Montelago Celtic Festival 5 agosto 2011
a cura di: DeaOrtolani
2011-08-17

 

E con immenso piacere Alone Music ospita una sua vecchia conoscenza: Sara Saturnya Djibril, ex caporedattore nonché fondatore della sezione metal del nostro portale interamente al femminile. Questa volta, nei panni di una reporter un po’ “speciale”, Sara ci racconta quello che è successo a Montelago per il Celtic Fest .. ma lasciamo la parola direttamente a lei augurandole ancora un grosso in bocca al lupo e se vorrà noi saremo sempre qui! Bentornata!

 

5 agosto 2011: Si parte alla volta del Montelago Celtic Festival!

Questa volta non sono nei panni di giornalista musicale bensì di rievocatrice. Il 2011, infatti, si è aperto con il mio ingresso nella Compagnia del Lupo Errante, un gruppo di rievocazione storica del XIII secolo (Medievo Italiano, per la precisione abruzzese) che, ogni tanto, si occupa anche di rievocazione normanna.

Non essendo questo festival propriamente un evento medievale o normanno e avendo a ridosso una manifestazione ad Elice (Pe) il giorno dopo, solo quattro lupi si sono avventurati alla volta dell’Altopiano di Colfiorito.

Una distesa verde immensa circondata dalle montagne, un paesaggio stupendo, un’atmosfera ancora più rilassante. Cosa si può volere di più? A mio parere, per chi adora la musica Celtica e tutto ciò che è annesso e connesso, non deve assolutamente perdere una simile occasione nella nostra penisola.

Appena arrivati e muniti dell’apposito braccialetto giallo fluorescente con la scritta Montelago IX, ci apprestiamo a montare la nostra Milites (tenda medievale che sarà anche il nostro rifugio per la notte) e facciamo la conoscenza degli altri gruppi presenti nell’accampamento storico: i Fortebraccio Veregrense (padroni di casa di Montegranaro), i Valhalla Viking Victory (Morlupo – RM), i Ferreo Core in Ferrea Mole (Sant’Elpidio a Mare – Fermo), la Compagnia del Cinghiale Brado (Prato), i Cani Sciolti (Prato) e gli Arcieri Firmum (Fermo).

Un sole forte e deciso illumina tutto l’altopiano ed è quasi un’impresa riuscire ad indossare il mio lungo abito color turchese…fortunatamente è di lino! Intanto, sul palco, nonostante sia ancora molto presto (intorno alle 13) iniziano le prime prove del soundcheck e molti ragazzi attraversano i cancelli per sistemare le proprie tende. Infatti l’altopiano è sostanzialmente diviso in due parti spaccate a metà dal grande palco: a sinistra l’area camping per gli ospiti, a destra l’accampamento storico e i numerosissimi stands di prodotti artigianali, gastronomici e chi più ne ha ne metta!

Il pomeriggio scorre velocemente tra gli ultimi preparativi, qualche doveroso acquisto tra gli stands e qualche buon bicchiere di Idromele&Sidro. L’atmosfera che si respira è davvero piacevole e al calare delle tenebre, si accendono i primi fuochi in accampamento. Il flusso di gente all’ingresso aumenta a dismisura…l’ora del concerto è quasi arrivata!

Gli Ogam aprono le danze (nel vero senso della parola!). Line-up marchigiana totalmente strumentale che mostra sonorità allegre, gioviali, ritmiche ma anche atmosfere introverse e decadenti. Presentano all’attivo due album:  Li Ma To e il Regno della Sibilla. Un ottimo aperitivo per chi è appena arrivato e sta ancora cenando e per chi cerca un’ottima soundtrack per immergersi nello spirito del festival.

Il testimone passa alle Green Clouds, un gruppo totalmente femminile che ripropone sia brani della tradizione irlandese e celtica sia pezzi propri. Davvero un ottimo gruppo capace di far risvegliare l’animo assopito di chiunque e…Danzare, danzare, danzare. Senza sosta! Per lo più sono pezzi strumentali dove il violino e il flauto sono i protagonisti indiscussi. Una solarità tipica dell’essenza celtica e del folk.

Giungiamo infine alla tanto attesa performance dei Folkstone. Non credo abbiano bisogno di presentazione. Ormai sono un affermato gruppo folk metal in tutta Italia e non solo! Con all’attivo tre album, un omonimo, Damnati ad Metalla e l’ultimissimo Sgangogatt, ci deliziano con una scaletta che accende gli animi e scatena il pogo più violento sotto palco. Ci sono tutte tutte, ma proprio tutte le canzoni che volevamo ascoltare: dai brani più vecchi e intramontabili come “Alza il corno”, “Rocce Nere”, “Con Passo Pesante” e l’invocatissima “In Taberna (in vino veritas)” ai recenti brani come “Anime Dannate”, “Terra Santa”, “Frerì” e “Nell’alto cadrò”. Inoltre ci deliziano con una nuovissima chicca: la titletrack di Sgangogatt che pur non avendo alcun significato apparente, riesce ad affascinare il pubblico con il suo potere acustico. Ancora non ho avuto modo di ascoltare l’ultimo lavoro acustico dei Folkstone ma…ho una certa curiosità in merito!

La folla totalmente stregata dalla grinta di questo gruppo non voleva assolutamente che finisse il concerto. A gran voce chiamano altre canzoni e…si arriva alle 2.30! Stanchi, stremati ma…davvero soddisfatti. Ubriachi di buona musica e idromele.

Chiunque ha partecipato all’evento sa benissimo di cosa parlo.

Chi non ha avuto la fortuna di partecipare….deve assolutamente rimediare per il prossimo anno!