Alberto Massaccesi
a cura di: Shifter
2013-07-12

Perchè la musica elettronica ha ancora tantissimo da offrire! Ecco a voi pubblicata quest'oggi l'intervista ad Alberto Massaccesi, giovane artista emergente, musicista, dj, producer e scrittore che si sta facendo strada nell'underground brianzolo, e che sicuramente spazierà verso nuovi orizzonti oltre per la sua originalità, anche per la particolarità del suo genere musicale noise/ambient; a breve ci sarà anche la recensione del suo disco...stay tuned!

Ciao Alberto! Benvenuto in Alone Music webzine! Iniziamo con le domande...com'è nato il tuo progetto noise/ambient e perchè sei passato dal post punk a questo genere musicale così complicato?
Con l'acquisizione di una chitarra rotta di mio fratello, misto alle storie di Raynolds sui Desperate Bicycles e Ordnung. Anzi credo sopratutto per Ordnung. Dovevo preparare un articolo su quella fanzine, il tema erano gli "Idoli"; feci il mio primo singolo "New York Chirurgo is my idol" come allegato. Si quella fu la prima occasione. Ma in realtà, più di tutti, l'inizio reale, fu la ripetuta perdità di lucidità per la disperazione negli anni scorsi. Anni in cui ero all'apice del mio eccentrismo/egotismo.

So che sei facevi Hip Hop come Master of Ceremony, come mai ti sei diretto verso altri generi?

Uno dei miei maestri diceva che l'Hip Hop è uno stato d'animo; è sempre stato quello che mi ha spinto a fare l'mc, una sorta di presa di posizione nei confronti della periferia, per tenere la testa fuori da tutto quanto. Per me non è mai stata una questione di cultura o stile di vita, lo facevo perché mi cresceva dentro e quando ho capito che quello stato d'animo aveva diverse voci: ho sperimentato altri percorsi.

Alberto Massaccesi è uno pseudonimo: a cosa è dovuta la scelta di questo nome?

"Non lo so, vado a vedere" Cit.

Nei tuoi live i suoni e le distorsioni che fai sono fedeli a quelli del disco o molti contano sulla improvvisazione?
No. I live riservano sempre delle differenze enormi e differiscono dal disco per maggiore violenza e impatto emotivo. Le distorsioni non possono che essere maggiori, quasi un grumo di quello presente nel CD. Sono impossibilitato a pensare dal vivo, non c'è editing, solo feeling. Quindi direi che l'improvvisazione è a dir poco inevitabile e del resto, mi piace lasciarmici trasportare.

Che progetti hai per la tua musica? Pensi di aver trovato il genere che ti si addice o continuerai a sperimentarne di nuovi?
Non credo esista un genere per me e il mio progetto noise è, come è di moda adesso, DIY. Di fatto non ha etichetta, distribuzione, chi ne è entrato in possesso o lo ha preso da me o alla fumetteria Cosmicomics di Carugo (CO). Penso di continuare per questa strada, almeno per il noise. Per quanto riguarda i dj set è tutta un'altra storia...

Vuoi parlarci un po’ del tuo disco?
Il disco è suonato con bongos, sax alto e voce. By myself.
Formato da tre tracce, tre storie accadute nelle pagine del mio romanzo mai finito, mai iniziato "il Chirurgo di New York". La prima traccia "New York Angel è nel mio attico a Manhattan. Ha un vestito nero e due ali, io un sax e un martini" è una lotta di seduzione e agonia dell'uomo (lo scrittore del romanzo), e la sua disperata lotta a non sembrare ridicolo agli occhi di quella che è la implacabile protettrice della sua città.
"Ilario King of New York" è un ambient inno a una persona di cui nutro massimo rispetto.
"Marvin non può morire, quel sangue è una biro" è la lama che viene rigirata nella piaga e produce una certa positività nel dolore.
Credo che i generi siano Grind/Noise e Ambient.

Quali sono le band o gli artisti che ascolti maggiormente e che influenzano la tua musica?
Miles Davis e gli Agamotto.

So che hai come altra passione la scrittura...ce ne vuoi parlare un po'?
Non la definirei una passione, è solo una stesura dei fatti, quelli che accadono alla mia "New York Family" e riportati su "Il Chirurgo di New York". Un romanzo mai finito, mai iniziato che si può trovare a frammenti sul mio blog "Contorsione psichica del tutto involontaria". Non mi interessa creare una struttura omogenea, scrivo un pò come mi viene al momento. Di sicuro verrà messo su carta e stampato one day.

Domanda che faccio sempre ma è molto interessante…se potessi viaggiare nel tempo, che periodo sceglieresti e perché?
Avere avuto vent'anni negli '80. Dire ai Gang of Four che è meglio se si fermano al secondo disco "Solid gold". Dire a Miles, abbracciandolo, che non deve dimostrare niente a nessuno e deve occuparsi al più presto della sua salute fisica. Fermarmi a chiacchierare con chi poi ho perso ed ero piccolo ai tempi per farlo.

C'è qualcosa che vorresti dire e nessuno ti ha mai chiesto prima? Se sì sei libero di esprimerlo!
Niente che io risponderei. Non è presunzione ma non riesco a rispondere a tutte le domande che mi si pongono, mi contraddico già quando le pongo a me stesso ma forse, la domanda che vorrei mi si ponesse potrebbe essere: cosa vuoi come dono dall'universo? maggior controllo della mia vita.