Laguna
a cura di: Serena89
pubblicato il: 2015-03-18
Inside Panopticon
  • A Dark Lane

  • The Host

  • Laguna

  • Panopticon

 

Nel 1791 il giurista inglese Jeremy Bentham pubblicò un’opera che conteneva il progetto di un carcere modello chiamato Panopticon, in cui sarebbe stato possibile avere la massima visibilità sui prigionieri mediante l’osservazione diretta da parte dei sorveglianti (da qui l’utilizzo della parola greca pan-optikon) dovuta alla forma semicircolare dell'edificio. Uno sguardo omnicomprensivo che non lascia nulla all’immaginazione, al segreto e al non detto: i trapanesi Laguna sembrano interrogarsi su cosa vi sia dietro a questa visione universale e implacabile, intitolando il loro Ep d’esordio Inside Panopticon.

 

I Laguna mettono in tavola un post rock piuttosto attuale, quasi d’avanguardia in alcuni punti, senza aver paura di osare schemi dissonanti o melodie un po’ troppo contorte e pesanti. Due sono i punti di forza della band: la voce del cantante Toti Castronovo, molto simile al Brandon Boyd di Megalomaniac, ma soprattutto le tastiere di Gianvito Di Matteo, vero e proprio legante e sottofondo di notevole impatto nei vari brani. Risulta comunque fondamentale il lavoro delle ritmiche, che sostengono tutto l'impianto con grande impatto.

 

Inside Panopticon si compone di quattro tracce (contando la intro A Dark Lane) che soffrono in maniera piuttosto chiara dell’autoproduzione, ma che contano di buone idee e dei buoni spunti per un lavoro futuro meglio strutturato. Le tre tracce esaminate paiono l'embrione di un pensiero più ampio e meritano una ulteriore analisi da parte dei musicisti, sicuramente di ottima preparazione tecnica. E' un'opera sicuramente da rilavorare, sgrossare in alcuni punti e ricucire in altri; d’altronde anche il diamante nasce carbone, l’oro nasce pietra, il fiore nasce seme. Pazienza e costanza possono portare i Laguna a raggiungere grandi risultati. Questo è solo un assaggio.