Kamelot + Evergrey + Amaranthe live @ Magazzini Generali (MI)
01/05
a cura di: Banshee
2011-05-25

A pochi giorni dall’ufficiale uscita di scena da parte dell’ormai ex-vocalist Roy Khan, i Kamelot sono tornati sui palchi italiani dopo tre anni di assenza. Purtroppo la scelta della location non è stata delle migliori e ha dato non pochi problemi nel corso della serata.

I cancelli del locale sono stati aperti con mezz’ora di ritardo poiché, per seri motivi di salute di Henning Basse, i Sons of Seasons non si sono potuti esibire.

È toccato quindi agli Amaranthe, sestetto capitanato da Elize Ryd, aprire le danze ai Magazzini Generali. Nonostante il grande successo riscosso dalla band con il neonato full-length Amaranthe e il precedente singolo Hunger, i sei non riescono a convincere: Elize è certamente dotata di una voce cristallina e squillante, che però risulta alla sottoscritta quasi fastidiosa nei continui tentativi di dimostrare la propria estensione canora. In generale, gli Amaranthe non fanno che riproporre in ogni canzone la stessa linea compositiva, che prevede ritornelli estremamente orecchiabili, non in grado però, da soli, di rendere particolarmente interessante la band. Inoltre la Ryd risulta, forse anche a causa delle dimensioni ridotte del palco, un poco ingessata e fredda. Che si sia portata dietro il freddo della bella Svezia?

Seguono gli Evergrey, che avranno non pochi problemi tecnici: chitarre spente sugli assoli e volumi improponibili rendono poco chiara e godibile la loro esibizione. Nel tempo a loro disposizione, però, i cinque dimostrano di sapere il fatto loro sia a livello musicale che scenico. Una band che sicuramente merita di essere approfondita.

Arriva, infine, il momento dei Kamelot col nostrano Fabio Lione al microfono.

Premetto, senza farne mistero, che non sono mai stata fan della sua voce; quando, all’inizio del tour, i Kamelot avevano confermato la sua presenza in sostituzione di Roy, ne ero rimasta sbalordita – Lione? E che c’entra? – e in parte delusa.

Ebbene, sono fiera di scrivere che chi, per pregiudizi simili a quelli che ho avuto io, ha disertato questo concerto, si è perso non solo un’occasione unica e irripetibile, ma soprattutto una performance canora sorprendente!

Lione ha infatto dimostrato di possedere un’ottima versatilità e una presenza scenica – nonostante un infortunio al piede – che collimano perfettamente con lo stile dei Kamelot.

Lo show, nonostante la modesta location, è stato arricchito da giochi di luci, fondali con artwork dell’ultimo nato Poetry for the Poisoned e guest star d’eccezione: la già citata Elize Ryd ai cori, peraltro eseguiti in modo ottimo, e Tommy Karevik dei Seventh Wonder che si è esibito non solo come corista, ma ha anche come lead singer nella bellissima EdenEcho.

Singolare questa scelta: Karevik ha infatti cantato una canzone differente (tra le altre, Center of the Universe e The Human Stain) in ogni diversa tappa europea. Che lo svedese stia rodando le proprie capacità come prossimo vocalist dei Kamelot? Se volete un parere personale.. sperate che sia così!

L’unica pecca dello show, come per gli Evergrey, sono i suoni pessimi e lavoro dei fonici opinabile: la chitarra di Youngblood è stata, almeno per l’ala centro-destra del pubblico, praticamente inesistente per la maggior parte del concerto. Anche i volumi dei cori, spesso più alti della voce principale o, al contrario, giusto appena udibili, non sono stati dei migliori.

Più di un’ora e mezza di scaletta eseguita magistralmente e, rispetto alla data del 2008 all’Alcatraz, in modo più energico e heavy, non ha certo deluso il pubblico. Un poco incomprensibile la scelta di suonare solo due canzoni dell’ultimo disco, ma ho sinceramente apprezzato il ritorno live di alcune vecchie glorie.

Merita una menzione d’onore il meet and greet coi Kamelot che la sottoscritta ha vinto grazie a un loro contest; tenutosi dopo il concerto, quando già erano esausti, i cinque si sono intrattenuti finché la sicurezza lo ha permesso loro, firmando pazientemente tutti i CD e i poster che ho portato.. la location – di fianco a dei camion! – non è certo stata delle più esaltanti, ma poter finalmente conoscere di persona i miei idoli mi ha confermato la loro grande umiltà.

Pollice alzato dunque sotto ogni punto di vista; speriamo non occorrano altri tre anni per vedere i Kamelot solcare nuovamente i palchi italiani!