Bestival 2011
a cura di: Clementine
2011-09-20

Il Bestival nasce nel 2004 e si tiene ogni anno verso settembre al Robin Hill Park sull'Isola di Wight in Inghilterra. Quest'anno tra gli svariati gruppi a partecipare spiccano nomi come The Cure, Bjork, Pendulum, Primal Scream e tanti altri. Appena scopriamo che a partecipare ci saranno i Cure inizio insieme ad altri tre amici l'organizzazione del viaggio, era dal 2008 che non vedevo live i Cure e questo evento non si poteva perdere. E allora si parte direzione Inghilterra - Isola di Wight - Bestival 2011!

 

Arriviamo alle 20:00, dopo infinite file di treno, traghetto e bus, in un parco incantato...sembra di stare nel paese delle meraviglie di Alice. Dopo l'avventura della "costruzione tenda" finalmente iniziamo a girare il festival, ci troviamo ad essere i più normali in mezzo a tantissime persone travestite da animali (maiali, panda , orsi ecc..), da personaggi di film e da rockstar. Ci sono più o meno venti palchi dislocati in tutta l'area festival, è davvero grande ed è difficoltoso trovarli tutti, ma l'anima musicale del festival inizierà il 9 con i primi headliner: i Pendulum. Riusciamo a vedere solo una performance in un club molto carino, il Club Dada, gli artisti sono i Cashier no. 9 , gruppo indie pop Irlandese molto gradevole da ascoltare. Non li conoscevo e la loro performance mi convince parecchio, a tratti i suoni psichedelici mi portano in un'altra epoca. Davvero bravi. Dall'altra parte nel Main Stage ci sono le prove tecniche e capisco immediatamente che si tratta della scenografia dei Pendulum, giochi di luce davvero notevoli.

 

Il 9 mattina splende il sole sul Robin Hill Park e con la luce tutto è più chiaro. Si è davvero una foresta magica: tendoni da circo, alberi magici, chiese, negozi di confetti, bruchi e tantissimo altro ricopre tutta l'area festival. Nel nostro cammino verso il main stage incontriamo un piccolo palchetto e un'orchestra davvero divertente che fa ballare tutte le persone davanti a sè... purtroppo il nome dell'orchestra mi è ancora ignoto! Arriviamo al main stage con l'ultima canzone di Brian Wilson, per intenderci è il cantante dei Beach Boys e la canzone è "Good Vibrations", una tra le più famose dei Beach Boys appunto. Tra ogni artista c'è un dj set ad intrattenere il pubblico per permettere ai tecnici il cambio palco. Lo stage adesso è in mano ai "Public Enemy", definiti il miglior gruppo rap di tutti i tempi. Alle spalle quindici album, in attivo dal 1982, da non amante del rap i PE riescono a fare scatenare me e tutto il pubblico del Bestival, tengono il palco con uno stile unico. Suonano circa un’ora e mezza, tra le canzoni ricordo "Bring The Noise" e "Rebel Without A Pause". Contemporaneamente ai Public Enemy in altri palchi suonano Mount Kimbie e Esben & The Witch, ma purtroppo non ci si può sdoppiare e preferiamo i Public per una questione storica e poi c'è davvero da divertirsi! Si fa sera e ci spostiamo verso il Big Top: altro palco al coperto, per ascoltare i Mogwai, gruppo post-rock scozzese. Dentro ogni canzone si evince un racconto, si percorre un viaggio, non ci sono parole ma solo musica ed è grazie a questo che ognuno di noi può creare la propria storia. Dimostrazione di questo viaggio è il video proiettato durante la stupenda "How To Be a Werewolf", distese verdi, montagne e una strada percorsa da un uomo e dalla la sua bici, sembra che stia cercando la libertà, la pace interiore attraverso un viaggio verso l'infinito. Il set dei Mogwai dura circa un'ora e si conclude con "Mexican Grand Prix", splendida canzone accompagnata stavolta da un testo e una gradevole voce. Sulle ultime note dei Mogwai ci dirigiamo verso il main stage, l'arena è strapiena, sul palco ci sono i  Pendulum , gruppo elettronico Australiano. Scenografia e luci pazzesche, un vero spettacolo, i Pendulum fanno ballare l'arena. Per me l'effetto è un po’ strano, forse perchè ho ancora in testa le note dei Mogwai e non riesco a digerire bene le sonorità danzanti dei Pendulum. Sembra di stare in una discoteca all'aperto, a tratti mi sento a disagio, sono l'unica a non ballare, ma il pubblico del Bestival risponde davvero al meglio ai primi headliner del festival. Negli altri palchi ci sono artisti come Groove Armada, Asian Dub foundation" e Dj Hipe.
 

Il 10 è la giornata dei Cure, alle 21:30 si esibiranno sul main stage, purtroppo il cielo non è dei migliori e sembrerebbe che da un momento all'altro arrivi il diluvio. Ma non ci curiamo di questo e per le 11:30 "montiamo le tende" al main stage, e chi ci smuove più!! Prima dei Cure ci sono ben sette artisti e vari dj set. Si inizia con la cantautrice pop Britannica Clare Maguire, alle spalle solo un album, suona meno di un'ora, ha una voce calda a tratti soul, un vero talento. Dalle sonorità pop di Clare Maguire si passa ad un genere completamente differente, il reggae giamaicano dei Toots & the Maytals. Band storica , primo gruppo a citare la parola "reggae" in una canzone. In attività dal 1966 i Toots & the Maytals hanno prodotto più di venti album, nel loro set canzoni storiche come "Monkey Man" e " Was My Number". Anche con loro l'arena è in delirio e tutti danzano a ritmo di reggae, tranne le prima file "nere" in trepidante attesa del loro beniamino Robert Smith. Dal reggae si ripassa al pop della cantautrice Britannica Katy B, dietro di me un tappeto di ragazzine bionde in delirio cantano tutte le canzoni... oddio io ne conoscessi una! Che dire, non trovo nulla di interessante, voce normale, musica sentita e risentita, non capisco questo delirio alle mie spalle. I fan Cure sono sempre più sconvolti. Dopo meno di un'ora finisce il set di Katy B e il palco viene lasciato ai Village People, storico gruppo Statunitense di disco music. Invecchiati ma sempre in forma, ballano e si divertono sul palco. La musica è campionata ma la loro simpatia mette in secondo piano tutto il resto. "Macho Man", "Ymca" e tante altre canzoni ci riportano agli anni ì80 con un po’ di nostalgia pensando alla nostra musica dance. Meno di un'ora di show, ma che spettacolo, davvero bravissimi. Si cambia nuovamente genere con la cantante soul pop Inglese Paloma Faith, si presente davvero con stile: lungo vestito rosso e trucco argentato sul viso, grande presenza scenica. Voce calda e potente a tratti tagliente. Grande complicità con i musicisti, specialmente con il chitarrista. "Do You Want The Truth or Something Beautiful", canzone che mi ha colpito di più, giochi di voce, tastiera molto electro e assoli di chitarra . Altra canzone interessante è "Upside Down", stile soul con tipici cori della musica afroamericana . La migliore scoperta che ho fatto al Bestival. Altro giro altra corsa, altro gruppo altro genere, si passa alla musica elettronica dei Crystal Castle. Alice Glass è davvero scatenata, scende ben due volte dal palco e si lancia tra il pubblico. Svariate volte sale sulla grancassa della batteria cantando a squarciagola. Tra i pezzi suonati "Baptism", "Crimewave" e l'immancabile "Not In Love", cantata nel singolo originale con Robert Smith, Alice indossa da fan la maglietta dei Cure. Unica pecca: suonano davvero poco e alla fine dell'esibizione non ringraziano o salutano il pubblico, escono senza pronunciare una parola. Arriviamo all'ultima esibizione prima dei Cure con l'elegante e delicata Pj Harvey cantautrice indie rock Britannica. Suona meno di un'ora , tutti siamo affascinati dal suo stile e dalla sua voce raffinata. Solo luci bianche per Pj Harvey che si trova alla sinistra del palco mentre tutti i musicisti si trovano sulla destra. Dopo circa mezz'ora di dj set e sistemazione palco, si accendono le luci blu e partono le note di "Plainsong" ...magica come sempre, finalmente entra Robert Smith che con sguardo smarrito scruta il pubblico e inizia a cantare. Suonano due ore e mezza, scaletta da festival, trentadue canzoni,rientrano ben due volte, lo show più lungo del Bestival. Tra le canzoni del set le più famose "Lullaby" ,"Boys Don't Cry", "Close To Me","Killing An Arab" ma anche la vecchia "The Caterpillar". C'è chi si aspettava un'altra tipologia di canzoni, ma a mio avviso per il tipo di festival il loro set è stato impeccabile ed emozionante. Un grande stile, come sempre.

 

L'11 il Bestival si risveglia infangato dopo una nottata piena di pioggia e vento. Ma la musica continua per l'ultima giornata. Il primo gruppo che andiamo ad ascoltare sono "The Drums", gruppo indie rock statunitense. Da pochissimo è uscito il loro nuovo album: "Portamento" e tra le altre al Bestival ci fanno ascoltare il singolo "Money". Tengono il palco molto bene ma si sente che la loro carriera è solo all'inizio. Ed ecco che arrivano The Maccabees, altro gruppo indie rock Inglese, giocano in casa e si sente dall'affetto dato dal pubblico e anche da me. Anni fa avevano già partecipato al Bestival ma salirono su di un palco minore, stavolta salgono sul main stage e a testa alta, il palco è assolutamente la loro casa, grande presenza scenica e grande grinta. Voce e musica si conciliano perfettamente, un gran gruppo. Non finiamo di ascoltarli perchè scappiamo dagli "Islet", altro gruppo che merita, a parer mio anche un palco più grande. Davvero poliedrici, ogni componente canta e suona. Durante l'esibizione si scambiano ad ogni canzone gli strumenti. Urlano, scalpitano, presenza scenica da urlo. Si lasciano tenere gli occhi puntati addosso e le orecchie godono nell'ascoltare un suono innovativo, sperimentale e mai banale. Cambiamo nuovamente palco, è la volta di Zola Jesus, cantautrice electro wave ,a tratti si sentono riecheggiare suoni alla Siouxsie , ma la voce anche se potente ed interessante è molto più pop che particolare. A parte questo lo stile c'è e anche la presenza scenica. La lasciamo prima della fine dell'esibizione per ascoltare una grande artista dall'eclettico stile musicale: Bjork: uno spettacolo da tutti i punti di vista, musica, voce, scenografia, luci... che dire, un'artista a 360°. Suona circa un'ora e un quarto, poco considerando la carriera che ha alle spalle, ma cerchiamo di accontentarci. Alla fine della sua esibizione partono i fuochi d'artificio, Il main stage chiude, Il Bestival 2011 è alla sua conclusione. Ma in realtà lo spettacolo non è finito perchè nel big top suona Dj Shadow e dopo circa un'ora passa la parola a Fatboy Slim, grande dj che fa ballare tutto il big top, forse tranne me ed i miei amici... Adesso si... tutto è concluso!

 

Bestival 2011... il paese delle meraviglie con tanta musica di tanti generi diversi... forse anche troppa, ma i festival sono così si deve scegliere, non si può ascoltare tutto. All'anno prossimo!
 

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