DEATH OF ALL GODS
live@Roccolo Park
a cura di: Twisted Eve
2011-06-28

 

Stasera esco di casa, diretta al Parco Roccolo di San Giustino (PG), chiedendomi se l'impressione che ebbi quando in tempi non sospetti ascoltai "Fragments Of Thoughts", troverà o meno conferma. 

Già passati sotto la mia attenta osservazione, già analizzati e sviscerati a dovere, i Death Of All Gods stasera avranno il compito di colpire il bersaglio nel modo che più dovrebbe giocare a loro favore: il live.

Stavolta, face to face, nulla potrà interferire tra la qualità della loro musica e il mio giudizio.

Salgono sul palco accompagnati da una singolare (nonché fuori genere) intro, molto elettronica e sperimentale, ma poi l'attacco riporta inesorabilmente nel contesto death metal.

Come già detto nella recensione del demo, la musica dei DOAG è di stampo scandinavo, arricchita di sferzate di brutal americano e di fughe solistiche, è un genere navigato ma riproposto con personalità.

Non ci sono concessioni al delirio fine a sé stesso, i ragazzi sono dotati di qualità compositive: blast-beat quando serve, inserti melodici adatti e cura del dettaglio.

"When Heaven Meets" e "Death In Fire" (omaggio agli Amon Amarth), accendono la serata, subito dopo "Dying Green", estratto dal demo continua a far scatenare i presenti sotto il palco.

L'amalgama c'è, la carica pure: la sezione ritmica non pecca, i chitarristi fanno il loro dovere e Luigi Valenti, il frontman, si destreggia bene e cattura il pubblico con la sua attitudine thrash, un bel timbro e buone doti vocali, un growl potente e deciso che non perde colpi per tutta l'esecuzione della setlist.

Subito dopo "Solitude", un inconveniente tecnico ci "costringe" a farci due risate con uno stacchetto funky improvvisato, degno di un film porno di bassa leva, ma per fortuna, prima che l'atmosfera si scaldi troppo e provochi l'aumento indesiderato della popolazione... l'inghippo è superato e i Death Of All Gods ripartono con il massacro proponendo l'omonima "DOAG", che dal demo non era molto comprensibile, ma che dal vivo, finalmente, ho potuto apprezzare appieno.

Ci viene regalata un'ulteriore cover: "Clouds Over California" dei Devildriver, che fa scatenare tutti i presenti in un pogo rabbioso; subito dopo "Unavoidable Sin", ultima track del demo e ultimo pezzo ufficiale del concerto...

Nell'insieme i Death Of All Gods mi sono proprio piaciuti, l'impressione positiva che ebbi al tempo è stata ampiamente ripagata, il live ha dimostrato che la band, anche se giovane, ha tutte le carte in regola per regalarci emozioni: belli i pezzi, buona l'esecuzione, ottime le idee, anche se qualche dettaglio tecnico (nelle sezioni solistiche, ad esempio) deve essere perfezionato.

Particolare elogio è dovuto a Gabriele Giombi, new entry della band alla sua prima apparizione ufficiale con i DOAG in veste di chitarrista.

http://www.alonemusic.it/section.php?article=304&section=livereport

Complimenti ragazzi!

 

La mia collega Roxy vi intratterrà con il report dei DESECRHATE che si sono esibiti subito dopo i DOAG, al link l'articolo!