DESECRHATE
live @ Roccolo Park
a cura di: Roxanne Hyde
2011-06-28

 

Il cratere al parco Roccolo di San Giustino (PG) è già stato aperto dai Death of All Gods (vedi il live report di Twisted Eve: http://www.alonemusic.it/section.php?article=303§ion=livereport) quando salgono sul palco i redivivi Desecrhate, carichi come pochi e pronti al massacro. Dopo l'intro partono in sequenza By Demons Hands e Awesome Destruction, due pezzi già belli tosti per iniziare al meglio. 

David Mantelli, frontman dallo sguardo affilato, sfodera per l'occasione una delle migliori voci che io abbia mai sentito, un growl profondo, capace di scavare fin nelle viscere, uno screaming incredibilmente graffiante ed addirittura un pulito davvero soddisfacente. Sotto la sua voce si insinua una struttura potente e pressante, che sporca meravigliosamente del thrash più cattivo che esista le sonorità death dei Nostri, opera di Alessandro Rossi (basso) e Luigi Valenti (chitarra ritmica e backing vocals), ancora incredibilmente energico dopo la performance come voce dei Death of All Gods. 

Dopo Lord of Shadow, parte il pezzo a mio parere più devastante della serata. Un incredibile Riccardo Perugini, che sputa l'anima sul doppio pedale, impone un ritmo straordinariamente pressante a Beheading, durante la quale non faccio che rimanere a guardare, letteralmente a bocca aperta e direi quasi sbavante, gli impercettibili movimenti di Riccardo e del chitarrista solista Gabriele Mutti, così imponente che maneggia la chitarra come se avesse fra le mani un giocattolino, mentre rifila assoli taglienti che mi fanno rabbrividire. Lo stesso vale per Imperium of Doom, in cui batteria e chitarra solista danno davvero il meglio di sè. E' il momento di Soldier, la cui ritmica risente pesantemente di una certa influenza thrash/groove. Poi si passa a "quello a cui ambiscono tutte le nazioni del mondo" (cit.) ed arriva Pure War Desire: David scende dal palco per affrontare muso contro muso il pubblico, come un lupo ringhiante. La scaletta si chiude con Act of God, ma la gente è coinvolta e i Desecrhate sembrano non averne abbastanza, perciò concedono altri due straordinari bis durante i quali finalmente si scatena il pogo.

Insomma, il ritorno dei Desecrhate dopo un'assenza di qualche anno dalla scena musicale fa ben sperare per le sorti del panorama death locale e non solo: sono incredibilmente coinvolgenti, tecnicamente ineccepibili senza però diventare macchine, hanno un gusto eccelso per il songwriting e quando salgono sul palco si sbranano letteralmente tutto e tutti. 

E come ci attendevamo dal momento in cui è comparsa in circolazione la locandina della serata, questa sera sul Roccolo si è aperta una voragine che ha sprofondato tutto e tutti negli abissi del death metal.