OBITUARY+guests @Blackout Club 2 giugno 2012
a cura di: DeaOrtolani
2012-06-05

 

L’estate si avvicina ed anche le serate iniziano ad essere infuocate! Tra gli ultimi eventi in programma prima della chiusura della Extreme Agency, realtà romana ben nota nel circuito della capitale, sabato 2 giugno ci aspettavano sul piano dell’obitorio gli Obituary al Blackout.

 

Giornata interessante sotto diversi punti di vista: intanto era giorno di festa nazionale e Roma era presa sotto assalto dalle forze dell’ordine per la parata militare e le diverse manifestazioni che hanno paralizzato nuovamente la capitale mettendola sotto stato di “agitazione molesta”. Per non parlare dell’appuntamento del meet&greet che si doveva tenere nel tardo pomeriggio e stava sul punto di saltare causa blocco stradale. Per fortuna ancora una volta lo Yama Tattoo Studio è riuscito ad ospitare parte della band e dare la possibilità ai fans di avere un incontro ravvicinato con i propri idoli. Ok, incontrare un Trevor Peres in pantaloncini e ciabatte e un enorme Terry Butler sono esperienze che senza berci una birra prima sono impossibili da superare! A parte gli scherzi, ottima iniziativa che sposiamo in pieno anche perché riduce il gap tra chi fa musica e chi la compra ed ascolta. Bravi guys!

 

 

Spostandoci invece alla serata (il cui unico neo è stato quello di iniziare troppo presto facendoci perdere così i Southern Drinkstruction) ritrovare gli Obituary è sempre un piacere soprattutto visto che, dopo la dipartita di Santolla, a me piacciono ancora di più. Fate come volete ma l’aggressività anni ’80 mi piace sempre soprattutto di quelle band che sono rimaste fedeli alla linea della sobrietà senza troppi fronzoli. Il death è nato solo per uomini con pelo sullo stomaco, that’s all. Arrabbiato come sempre John Tardy ha provocato un delirio da sottopalco tra teste e piedi di gente che volava sottosopra. Pezzi come “Evil Ways” o “Chopped in half” ti fanno tirare le cuoia già al primo attacco di riff della guitar che gioca in modo perverso con il bassista. Per non parlare di Donald Tardy che sta sempre una spanna sopra (la tigna di sicuro è un elemento ereditario in famiglia!). La setlist è una cavalcata infernale tra i migliori pezzi degli anni ’80 fino all’ultimo “Darkest Days” datato 2009. Insomma piena dimostrazione di come ancora la vecchia scuola comandi ed abbia da insegnare alle nuove generazioni!

 

 

La lista delle band di apertura era lunga: gli Adimiron che dopo l’uscita del loro ultimo album K2 di strada ne hanno macinata e sono giunti ad essere in tour con le band più estreme del panorama metal oltre a raccogliere consensi tra un sempre e più folto pubblico. Di seguito troviamo i Corpsefucking Art, una band brutal death di Roma attiva dal 1993 che ha nel corso degli anni subito diversi cambi di line up ed uscite di diversi ep e demo che hanno riscosso buone recensioni tra gli amanti delle note più estreme. Ci ritroviamo con Sudden death ed Hellvate da Benevento che si muovono sempre sul tracciato del death più cupo. Purtroppo a questo giro mi sono persa i mitici Southern Drinkstruction del quale abbiamo ampiamente parlato con il loro ultimo “Drunk ‘Till Death” che rivedremo il prossimo 24 giugno per The Roman Hard’N’Heavy Day.