Clairvoyants+Trick or Treat+The Ritual 10 marzo @Rock N Roll Arena
a cura di: Alonestaff
2012-03-11

 

La band piemontese The Ritual apre la serata. Sin dalle prime note di "Show me what you can do" (da cui è stato tratto il video ufficiale), la band dimostra di sapere il fatto proprio, tanto da suscitare interesse in tutto il locale, nonostante il pubblico se ne stesse ancora un po’ in disparte a gustarsi un genere molto orecchiabile, ma non per questo scontato.

 

Nessuna pausa e vengono presentate subito  "Jason on the river" e "The slave". Nonostante il cantante Marco fosse impegnato anche nell'accompagnare le parti soliste dell'altro Marco, e quindi aveva poche possibilità di muoversi per il palco, è risultato carismatico grazie al suo timbro molto profondo, spaziando da parti molto melodiche e pulite, fino a toni molto graffianti e sporchi, senza mai venire meno all'intonazione.

 

È la volta di "Shoot me", "Hysteria & madness", fino a chiudere con la bellissima "Together". Tocca ai Trick Or Treat, band emiliana che non vedo dai tempi di "Evil needs candy too", quando ancora giravano come tribute band degli Halloween. La prime due canzoni della loro scaletta sono, appunto, "Evil needs candy too", e "Time for us all", entrambe tratte dal loro album d'esordio. Alessandro (voce) presenta il terzo pezzo come quello da cui è tratto l'unico video (ovviamente demenziale, ma secondo me stupendo) di Tin Soldiers: Loser Song. Ottimo intro dei due chitarristi Luca e Guido.

 

Non può mancare la cover di Cindy Lauper "Girls just wanna have fun", seguita da un solo "cronometrato" del fantastico Leone Villani Conti, lasciato solo sul palco. Seguono "Paper dragon" e "Take your chance", in cui Alessandro duetta (purtroppo solo nel disco) con Michele Luppi, ma comunque viene eseguita in modo a dir poco sublime. Chiudono la famosissima cover di Cristina D'Avena "Robin Hood", in versione power metal, e la celeberrima "Like Donald Duck". Uno spettacolo vero e proprio, con melodie e movimenti che ricordano le parole chiave "Evil needs candy too" e "Tin soldiers". Sembra quasi di essere teletrasportati nel loro "toyshop". Ottima la prova del new drummer Luca Setti.

 

È l'ora dei Clairvoyants, che dedicano la serata alla promozione del loro secondo album "The shape of things to come", uscito da pochissimi giorni e disponibile sia online che nei negozi. Si parte con i primi tre pezzi del nuovissimo lavoro, eseguiti in modo eccellente: "No need to surrender", un pezzo energico ma melodico allo stesso tempo, in modo da caricare il pubblico e a renderlo sin da subito partecipe. Seguono "I don't believe their lie" e "Endure and survive", la prima più lenta la seconda molto più ritmica e in stile heavy-metal-Iron-Maiden (ricordiamo le origini della band come validissimo tributo): il ritornello è decisamente di semplice memorizzazione, tanto che molti presenti lo cantavano insieme a Gabriele, il quale si è rivelato un ottimo frontman per tutta la serata (e su questo non si avevano dubbi). Si abbandona per un attimo la tracklist dell'ultimo di casa Clairvoyants in favore di "Back to my dreams", tratto dal loro disco d'esordio "Word to the wise", per poi tornare alla carica con "The shake of things to come" vera e propria. Ottimo intro di chitarra e un ritmo molto movimentato che lascia spazio anche a parti molto melodiche, per un pezzo di quasi 7 minuti.

 

Si continua con "The lone" e "Here today gonne tomorrow", fino alla bellissima "The same story", introdotta da un piccolo aneddoto che ne riguarda la stesura: Gabriele rivela di averla scritta dopo un concerto, pensando che noi tutti viviamo la stessa storia, vista da occhi diversi. Si chiude con "The only way out is through", "Word to the wise" e "Journey through the stars".

 

Serata e concerto stupendi, in un clima accogliente, quale è quello del Rock N Roll Arena di Romagnano Sesia (NO). Ottimi suoni e luci che fanno da perfetto condimento a delle band di esperienza pluriennale: ottimi musicisti, ma anche persone umili e disponibili a chiacchierare e scherzare dopo il concerto. Questi sono i prodotti nostrani, e bisogna andarne fieri!

 

 

 

 

Photo by Michael Gardenia