HELL IN THE CLUB+SNAKEBITE live@URBAN Club
a cura di: Twisted Eve
2011-06-27

È arrivato l'ultimo appuntamento rock&heavy di quest'anno all'Urban Club di Perugia, stanchi ma soddisfatti dell'andamento della rassegna Headbangers Hall 2010-2011, ci accingiamo a coronare la fine della stagione eccezionalmente di sabato, anziché di giovedì come di consueto.

L’evento è a base di rock, HELL IN THE CLUB e SNAKEBITE stasera avranno il compito di intrattenere non solo rocker, ma anche usuali frequentatori del sabato targato Urban, a suon di distorsioni e refrain accattivanti.

La serata si prospetta calda, e non solo per la qualità del bill!

Il pubblico umbro comincia ad affollare il locale molto tardi e solo verso le una gli Snakebite scendono in scena. Lo show prende il via, il quartetto umbro propone estratti da "Love Hurts... Snake Bite", l'ultima di una serie di fatiche e primo full length ufficiale griffato BRC Records.

Sappiamo già cosa ci aspetta da questa band, non è passato molto tempo dall'ultimo mio live report che li ha visti protagonisti: la qualità dello show non ha subìto variazioni, il loro è un rock attuale, influenzato dalle nuove ondate moderne; l'evoluzione da band glam rock a band hard rock un po' più... "hard". 

Attitudine molto meno ottantiana: è la caratteristica che di più i quattro tengono a pronunciare, a volte ostentare, forse stanchi dell'appellativo di cotonati figli degli 80's che per anni li ha identificati nel panorama italiano. 

La scaletta è per lo più composta di pezzi dell'ultimo album, fatta eccezione per qualche brano più datato riarrangiato per l'occasione.

"Sleep When I'm Dead", cavallo di battaglia e unica canzone facente parte della scaletta che collega le due ere del gruppo è teatro di una rimpatriata: per l'occasione alla sei corde uno special guest: il chitarrista fondatore del gruppo (Pit) affianca i quattro in memoria della passata collaborazione. Momento pieno di carica, il più enfatico per chi conosce gli Snakebite delle origini, che sinceramente, andando contro tendenza rispetto alla critica, preferivo per passionalità, genuinità e qualità delle canzoni... 

Smoke e soci non deludono le aspettative e il pubblico apprezza la performance, riffing pesante contornato di chorus cantabili che restano bene in mente sono i punti forti su cui si basa la musica degli Snakebite, formula che funziona, piaccia o no il genere.

Terminata la set list i perugini lasciano lo stage agli HELL IN THE CLUB.

Ho scritto già molto su di loro, una band nata dal connubio di artisti della portata di Elvenking e Secret Sphere, un disco realizzato ottimamente in brevissimo tempo, recensioni più che positive, apprezzamenti in lungo e in largo ed un numero di live impressionante per qualunque band che si possa definire "neonata".

Dopo album review & interview per completare la tripletta ecco il live report di questo moniker che ho tanto a cuore.

Ascoltando "Let The Games Begin" per la prima volta, il colpo che ho avuto è stato fulminante, nella mia (relativamente lunga) esperienza da redattrice è stato "love at first sight" e vederli finalmente sul palco del mio adorato Urban, a pochi chilometri da casa  mi entusiasma.

Damna, Andy, Fede e Picco infuocano la scena con "Natural Born Rockers" e la carica travolgente del quartetto mi catapulta in un mondo di festa e follia che durerà più di un'ora.

Al secondo step della scaletta subito l'unica cover presente nel disco "Another Saturday Night", allegra e goliardica riesce a smuovere i presenti, poi "Forbidden Fruit" e "Since you're Not Here": Damna si dimena e scatenato domina la scena, cercando di coinvolgere il pubblico.

"Rock Down This Place" e poi un altra cover, una song dell'intramontabile Alice Cooper, che ahimé conosciamo in pochi "Lost in America", che io e i miei compari cantiamo a gran voce. 

Tutti i calici in su per "Raise Your Drinkin' Glasses" e "Never Turn My Back", altre due "hit" dal disco, e un'altra cover, stavolta dei Kiss "C'mon and Love Me", per poi deliziarci con il singolo da cui è tratto anche il video "On The Road", mid tempo melodico e travolgente, una delle song più attese.

Lo show va avanti con altri due estratti da "Let The Games Begin" e una delle cover più conosciute dei Motley Crue "Same ol' Situation" che fa ballare tutto l'Urban.

I ragazzi terminano l'esibizione con "No Appreciation" e chiudono la calda serata salutando e promettendo di tornare.

È stato bello vedere gli HITC on stage, finalmente, e devo ammettere che, nonostante sia molto difficile da riproporre un disco così "perfetto", così dannatamente curato e ben fatto, in sede live, le aspettative sono state esaudite, pollici in su per Damna e soci. 

La serata è al termine e la pista si svuota di rocker per riempirsi di coloro che aspettavano il dj set per concludere danzando il loro sabato sera. 

 

A decine, ora, rocker e metal heads vagheranno confusi, disorientati e senza meta fino a settembre, quando la dimora del metal riaprirà i battenti e riprenderà ad ospitare per il quarto anno consecutivo gli assidui frequentatori che finalmente ripopoleranno quella che è ormai la loro vera casa...