be interesting to see which songs work on live the best. I think they are all potential.

AM: Is there a date somewhere you’ve never been before?

TK: There will be Australian tour, that will be first time to us to visit down there. Looking forward to! Also we're going to perform at Tel Aviv in Israel at same date the album comes out, which is 19.4. That will our first time there as well, gonna be interesting.

AM: Last two questions, a.k.a the oddest ones:
If you could perform with anyone in the world, either dead, alive or broke-up, who would it be and why.

TK: That would be with Pink Floyd, would be great to be involved with some greatness they had.

AM: Three words to describe Amorphis.

TK: Melancholy, nature, night. That's first three words came to my mind :)

AM: Ok, I’m done and we want to thank very much Tomi for the time you spent on this interview. See you guys on tour, best wishes from the webzine and we can’t wait for you to come to Italy! Keep on rocking!

TK:Thank you for this interview! See you in Italy,cheers!