Freedom Call
a cura di: The Sentinel
pubblicato il: 2015-04-21
666 Weeks Beyond Eternity
  • The spell

  • The eyes of the world

  • Flying high

  • Island of dreams

  • Bleeding heart

  • Flame in the night

  • Metal invasion

  • Ages of power

  • Turn back time

  • Warriors

  • Land of light

  • Weeks beyond eternity

  • Metal invasion (live)

  • Warriors (live)

  • Land of light (live)

  • The eyes of the world (live)

  • Metal invasion

  • Warriors (unplugged)

  • Flame in the night (Powerwolf)

  • Land of light (Neonfly)

  • Warriors (Hannes Braun)

Nonostante l’estrema varietà dell’universo metal, ci sono band che utilizzano determinate parole chiave nei loro testi in modo spaventosamente frequente: chi ha mai trovato un solo album dei Manowar senza incappare nelle fatidiche “steel”, “fight” o “battle”? Se i Warriors of the World sono uno degli esempi più lampanti di questa tendenza, anche Chris Bay e soci non scherzano affatto, seminando “shine”, “heaven” e “hope” un po’ ovunque. Fa dunque sorridere che i Warriors of Light abbiano scelto un titolo così diabolico per celebrare il quindicesimo anniversario di "Eternity", brillante secondo episodio della loro discografia qui ripresentato in una versione rimasterizzata che ha ben poco di diverso rispetto all’originale ad eccezione della tracklist, aperta dalla breve strumentale The Spell e completamente riorganizzata rispetto al 2002.

 

Il secondo cd che compone questa release si concentra solo su alcune tracce riproponendole in versioni alternative rispetto a quelle in studio. Ci troviamo così ad ascoltare una Metal invasion che sembra uscita direttamente da un pub irlandese, priva dell’aura gregoriana dell’originale. Non si tratta comunque di una novità visto che questa rivisitazione folk era presente nel best of ”Ages of Light”; stesso discorso per l’assai meno convincente versione dal vivo già ascoltata nel “Live in Hellvetia” del 2011….giusto per rimanere in tema di richiami “diabolici”.

 

Sempre da questo live viene riascoltiamo Land of light, di cui risulta molto più interessante la cover dei giovani power metallers inglesi Neonfly: un brano solare e in continuo crescendo viene reso molto più introspettivo soprattutto grazie al delicato arpeggio dell’intro. Warriors, altro cavallo di battaglia dei tedeschi, viene riproposto in tre versioni differenti oltre all’originale già ascoltata nel primo disco: live, unplugged e cantata da Hannes Braun dei Kissin’ Dynamite, con un ruolo di primo piano giocato da pianoforte e tastiera. Anche per la cover di Flame in the night si gioca in casa: i Powerwolf la stravolgono con un drumming serrato ed un cantato molto più ruvido rispetto a quello di Chris Bay. Tutte e tre le cover erano già state utilizzate come tracce bonus in “Land of the crimson dawn” , mentre la coinvolgente versione dal vivo dell’helloweeniana  The eyes of the world viene ripescata dal “Live invasion” del 2004.

 

A conti fatti, l’unico brano veramente inedito di questa doppia release è la title track 666 weeks beyond eternity, che certamente non fa gridare al miracolo ma riesce a sintetizzare in pochi minuti il cuore della proposta musicale dei Freedom Call grazie ad un refrain accattivante e ad un’esplosione d’allegria in ogni singola nota.

Chi si aspettava qualcosa che andasse oltre l’ultimo, validissimo full length uscito lo scorso anno rimarrà deluso: la qualità dei singoli brani non giustifica l’acquisto di un album senza alcun valore aggiunto per chi segue la band da tanti anni, il che lo rende destinato principalmente ai neofiti oppure ai power metaller con manie di collezionismo.

Nel dubbio, a tutti gli amanti del genere non resta che unirsi all’”happy metal party” che vedrà i Freedom Call protagonisti a Bologna il prossimo 11 maggio insieme ai Sonata Arctica…astenersi musi lunghi!