HEADBANGERS HALL @Urban :: EXAWATT
ALIAS MUNDI
a cura di: Twisted Eve
2011-04-19

 

 

Serata all'insegna dell'hard rock e del progressive metal all'Urban Club di Perugia, tre band umbre si divideranno lo stage per esaudire il desiderio di buona musica del pubblico, che per l'occasione raggiungerà il locale addirittura da Marche e Toscana.

Saranno ben due i "release party" di stasera, Exawatt e Morganha presenteranno le loro ultime fatiche, mentre gli Alias Mundi proporranno il repertorio del loro omonimo demo.

Alle 22,45 i Morganha salgono sul palco: la band eugubina, attiva dal 1995, e già vista sul prestigioso stage perugino, presenta i pezzi del nuovo disco "After Dark", non ancora in vendita per motivi di tempistica, ma di imminente uscita.

Nel corso della loro esperienza musicale i Morganha hanno affrontato numerosi stravolgimenti stilistici, di recente sono passati da un rock moderno, cantato per lo più in italiano, a un hard rock granitico e potente, rigorosamente in inglese, pregno di numerosi riferimenti all'alternative/metalcore americano di band come Avenged Sevenfold (dei quali ci propongono anche l'omaggio di "Bat Country"), e allo sleaze rock nordeuropeo di Hardcore Superstar e compagnia bella.

Lascio alla nostra caporedattrice Dea, che ha avuto il piacere di intervistarli prima del concerto, lo spazio per parlare delle prodezze dei Morganha.

Gli Alias Mundi, originari di Spoleto, sono attivi dal 2007: nascono dal desiderio di risanare un vecchio progetto dedito alla stesura di musica "mentale", elaborata e scollegata da qualsiasi genere volto al commerciale, ispirata al progressive degli anni '70 a cui tutti i membri del gruppo devono la loro formazione artistica.

Stasera propongono quattro brani, tre dei quali facenti parte del loro demo: un rock progressivo plasmato all'insegna di tempi dispari e dei tecnicismi, di difficile fruibilità se non si mastica il genere.

Forti di ottima tecnica e amalgama, i ragazzi allietano i timpani dei più avvezzi al genere, la set list comprende i brani originali "Don't Get Lost", "Anger" e "I Don't Live, I Don't Die", chiaramente di lunga durata e pieni di tutti quegli elementi che fanno del prog-rock il genere di nicchia che è: mi ricordano Pink Floyd, PFM e Altura.

Omaggiano i Cynic con "Evolutionary Sleeper", e allo scadere dei 40 minuti a disposizione lasciano il palco agli headliner.

La mia attenzione stasera è tutta per loro: gli EXAWATT, storico moniker locale molto conosciuto ed apprezzato, che ha alle spalle un'esperienza ventennale, live di supporto a nomi illustri dell'heavy internazionale, e che dagli anni '90, ancora embrione di ciò che sarebbe diventato poi, ha subìto evoluzioni stilistiche e cambi di line up per arrivare a stabilizzarsi definitivamente con la (neanche troppo) recente integrazione della voce di Cecilia Menghi a fianco del fondatore e cantante Luca Benni.

Gli Exawatt presentano stasera il loro secondo album "Among Different Sights", realizzato per l'etichetta francese Musea Parallele sotto la cura del master di Markus Teske (Vanden Plas e Dominici). 

Dopo 5 anni dal predecessore "Time Frames", ecco il release party tanto atteso.

Prima dell'apertura del locale ho rubato un po' di tempo ai sei musicisti per un'intervista (coming soon nell'apposita sezione, ndr.) e, emozionata di vederli di nuovo sul bellissimo palco della casa del metal perugino, prendo il posto "d'onore" per seguire attentamente lo show, che parte un po' in sordina a causa di qualche problema tecnico durante il cambio palco.

Cosa da poco, appena risolto l'inghippo lo starting è ottimo: la ruggine accumulata nel periodo di fermo dei live è subito scrostata via e "Wounds" apre le danze: le due voci si rincorrono in un botta e risposta sotto il quale gli strumenti veleggiano pacatamente, il pezzo, un estratto di "Among Different Sights", è solenne e corposo.

"My Friend" parte con delle ritmiche più serrate, forte di un orecchiabile refrain, che si apre nell'unisono delle voci, fa emergere il lato progressive e lo stacco batteria-basso lo enfatizza: un inserto di tastiera dolcissima introduce il suggestivo solo.

Quello che ascoltiamo dalle note degli Exawatt è un prog-metal che ha un occhio di riguardo verso le melodie, è uno stile raffinato e fruibile, non commerciale ma commerciabile, la ricerca delle armonie è al centro di tutto e sembra come se la tecnica e la preparazione siano un semplice contorno che rende ogni brano leggero ma perfettamente in stile.

In "Tomorrow" la tastiera di Andrea Corsetti e la chitarra di Daniele Palloni danzano sotto la voce di Cecilia, alla quale viene lasciato campo libero per incantare il pubblico, è evidente la cura dei dettagli e degli arrangiamenti, da sottolineare anche il lavoro del doppio pedale di Stefano Coletti e delle corde di Francesco Strappaveccia, che fanno da solido tappeto alle svisate soliste di chitarra e tastiera.

Per ogni prog-metal band che si rispetti il brano strumentale è pressoché d'obbligo, "Exa What" è l'essenza della band, una suite molto ricercata, ricca di tenere melodie e tecnicismi, la sezione ritmica si evolve potentemente senza sovrastare chitarra e tastiere, il brano è variegato e dolce, emerge tutta la bravura e la perfezione esecutiva dei musicisti: è un pezzo da godere ad occhi chiusi scacciando via i pensieri.

Il momento della ballata è un classico, e per gli Exawatt direi un punto forte: "Awake in The Cosmic Dream" è una perla che ho sempre sentito interpretata da Luca Benni, e che ora è trasformata per la voce femminile delicata e al contempo pungente di Cecilia. 

È un pezzo sentimentalmente carico, rapisce tutti i presenti in sala e sembra che le parole che mi servono escano da sole dalla penna, è come se il trasporto della canzone si riversasse dalla musica direttamente all'anima.

Toccante.

Si prosegue con lo stesso carico emotivo fino ad arrivare al medley finale di canzoni estrapolate da "Time Frames": decisamente più cattive, i riff sono più acidi e aggressivi. 

Questi pezzi fanno parte del percorso evolutivo che gli Exawatt hanno intrapreso: dall'omonimo (uscito nientemeno che in musicassetta) "Exawatt", al neo-nato "Among Different Sights", passando per il "Promo 2001", "2k2" e il primo full length "Time Frames".

È curioso ascoltare questi brani dopo tanto tempo cantati a due ugole, l'effetto mi piace e mi godo il tuffo nel passato, nei ricordi di quando, un po' più giovincella, ascoltavo queste canzoni che ora ritrovo arricchite di nuova linfa vitale.

Da "Heretic" a "Out Of Me" transitando per la mia preferita in assoluto "On The Wings": pezzi più "prog" nel senso comunemente inteso, il cambiamento è palese, si percepisce bene la virata dell'evoluzione stilistica che ha portato i ragazzi ben oltre i cliché del genere, è un prog-metal raffinato che lascia tutto lo spazio necessario al "senso della canzone", nulla è ostentato, nulla è lasciato al caso: è la perfetta unione di tecnica e melodia.

Gli Exawatt sono una delle migliori prog-band umbre in circolazione, forti di numerosi consensi da parte di pubblico e critica, c'è la capacità, la bravura e una costante dedizione al progetto, sono un felice esempio di realtà italiana con tutte le carte in regola per emergere dal marasma e farcela davvero, professionisti che meritano visibilità e successo.

Che dire... GRAZIE delle emozioni che ci avete regalato... In bocca al lupo per tutto!