BLIND GUARDIAN
ORPHANED LAND @ALCATRAZ, MILANO, 05/05/2015
a cura di: The Sentinel
2015-05-11

Time what is time”….ne sa qualcosa chi, come la sottoscritta, era in trepidante attesa di vedere i Bardi per la prima volta, ma anche chi voleva gustarseli nuovamente dopo un’assenza abbastanza prolungata dai palchi del nostro Paese.

Forti di una carriera quasi trentennale che li ha resi dei veri e propri capisaldi della scena power tedesca, i Blind Guardian sono infatti riusciti nella sempre più difficile impresa di sfiorare il sold out all’Alcatraz, già gremito poco prima dell’inizio dello show dei validissimi supporter ORPHANED LAND.

La band israeliana apre con All is one, manifesto dell’ultimo omonimo album che racchiude già nel titolo l’intento fondamentale della propria musica: l’unificazione dei popoli in una terra segnata da continui scontri politico-religiosi fra ebrei, cristiani e musulmani, tematiche ben evidenti anche in Brother e Simple man.

Questa pluralità rappresenta neanche troppo metaforicamente il meltin’ pot sonoro di Kobi Farhi e soci, capaci di unire l’heavy metal ad atmosfere tipicamente orientali con virate folk, death e progressive: tracce meno recenti della loro discografia come Barakah, Sapari e The kiss of Babylon ne sono tre esempi perfetti.

Dopo 45 minuti abbondanti intervallati anche da qualche scambio di battute con un pubblico molto partecipe, gli Orphaned Land si congedano preannunciando un ulteriore concerto ad Expo il 9 maggio, naturalmente nel padiglione della loro “terra orfana”.

E’ così giunto il momento di fare un salto dalla difficile realtà narrata dagli israeliani al mondo “dietro lo specchio rosso” a cui è dedicata l’ultima fatica discografica dei BLIND GUARDIAN, che fanno capolino sulle note della pomposa opener The ninth wave, eseguita magistralmente nonostante la resa complessiva le dia maggiore giustizia su disco. Hansi appare subito in ottima forma ed inizia a scherzare con il pubblico prima di sparare subito due pezzi da novanta della discografia dei Bardi: la potente Banish from Sanctuary, apprezzatissima soprattutto dagli amanti del power più ruvido e meno sinfonico degli esordi e l’anthem Nightfall, su cui l’intero Alcatraz è destinato a perdere la voce. Si prosegue con Fly e con le più recenti Tanelorn e Prophecies, mentre The last candle è un altro dei momenti che fa tremare i fan della vecchia guardia. Tornando allo “specchio rosso”, la versione acustica della ballad Miracle Machine è da pelle d’oca, così come l’immancabile e tolkeniana Lord of the rings.

Ma Hansi e soci hanno ancora in serbo delle vere  e proprie chicche per spiazzare il pubblico dell’Alcatraz: se fino a questo momento la scaletta è rimasta pressoché identica a quella delle precedenti date europee, ecco che spuntano a sorpresa Traveler in time e Journey through the dark, seguite a gran richiesta da Majesty. Purtroppo però tutte le cose belle finiscono sempre troppo in fretta…ed ecco And the story ends, tratta da uno dei capolavori assoluti dei Bardi, quell’"Imaginations from the other side" che una volta ascoltato non può lasciare indifferenti.

Tra le ovazioni e i finti saluti, la band ricompare dopo pochi minuti snocciolando un’altra serie di brani storici, da War of wrath a Valhalla, passando per Into the storm e Twilight of the gods.

Ancora una volta abbiamo l’illusione che il tempo sia davvero scaduto, ma la ruota gira ancora a nostro favore regalando un finale veramente da fuochi d’artificio: la mini-suite Wheel of time, la ballad The Bard’s song e i cori di Mirror Mirror riassumono in una manciata di minuti le varie anime della musica dei Guardian.

Peccato che questa volta sia davvero giunto il momento di calare il sipario, anzi, di spegnere lo specchio con cui i tedeschi hanno iniziato e chiuso due ore e mezza in cui ogni possibile immaginazione è diventata realtà grazie ad una scaletta ineccepibile e ad una prestazione eccellente, nonostante qualche piccolo cedimento di Hansi soprattutto verso la fine del concerto.

Lunga vita ai Bardi e una magra consolazione per chi non ha potuto essere presente: lo show, così come tutti gli altri di questo tour, è stato registrato per realizzarne un live.