ROCK HARD FESTIVAL 2013
a cura di: DeaOrtolani
2013-09-16

 

 

Dove vai se al Rock Hard non ci vai?” così potremmo iniziare commentando l’appena conclusa quarta edizione del Rock Hard Festival che si conferma ancora una volta l’appuntamento imperdibile ed imprescindibile nell’agenda del metallaro italiano visto l’ottimo bill che quest’anno ha spostato la lancetta sulla soglia di nomi come Sodom, Asphyx e Tankard. In barba alla crisi ed ai pensieri monotoni che ci attanagliano ogni giorno, ci siamo riversati nella folla oceanica che ha riempito il Live Club di Trezzo sull’Adda in un sabato caldo che ha visto l’affluenza di gente da tutto lo stivale per riunirsi sotto un unico grido: “birra, divertimento ed ottima musica”.

 

A rompere il ghiaccio è toccato a tre band: gli Agony Face, ottima band death milanese sotto Kingdom Music con il nuovo album "CLX Stormy Quibblings"; gli Asgard , speed-thrash metal da Ferrara, che rompono ogni indugio di fronte ad un centinaio di persone infuocando ben bene il Live Club ormai pronto per i National Suicide che attaccano il pubblico con un thrash tagliente da mozzare le teste con brani come “Let me see your pogo” che gettano nella mischia la voglia di fondersi un tutt’uno con la musica.

 

Ma il gioco inizia a farsi serio con la seconda parte del pomeriggio dove ad impadronirsi del palco sono i Death Mechanism che con AC Wild ed Andy Panigada dei Bulldozer c rispolverano il pezzo “Don’t Trust the Saints” dall’album “Final Separation” e una cover degli intramontabili Motorhead “Fire, Fire” incendiando così gli animi altamente alcolici dei presenti che iniziano a creare disagio sottopalco in un tripudio di headbanging tutto all’italiana.

 

 

Lasciamo da parte la buona educazione e la faccia da bravi ragazzi quando tocca ai Cripple Bastards che tirano fuori il misantropo che è in ognuno di noi. Se non avete tra la vostra collezione “Misantropo a Senso Unico” dovete rimediare assolutamente con la ristampa appena curata da F.O.A.D. Records. Giulio The Bastard, amichevole ed innocente quando è allo stand, sul palco si scatena come non mai con pezzi violenti che hanno reso i Nostri conosciuti nella scena estrema underground.

 

 

Direttamente dal New Jersey e su lidi decisamente più classici del thrash metal sono gli Attacker che regalano un’esibizione degna da festival dove non risparmiano tutta la loro esplosione targata USA. Bobby "Leather Lungs" Lucas  di sicuro ha una presenza scenica che ti resta impressa (giubbotto con borchie e spulsoni ovunque) che amalgama sempre più tutti i fratelli metallari. Da vecchie glorie dei loro primi albumi degli anni ’80 ai pezzi recenti dell’ultimo lavoro “Steel Vengeance”.

 

 

Dai Paesi Confederati passiamo all’Olanda che ci regala una delle band più aggressive degli ultimi venti anni: gli Asphyx. Il combo non ha bisogno di presentazioni tra gli appassionati del genere che si nutrono senza fine della sanguinosa esibizione di Martin e soci, la migliore che la band abbia fatto mai nel nostro Paese. Quindi spazio e pezzi come “Deathammer”, “Asphyx (the Forgotten War)”, “Scorbutics” e la finale “Last one on Earth” giusto per citarne alcune. Usciamo da questa performance, tutti sconvolti e con un torcicollo assurdo a causa di un headbanging che non si appresta a fermarsi.

 

Seguono a ruota i simpatici ma teutonici Tankard che, tra incitamenti a birra e whiskey, riempiono completamente il locale con un flusso di gente che si accalca fino alle prime file e quelli in esubero volano direttamente sopra le teste dei propri compagni. Si apre con “Zombie Attack” in un inverosimile presente di mangia cervelli passando a “Die with a beer in your hand” che ormai è una sorta di dogma per la band ed ogni loro seguace. O si beve o si muore!

 

A chiudere questa giornata, che rimarrà negli annali del Festival troviamo i Sodom che con lacerante professionalità irrompono ormai tra il suono maturo e voglioso di un metal estremo e senza compromessi. La band si presenta sul palco come una sorta di arancia meccanica assassina che spara napalm nelle vene e strizza l’occhio con canzoni come “In War And Pieces”, “Sodomy And Lust” e “M-16″ che ripercorrono a tappe alterne la carriera dei tedeschi. Purtroppo a metà del concerto succede l’imprevedibile con persone che scappano verso la via d’uscita, per ragioni ancora non del tutto note,  in cerca di una boccata d’aria vista l’intossicazione che costringe molti a coprirsi bocca ed occhi.

Al momento in cui si sta scrivendo questo report non si conoscono le cause di questo “incidente” di percorso però siamo dalla parte dell’agenzia che ha organizzato l’evento e tutte le persone presenti che hanno reso possibile un’altra ottima edizione del Rock Hard Festival.

 

 

 

 Running order:

Apertura cancelli – ore 14.30

15.10 – AGONY FACE
15.55 – ASGARD
16.40 – NATIONAL SUICIDE
17.25 – DEATH MECHANISM
18.20 – CRIPPLE BASTARDS
19.25 – ATTACKER
20.35 – ASPHYX
21.55 – TANKARD
23.30 – SODOM